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28 “Gli anni più belli della nostra vita”. Dopo 25 anni si ritrovano i “ragazzi del collegio dell’Andro” a Poggiofranco

Esattamente il lunedì 8 gennaio di 28 anni fa si inaugurava il collegio dell'Andro

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
7 Gennaio 2024
Cronaca // Foggia //
Esattamente il lunedì 8 gennaio di 28 anni fa si inaugurava il collegio dell’Andro. Proprio per questa occasione, alla fine dell’anno appena trascorso un bel gruppo di amici cinquantenni, sparsi per l’Italia (qualcuno si trova anche all’estero) si incontrava a Poggiofranco  per compiere un salto nella loro storia personale intersecata con quella di ciascuno  di loro.
Sono proprio loro i ragazzi della prima ora del collegio Dell’Andro di via Camillo Rosalba; i “cugini” dei ragazzi del Cum di via Amendola, di quelli della Casa della Studente di Largo Fraccacreta, o del Fresa, ovvero del Petrone.
Il Dell’Andro ha rappresentato tanto, tutto per loro, anche se il sacrificio per realizzarsi compiutamente ha richiesto  molto tempo. Ma tutto è  partito da lì.
Oggi sono avvocati, dipendenti di enti pubblici, funzionari, docenti, dirigenti d’azienda, medici, nel 1996 erano i 600 studenti fuori sede assegnati a questo collegio dall’Ente per il diritto allo studio (oggi ADISU) per cominciare l’avventura di universitari lontano dai propri paesi di origine.
Provenivano da Corigliano, Nova Siri, Cariati in Calabria, da Banzi, Tolve, dal Vulture in Basilicata, dalla provincia  di Foggia, Lecce e da tanti altri paesi lucani e calabresi e pugliesi.
È  proprio nei pressi del loro amato collegio di Poggiofranco hanno deciso di rincontrarsi dopo oltre 25 anni (incontro rinviato causa covid più  volte) presso la nota Pizzeria/Trattoria “Piccole Ore”.
“Ricordo ancora quell’8 gennaio 1996, quando  prendemmo possesso delle nostre stanze, peraltro nuovissime con i materassi nel cellophane; il “Dell’Andro” fu inaugurato quel giorno all’indomani della chiusura della vecchia residenza ex Hotel delle Nazioni. Per me rappresentava l’unica occasione per poter  studiare fuori casa con serenità: avevamo un alloggio nella sede dell’Università, un tesserino  mensa a costi bassissimi o gratuitamente se titolari di borsa  di studio. E pertanto il sacrificio delle nostre famiglie – e ricordo quello della mia premurosa madre vedova da tempo, che aveva investito tutto su di me – si completava proprio con l’intervento degli enti  per il diritto allo studio, ultimo  baluardo di un ascensore sociale ormai in panne.” Pasquale  De Rosa oggi avvocato e docente di scuola  superiore che è  stato il promotore  di questo  incontro.
“Questa esperienza da fuori sede, prima esperienza  fuori casa la ricordo con affetto, io ho avuto una grande forza di volontà  per non deludere le aspettative dei miei genitori. Provenivo da una famiglia  umile e numerosa, il collegio è  stato luogo di confronto  con miei coetanei ma anche garanzia per affrontare serenamente gli studi. Miriana Carparelli, comandante polizia municipale.
“Il collegio ha rappresentato  la condivisione di esperienze  e preoccupazioni tra “fratelli” che frequentavano facoltà diverse e provenivano da paesi diversi con un reciproco arricchimento. Giusy Francioso, funzionario agenzia  dogane e Sandro Cardone, bancario.
“Sono stati gli anni più  belli della mia vita. Grazie al collegio ho avuto la possibilità  di studiare: ho fatto un triplo salto avanti!” Teresa Delfino, responsabile aziendale (e anche moglie  di un suo compagno di collegio).
“Un assoluto privilegio avere tante agevolazioni per studiare” Giampiero che oggi di agevolazioni alle imprese si occupa per conto di un’agenzia regionale.
Oggi, questa reunion ha il sapore di quegli anni di formazione, riscatto sociale, degli affetti di vita e della condivisione di esperienze che sicuramente, al di là dei titoli, ci hanno  reso persone migliori, e racchiude le sensazioni, gli entusiasmi  ma anche le paure di quei ragazzi di un tempo verso una strada incognita che oggi ci è apparsa loro all’orizzonte, così  conclude  l’avv. Pasquale De Rosa che oggi  vive a pochi km dal collegio.
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