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Il primo “germoglio” della stagione è stato lo spettacolo HamletTravestie, sottotitolo da John Poole e Antonio Petito a William Shakespeare

HamletTravestie, farsa surreale dal fondo amaro

Amleto Barilotto ha perso da poco suo padre in circostanze misteriose, ha tagliato i ponti con la famiglia che lo circonda e si è rifugiato nella lettura della tragedia di Shakespeare che porta il suo nome


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Manfredonia. Anche quest’anno si è aperta con il mese di Novembre, la stagione di prosa 2015-2016 del Teatro comunale Lucio Dalla, gestito come tradizione da La Bottega degli Apocrifi. Il titolo è “Germogli”, poiché, spiegano gli Apocrifi, “I germogli sono il manifestarsi della vita, il primo frutto di una semina operosa e paziente. La nuova stagione di prosa, dunque, è il risultato dell’interazione tra teatro e cittadini, la conseguenza di un’azione comune per costruire qualcosa e farla durare nel tempo. Infatti, il teatro non è solo luogo di intrattenimento, ma è occasione di cambiamento, di crescita, di apertura degli orizzonti.”

Il primo “germoglio” della stagione è stato lo spettacolo HamletTravestie, sottotitolo da John Poole e Antonio Petito a William Shakespeare, messo in scena ieri sera dalla compagnia napoletana Punta Corsara, nata nel 2007 nei laboratori teatrali di Scampia e già diventata una solida realtà del teatro professionistico italiano. Lo spettacolo, scritto da Emanuele Valenti e Gianni Vastarella, entrambi protagonisti anche sul palcoscenico nei panni rispettivamente di Liborio/Polonio e di Amleto, è il risultato di un percorso di ricerca drammaturgica molto ricco e articolato. Esso parte dalla tragedia Shakesperiana del principe di Danimarca, passa attraverso la riscrittura burlesca che ne ha fatto nel 1810 John Poole, intitolata appunto HamletTravestie, poi prende alcuni spunti ed espedienti narrativi dal Don Fausto di Antonio Petito (anche esso Parodia dell’Urfaust di Goethe) ed infine li cala nel contesto contemporaneo di una famiglia di fruttivendoli napoletani, alle prese con (mancanza di) lavoro e debiti e alla ricerca di un modo per sbarcare il lunario.

Amleto Barilotto ha perso da poco suo padre in circostanze misteriose, ha tagliato i ponti con la famiglia che lo circonda e si è rifugiato nella lettura della tragedia di Shakespeare che porta il suo nome. Nemmeno la fidanzata Ornella (Valeria Pollice) che presto lo renderà padre, riesce a riportarlo alla realtà. In famiglia c’è chi lo preferirebbe “pazzo”, per riscuotere la pensione da 800 euro al mese che “sistemerebbe tutti”. Ma don Liborio, detto o’ professore, futuro suocero di Amleto, decide di provare a far rinsavire il ragazzo facendo mettere in scena alla famiglia Barilotto, proprio quella tragedia che sembra averlo inghiottito, in un gustoso esperimento di teatro nel teatro, che riprende in tutto e per tutto il Don Fausto di Petito. E i Barilotto si “travestono”: zio Salvatore diventa zio Claudio, presunto assassino del padre di Amleto, mamma Amalia (Giuseppina Cervizzi) diventa Gertrude, Ornella diventa Ofelia e o professore Polonio, ma nella loro maldestra interpretazione la tragedia si trasforma ben presto in farsa e sceneggiata napoletana, al punto che nemmeno Amleto ci crede. E’ forse “guarito”? No, ha scoperto (forse) il vero assassino del padre, e sul finale il morto ci scappa davvero. Questo HamletTravestie è una farsa surreale, capace di regalare a tratti risate fragorose, ma dal fondo amaro. Si ride per non piangere ed il confine fra bene e male non è mai netto. Uno spettacolo godibile nel complesso, sebbene la difficoltà nel capire immediatamente i dialoghi in “lingua” napoletana, costituisce, per lo spettatore che non è nato all’ombra del Vesuvio, un impedimento al coinvolgimento totale nel gioco del teatro.

(A cura di Annapina Rinaldi – aprinaldi@alice.it)

HamletTravestie, farsa surreale dal fondo amaro ultima modifica: 2015-11-06T18:53:01+00:00 da Annapina Rinaldi



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