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Manfredonia, tentò di uccidere compagno della madre “Continua percorso per minore: messa in prova in comunità”

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
7 Febbraio 2020
Focus e Inchieste // Manfredonia //

Bari/Manfredonia, 07 febbraio 2020. Era stato accusato di “tentato omicidio”, per aver minacciato di uccidere il compagno della madre, dopo essere entrato nell’abitazione della stessa mamma insieme al padre. Padre, originario di Manfredonia, accusato al tempo di “violazione di domicilio e atti persecutori“. Dopo un lungo percorso psicologico, sociale, sostenuto in primis dai propri legali, un minore di Manfredonia è stato trasferito stamani dall’Istituto per minori Fornelli di Bari in una comunità – sempre del Barese -, per un “periodo di messa in prova della durata di 2 anni e 6 mesi“.

I FATTI – IL TENTATO OMICIDIO E LA VIOLAZIONE DI DOMICILIO – AGOSTO 2019
Le contestazioni al giovane e al papà dello stesso fanno riferimento allo scorso agosto 2019, quando “i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Manfredonia, a conclusione degli accertamenti e delle attività d’indagine svolte a seguito di un intervento effettuato nelle ore precedenti in piazza Salvemini a Manfredonia, avevano arrestato in flagranza di reato il minore (al tempo 16enne) e suo padre (al tempo 40enne), entrambi già noti alle Forze dell’Ordine, per i gravi reati di tentato omicidio il primo e di violazione di domicilio nonché per atti persecutori”.

Manfredonia. Tentato omicidio, violazione di domicilio e atti persecutori: arrestati padre e figlio (immagine CC Manfredonia, agosto 2019)
Manfredonia. Tentato omicidio, violazione di domicilio e atti persecutori: arrestati padre e figlio (immagine CC Manfredonia, agosto 2019)

L’INTERVENTO DEI CARABINIERI DI MANFREDONIA
Come reso noto al tempo dagli inquirenti, il giorno dei fatti (5 agosto 2019,ndr) “una pattuglia di Carabinieri è intervenuta presso l’abitazione della madre del minorenne poi arrestato e allo stesso tempo moglie del 40enne dal quale si sta separando e con il quale sono – tra l’altro – da tempo in atto dissidi per pregresse aggressioni verbali e fisiche già denunciate. L’attivazione dei militari è scaturita in relazione alla richiesta di aiuto pervenuta dalla donna, che lamentava telefonicamente al “112” un’aggressione in atto da parte di entrambi. Nello specifico, la donna e le persone presenti in casa riferivano che, mentre loro stavano riposando, padre e figlio si erano introdotti arbitrariamente nella loro abitazione, scavalcando la recinzione che aveva il cancello chiuso in quel momento e penetrandovi all’interno della casa attraverso la porta finestra del soggiorno, lasciata invece aperta a causa della calura estiva“.

L'Avvocato del foro di Foggia, Cristiano Romani (ph StatoQuotidiano)
L’Avvocato del foro di Foggia, Cristiano Romani (ph StatoQuotidiano)

“Dopo un lungo percorso psicologico, sociale, giudiziario – spiega a StatoQuotidiano l’Avvocato del foro di Foggia, Cristiano Romani – il ragazzo ha ottenuto l’affidamento in prova, grazie anche all’accoglimento di tutte le tesi difensive presentate in questi mesi (il collegio difensivo del minore è composto dal citato avvocato Romani e dall’avvocato Michele Gentile,ndr). Abbiamo evidenziato il percorso effettuato in questo lasso di tempo dal minore che ha raggiunto velocemente gli obiettivi prefissati”. Inizialmente, i legali del giovane aveva chiesto il rito immediato secco, dunque il giudizio per il giovane, in base alla documentazione emersa: dalla relazione delle assistenti dei Servizi sociali di Bari a quelle di Manfredonia. “Al tempo – dice a StatoQuotidiano l’avvocato Cristiano Romani -, era emersa l’alta conflittualità tra padre e madre del giovane. Da qui fu chiesta la messa in prova del minore, non stabilita inizialmente per la richiesta del Pm del tempo di rinviare al giudizio il 16enne”. Da raccolta dati, per la messa in prova del ragazzo, in una comunità, è stato prima stabilito un percorso di prova all’interno dell’Istituto Fornelli. “Il nostro assistito – spiega l’avvocato Romani -, è stato collaborativo, ha recuperato il rapporto familiare con la madre, e ora – nonostante il grave capo d’imputazione a suo carico (tentato omicidio,ndr) – , potrà beneficiare di un periodo di messa alla prova in una comunità di Bari”.

Stamani infatti c’è stata la discussone del collegio difensivo del minore dinanzi al Presidente del Tribunale dei Minori di Bari, Sezione penale, con accoglimento della richiesta della difesa anche del Pubblico Ministero. Il trasferimento nella comunità è stato disposto già per la giornata odierna. Si ricorda come il padre del giovane non è al momento sottoposto ad alcuna misura cautelare, “lavora ed è totalmente libero”.

A cura di Giuseppe de Filippo – g.defilippo@statoquotidiano.it

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