Foggia – E’ stata definita da molti come la “più grande voragine economica” mai avvenuta nella Città di Foggia. Una voragine che prefigurebbere il dissesto finanziario, nel breve, come ipotizzato del resto dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti per la Puglia e come chiesto da due revisori dei conti del Comune di Foggia, Antonio Chinno e Raffaele D’Alessandro. Revisori che non credono sostanzialmente (eufemismo, ndR) alla manovra anti-dissesto proposta dalla giunta Mongelli, suggerendo al consiglio di “prendere una decisione in merito alla dichiarazione di insolvenza di Palazzo di Città a fronte dei circa 250 milioni di euro di debiti insorti”.
PARERE NEGATIVO – La situazione emersa è pertanto delicata. Il Collegio dei Revisori dei Conti si è espresso infatti con un parere a maggioranza negativo sul consuntivo 2009 e sul riequilibrio di bilancio 2010. I motivi della richiesta della dichiarazione di dissesto da parte dei Revisori dei Conti vanno ricercati, tra gli altri, nell’eccessiva anticipazione di tesoreria da parte del Comune di Foggia, nonché nell’impossibilità di far fronte ai 49 milioni di euro di debiti esigibili contratti dall’Ente. Un parere che va a rimarcare sostanzialmente quello già espresso dalla Sezione regionale di controllo per la Puglia della Corte dei Conti, che aveva bocciato in precedenza l’approvazione della manovra antidissesto proposta dalla giunta Mongelli. In caso di “dichiarazione antidissesto” lo scenario che si prospetterebbe per il Comune sarebbe devastante, quantomeno per i prossimi dieci anni: aumento di tutte le tasse comunali, impossibilità di contrazione dei mutui, nonchè tagli ai contratti dei servizi pubblici, servizi che coinvolgono attualmente circa 400 lavoratori foggiani che operano nelle cooperative e il cui futuro sarebbe tutt’altro che roseo.
MAIORANO POSITIVO: “CE LA FAREMO” – Unico parere positivo, nonostante lo scenario emerso, è stato quello espresso dal Presidente del Collegio dei Revisori, Idro Maiorano, il quale ha però posto come condizioni inderobabili il risanamento dei 50 milioni di euro contratti dall’Ente, da un lato, e il recupero dell’anticipazione di cassa pari a 35 milioni di euro. Condizioni non semplici da rispettare, ma sulle quali Maiorano ha mostrato un fervido ottimismo: “Sono attendista – ha detto a Stato il Presidente del Collegio dei revisore dei Conti – perché credo nella manovra antidissesto messa a punto dall’amministrazione comunale. I miei due colleghi – ha detto ancora Maiorano – hanno ritenuto opportuno di esprimersi in maniera negativa dato che non credono nel risanamento dell’ente, ma credo sia giusto attendere gli esiti delle misure anti dissesto poste in essere dalla giunta Mongelli”.
LA RISPOSTA DEL SINDACO: “SITUAZIONE DIFFICILE MA NON SIAMO TECNICAMENTE IN DISSESTO”. TUTTI I TAGLI PREVISTI – Salvo ribaltoni attualmente improbabili, si andrà dunque avanti, seppur con “l’assunzione di responsabilità” da parte dei consiglieri comunali della maggioranza. Lo stesso primo cittadino Mongelli non ha atteso per rispondere al parere dei revisori dei conti: “La situazione è difficile – ha detto il sindaco – anche se tecnicamente non siamo ancora in dissesto. Stiamo già attuando delle scelte importanti per il risanamento delle casse comunali”. Il Comune ha cominciato infatti a diminuire il carico finanziario delle spesa, tagliando alcuni contratti di fornitura dell’acqua, che pesa attualmente sul bilancio del Comune per 2,5 milioni di euro annui. Tagli sono stati effettuati anche alla spesa del verde pubblico, che ammonta a circa 3,3 milioni di euro, e a quella per gli asili nido, che è stata ridotta di 1,2 milioni di euro, passando da 2,5 milioni di euro agli attuali 1,3 milioni. Per far fronte al problema rifiuti, si provvederà alla realizzazione della raccolta differenziata porta a porta, facendo riferimento ai finanziamenti che saranno erogati dalla Regione Puglia agli ATO (Ambito Territoriale Ottimale ) e che consentiranno di modificare i cassonetti esistenti e di impiantarne altri per la raccolta porta a porta, misura che sarà applicata inizialmente agli uffici pubblici. “E’ innegabile che la situazione attuale – ha detto Mongelli – non sia addebitabile solo alle scelte dell’attuale amministrazione” ma di quelle anche “attuate in precedenza” (a Orazio Ciliberti con certezza staranno fischiando le orecchie, ndR). Decisioni passate che la Giunta attuale starebbe pagando ora “a caro prezzo”. “Ma voglio precisare – ha concluso Mongelli – che non tireremo a campare”, promettendo infatti di tirare il Comune “fuori dalla situazione emersa”.
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