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Riforma Lupi: da 24 a 14 AP, 8 Centro Nord, 6 Sud , 1 in Puglia

Unica AP del Basso Adriatico? Manfredonia rilancia il Porto (F-VIDEO)


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Manfredonia – “CON o senza sede di Autorità Portuale, Manfredonia è stata, resta e sarà una politica marittima di portualità. Relativamente alla preannunciata riforma del Governo (il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, tracciando le linee guida della proposta che servirà a superare la legge di riforma portuale 84/94 ha annunciato che “Il 13 giugno verrà presentata una proposta molto forte sulla riduzione delle autorità portuali, attualmente 24”,ndr) non parliamo solo della riforma della portualità ma di modifiche che riguarderanno addirittura Napoli, un colosso come AP. Un dato emerge su tutti: da 24 a 14 Autorità Portuali in Italia, 8 al Centro Nord, 6 al Meridione, 1 soltanto in Puglia. A pochi giorni dalle Europee, c’è un’Italia ancora suddivisa tra Nord e Sud, relativamente alle politiche di sviluppo”. Duro il Commissario straordinario dell’Autorità Portuale di Manfredonia avv. Nino Falcone nel giorno della presentazione alla comunità del Piano di sviluppo del porto di Manfredonia, linee guida per la redazione del piano regolatore portuale, con tavola rotonda nell’Auditorium di Palazzo dei Celestini.

All’incontro pubblico, moderato dal giornalista Rai Sergio De Nicola, hanno preso parte il vice-sindaco di Manfredonia prof. Matteo Palumbo, don Salvatore Miscio della Diocesi di Manfredonia, l’Ing. Paolo Turbolente – progettista di Acquatecno -, il CF (CP) Marcello Luigi Notaro – Comandante della Capitaneria di Porto di Manfredonia -, l’Ing. Gianluca Ievolella – Consigliere tecnico del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici – il dott. Fabio Porreca – Presidente della Camera di Commercio di Foggia – l’On. Dore Misuraca – componente della Commissione di Vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti, ed un referente dell’Assessorato regionale alle Infrastrutture. Presenti tra l’altro: l’onorevole Antonio Leone, il consigliere regionale avv. Giandiego Gatta, il presidente del Parco del Gargano avv. Stefano Pecorella.

La presentazione del piano segue l’apertura dei cantieri per la manutenzione straordinaria della pavimentazione delle banchine, della rete di smaltimento delle acque meteoriche e di quelle nere e il riordino dei sottoservizi nel porto commerciale. Lo studio del contesto, delle infrastrutture portuali e del territorio di riferimento, che contiene la definizione degli obiettivi di crescita del sistema infrastrutturale, è stato realizzato come detto dalla Acquatecno, leader nazionale nel settore.

Lo studio ha consentito di delineare trans-europei I e VIII, porto multifunzionale al servizio del proprio territorio di riferimento, l’intera Capitanata, centro d’eccellenza per la lavorazione del pescato ‘Distretto della Pesca’ e per la cantieristica trans-europei I e VIII, porto multifunzionale al servizio del proprio territorio di riferimento, l’intera Capitanata, centro d’eccellenza per la lavorazione del pescato ‘Distretto della Pesca’ e per la cantieristica tradizionale ‘Distretto della cantieristica storica’, infine, terminale marittimo di riferimento per gli itinerari ambientali e turistici caratterizzanti la costa e l’entroterra del nord della Puglia, nonché per gli itinerari turistico – religiosi le cui mete principali sono i santuari di S. Pio a San Giovanni Rotondo e di S. Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo.

“E’ un momento importante per Manfredonia – ha detto a Stato il Commissario straordinario dell’Ap di Manfredonia Falcone – oggi consegniamo pubblicamente questo lavoro dell’Acquatecno, che racchiude tutte le peculiarità del territorio: pesca, mercantile, turismo religioso, bellezze naturali. Il tutto per la crescita del porto, in termini di strategia, di polo logistico, per il Mare Adriatico. Attracco delle navi? Sicuramente cambierà molto – ha aggiunto Falcone – speriamo di poter intervenire; da anni denuncio che il bacino Alti Fondali si trova in una carezza strutturale, anche a causa di ordinanze emanate nel 1988 con limitazioni per l’attracco di navi con un determinato tonnellaggio. Confidiamo in una risoluzione della problematica”.

“Il piano rappresenta un punto di partenza importante per rilanciare il porto – ha aggiunto l’Ing. Paolo Turbolente – progettista di Acquatecno – per il porto Alti Fondali confidiamo nell’arrivo di navi da crociera per rilanciare il turismo locale; per il porto commerciale: determinante la creazione di un distretto della pesca; da un lato bisogna bisogna continuare ad attrarre finanziamenti europei, da un altro potenziare le attività commerciali e cantieristiche del luogo”.

“Vogliamo avviare una concreta sinergia tra CCIAA e Autorità Portuale – ha detto il Presidente della Camera di Commercio di Foggia dott. Fabio Porreca – anche attraverso attività di studio e di incontro tra il settore della nautica e le attività produttive del territorio, per un maggior utilizzo del porto di Manfredonia come supporto logistico”. “La soppressione dell’AP di Manfredonia? Si tratta di una problematica complessa e sottolineo la preoccupazione anche per le altre infrastrutture territoriali; penso al Gino Lisa: riunire tutte le uniche infrastrutture pugliesi in un’unica gestione (AdP) ha originato il declassamento dello scalo foggiano”.

Da ricordare che il ministro Lupi ha preannunciato la presentazione – la prossima settimana – del piano nazionale sugli aeroporti: “Basta concorrenza tra porti e aeroporti, bisogna fare sistema in ogni settore di questo Paese“, è la parola d’ordine del ministro.”Basandoci sui ‘core ports’ europei stiamo disegnando aggregazioni di porti dotati di poteri di coordinamento e di decisione anche maggiori di quelli di cui godono oggi i presidenti delle Autorità Portuali. E anche di una maggiore autonomia finanziaria. Questo consentirà di lasciarsi alle spalle l’assurdità delle 24 Autorità Portuali, ciascuna con spazi di potere da difendere a ogni costo, con ambizioni e intrecci con tutti i poteri locali“, ha detto il 2 aprile al Secolo XIX Lupi che ha poi spiegato: “Bisogna avere il coraggio di scegliere quali sono gli aeroporti strategici e per questo si chiederà agli aeroporti nazionali di smetterla di farsi concorrenza tra loro ma di integrarsi. Le risorse vanno investite nel sistema, se i privati vogliono investire negli aeroporti va bene, ma poi nessuno di loro accederà a fondi pubblici“. Ad esempio, nel caso di Milano, Lupi ha confermato che lo scalo strategico individuato dal governo per il Nord-Ovest è Malpensa, a scapito di Linate.

“Gli interventi nell’ambito del Piano di sviluppo del porto sono fondamentali – ha sottolineato l’onorevole del NCD Antonio Leone – interventi basilari con o senza la sede dell’Ap a Manfredonia, con o senza la soppressione o aggregazione con altre sedi. E’ necessario che il porto di Manfredonia possa ospitare al più presto navi di grossa stazza. La riforma che sta per essere varata vedrà la soppressione di tante AP: Brindisi, Taranto, e non solo Manfredonia, con la creazione di una grossa Autorità Portuale del basso Adriatico che dovrà gestire porti in grado di avere strutture che possono consentire un traffico ed un rilancio importante per il territorio; in questa previsione, Manfredonia deve avere uno dei porti più ambiti del Basso Adriatico.”

g.defilippo@statoquotidiano.it

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Unica AP del Basso Adriatico? Manfredonia rilancia il Porto from Stato Quotidiano on Vimeo.

FOTOGALLERY SALVEMINI/STATO

Unica AP del Basso Adriatico? Manfredonia rilancia il Porto (F-VIDEO) ultima modifica: 2014-05-07T01:24:16+00:00 da Giuseppe de Filippo



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Commenti


  • semprevigile

    Speriamo che tante “Autorità” siano intervenute per una rinascita e non per il funerale del porto industriale o alti fondali di Manfredonia…


  • sipontino a 5 stelle

    Commissario Falcone l’unione e la condivisione non si può fare sul nulla,anzi su gli sprechi.
    L’Ing. Gianluca Ievolella – Consigliere tecnico del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici,ieri ha detto pubblicamente che Lui Manfredonia la conosce grazie al buon pesce,in trent’anni di lavoro non ricorda traffico di merci così voluminosi,se lei poi classifica merce l’acqua potabile in cabotaggio alle isole Tremiti,allora ha ragione a dire che non è vero che il traffico è in diminuzione.
    Il problema principale per un armatore sono i costi,Rimorchiatore che viene da Barletta,servizi portuali,tempi di attesa,ecc,come ha detto il comandante del porto,manca il marketing e questo lo fanno non solo le agenzie ma anche lei.
    Da quando è commissario lei, non abbiamo visto niente di niente,solo uno spreco di 3,500 milioni di euro in dieci anni per pagare due stipendi,di cui uno è il suo.
    Da l’entusiasmo dell’ingegnere che ha relazionato il progetto si evince che neanche lui è fiducioso.
    Io voglio essere ottimista, voglio che si cogli questa opportunità, di questi fondi europei, per portare avanti il progetto,sperando sempre che lo riusciate a finire,dopo però faccia le valigie,perchè non è in discussione l’Ente Autorità Portuale,ma lei che non capisce niente di mare e di investimenti.Ricordiamoci l’intervista ai media “…. mi hanno messo qui e ci rimango”.


  • Ulrich

    Ancora menzogne sullo sviluppo di Manfredonia; Mentre fanno vedere le navi da crociera che ormeggiano in in porto già riprogettato nel 1970 dalla Hidro Delft Olandese e che non verrano mai, dall’altra annunciano che la Total stà prendendo accordi con i nostri amministratori per l’estarzione del petrolio, gas, ecc. Un’altra srata presentata da illusionisti che pensano solo alle loro tasche e a fare campagna elettorale sul disagio dei cittadini.


  • semprevigile

    Leggendo l’intervento di “sipontino a 5 stelle” in merito all’intervento dell’Ing. Gianluca Ievolella, avvenuto durante l’incontro,…. posso solo dire che quelle che erano le nostre piccole constaatzioni… a livello governativo sono delle mostruosità…. tollerate da quella/certa politica che nella gestione del bene comune ha trovato le vene per far succhiare il sangue del popolo da parte dei propri accoliti…. vere e proprie sanguisughe dell’interesse pubblicistico vilipeso.


  • Uno di Voi

    In questa operazione speculativa manca un nesso tra causa (milioni di Euro a disposizione) ed effetto (sviluppo della città)!

    C’è qualcuno sano di mente che si può azzardare di affermare che questi “lavori di manutenzione straordinaria della pavimentazione delle banchine, della rete di smaltimento delle acque meteoriche e di quelle nere e il riordino dei sottoservizi nel porto commerciale” possano portare la “città in Porto”, quando c’è il divieto d’accesso ad entrarci?

    Solo i “finti ingenui” possono ammettere il contrario!

    Si fanno questi lavori per la città o per i pescatori?

    Nè per l’uno, nè per gli altri!

    Nè per la città, visto che il porto dovrebbe essere off-limits, non si potrebbe nemmeno parcheggiare l’auto, nè passeggiare, ma dovrebbe essere utilizzato solo dagli addetti al lavoro autorizzati.

    Nè ai pescatori che stanno facendo la gara a sfasciare le loro imbarcazioni, perchè a detta loro non conviene più andare a pescare! Se la flotta peschereccia diminuisce a che servono questi lavori?

    Servono solo a rispettare le normative!

    Una buona occasione per acchiappare soldi!

    A chi conviene fare questi lavori?

    Questi lavori vengono fatti esclusivamente per “spendere” soldi finanziati dall’Europa!

    Per farli volare sopra le teste dei cittadini, illudendoli, come è già successo tante altre volte qui a Manfredonia, per ultimo il Porto turistico non ancora terminato e mai sarà completato, perchè anche lì i soldi europei sono stati già “spesi”, le imprese che ci hanno lavorato sono fallite!

    Questi sono soldi “spesi”, buttati via, e non “investiti”!

    Per investire veramente i soldi servono altre mentalità ed altre competenze, altri punti di vista, nuove visioni rispetto ad un avvocato “passacarte” o all'”amico” geometra!


  • Uno di Voi

    In questa operazione speculativa manca un nesso tra causa (milioni di Euro a disposizione) ed effetto (sviluppo della città)!!!

    C’è qualcuno sano di mente che si può azzardare di affermare che questi “lavori di manutenzione straordinaria della pavimentazione delle banchine, della rete di smaltimento delle acque meteoriche e di quelle nere e il riordino dei sottoservizi nel porto commerciale” possano portare la “città in Porto”, quando c’è il divieto d’accesso ad entrarci?

    Solo i “finti ingenui” possono ammettere il contrario!

    Si fanno questi lavori per la città o per i pescatori?

    Nè per l’uno, nè per gli altri!

    Nè per la città, visto che il porto dovrebbe essere off-limits, non si potrebbe nemmeno parcheggiare l’auto, nè passeggiare, ma dovrebbe essere utilizzato solo dagli addetti al lavoro autorizzati.

    Nè ai pescatori che stanno facendo la gara a sfasciare le loro imbarcazioni, perchè a detta loro non conviene più andare a pescare! Se la flotta peschereccia diminuisce a che servono questi lavori?

    Servono solo a rispettare le normative!

    Una buona occasione per acchiappare soldi!

    A chi conviene fare questi lavori?

    Questi lavori vengono fatti esclusivamente per “spendere” soldi finanziati dall’Europa!

    Per farli volare sopra le teste dei cittadini, illudendoli, come è già successo tante altre volte qui a Manfredonia, per ultimo il Porto turistico non ancora terminato e mai sarà completato, perchè anche lì i soldi europei sono stati già “spesi”, le imprese che ci hanno lavorato sono fallite!

    Questi sono soldi “spesi”, buttati via, e non “investiti”!

    Per investire veramente i soldi servono altre mentalità ed altre competenze, altri punti di vista, nuove visioni rispetto ad un avvocato “passacarte” o all'”amico” geometra!


  • Uno di Voi

    In questa operazione speculativa manca un nesso tra causa (milioni di Euro a disposizione) ed effetto (sviluppo della città)!

    C’è qualcuno sano di mente che si può azzardare di affermare che questi “lavori di manutenzione straordinaria della pavimentazione delle banchine, della rete di smaltimento delle acque meteoriche e di quelle nere e il riordino dei sottoservizi nel porto commerciale” possano portare la “città in Porto”, quando c’è il divieto d’accesso per i cittadini ad entrarci?

    Solo i “finti ingenui” possono ammettere il contrario!

    Si fanno questi lavori per la città o per i pescatori?

    Nè per l’uno, nè per gli altri!

    Nè per la città, visto che il porto dovrebbe essere off-limits, non si potrebbe nemmeno parcheggiare l’auto, nè passeggiare, ma dovrebbe essere utilizzato solo ed esclusivamente dagli addetti ai lavori autorizzati.

    Nè ai pescatori, che stanno facendo la gara a sfasciare le loro imbarcazioni, perchè a detta loro non conviene più andare a pesca! Se la flotta peschereccia è diminuita tantissimo rispetto a 10-15 anni fa e continua ancora a diminuire a che servono questi lavori?

    Servono solo a rispettare le normative!

    Una buona occasione per acchiappare soldi!

    A chi conviene fare questi lavori?

    Questi lavori vengono fatti esclusivamente per “spendere” soldi finanziati dall’Europa!

    Per farli volare sopra le teste dei cittadini, illudendoli, come è già successo tante altre volte qui a Manfredonia, per ultimo il Porto turistico non ancora terminato e mai sarà completato, perchè anche lì i soldi europei sono stati già “spesi”, le imprese che ci hanno lavorato sono “fallite”!

    Questi sono soldi “spesi”, buttati via, e non “investiti”!

    Per investire veramente i soldi bisognerebbe conoscere innanzitutto il suo significato, ma soprattutto servono altre mentalità ed altre competenze, altri punti di vista, nuove visioni, nuove sfide rispetto ad un avvocato “passacarte” o al suo “amico” geometra!


  • Redazione

    “IL FUTURO DELLA CITTÀ VA IN PORTO”: L’AUTORITÀ PORTUALE DI
    MANFREDONIA PRESENTA ALLA CITTADINANZA ED AGLI STAKEHOLDERS IL
    “PIANO DI SVILUPPO DEL PORTO, LINEE GUIDA PER LA REDAZIONE DEL
    PIANO REGOLATORE PORTUALE”
    Manfredonia, 6 maggio 2014
    A circa due mesi dalla storica apertura dei cantieri per la manutenzione straordinaria della
    pavimentazione delle banchine, della rete di smaltimento delle acque meteoriche e di
    quelle nere e il riordino dei sottoservizi nel porto commerciale, l’Autorità Portuale di
    Manfredonia, guidata dal Commissario Avv. Gaetano Falcone, presenta agli stakeholders
    ed alla comunità una nuova visione del porto di Manfredonia, che ne riscrive la storia e le
    modalità di fruizione e lo consacra ad elemento totalmente connesso ed integrato alla
    città.
    Ciò sarà possibile grazie al “Piano di sviluppo del porto di Manfredonia, linee guida per
    la redazione del piano regolatore portuale”, un attento studio del contesto, delle
    infrastrutture portuali e del territorio di riferimento, che contiene la definizione degli
    obiettivi di crescita del sistema infrastrutturale realizzato dalla Acquatecno, leader
    nazionale nel settore.
    Lo studio è illustrato oggi presso Palazzo Celestini in un’assemblea pubblica
    alla quale prendono parte, oltre al Commissario Falcone, Angelo Riccardi -sindaco di Manfredonia – , l’Ing. Paolo Turbolente – progettista di Acquatecno -,
    il CF (CP) Marcello Luigi Notaro – Comandante della Capitaneria di Porto di
    Manfredonia -, l’Ing. Gianluca Ievolella – Consigliere tecnico del Consiglio
    Superiore dei Lavori Pubblici -, del dott. Fabio Porreca – Presidente della
    Camera di Commercio di Foggia -, l’On. Dore Misuraca – componente della
    Commissione di Vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti , e l’Avv. Giovanni
    Giannini – Assessore regionale alle Infrastrutture -.
    La proposta progettuale ha consentito di delineare un ampio ventaglio di possibilità di
    rilancio per il porto di Manfredonia che potrà qualificarsi come terminale marittimo di
    riferimento lungo le direttrici di traffico nazionali ed internazionali individuate dai corridoi
    trans-europei I e VIII, porto multifunzionale al servizio del proprio territorio di riferimento,
    l’intera Capitanata, centro d’eccellenza per la lavorazione del pescato “Distretto della
    Pesca” e per la cantieristica tradizionale “Distretto della cantieristica storica”, infine,
    terminale marittimo di riferimento per gli itinerari ambientali e turistici caratterizzanti la
    costa e l’entroterra del nord della Puglia, nonché per gli itinerari turistico – religiosi le cui
    mete principali sono i santuari di S. Pio a San Giovanni Rotondo e di S. Michele Arcangelo
    a Monte Sant’Angelo.
    SCHEDA AUTORITÀ PORTUALE
    L’Autorità Portuale, istituita nel 2004, è un Ente Pubblico non economico disciplinato dalla
    Legge 84/94, sottoposto alla vigilanza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e,
    per quanto concerne i bilanci di previsione, pluriennali (col relativo piano operativo
    triennale delle opere pubbliche) e consuntivi, anche al Ministero dell’Economia e delle
    Finanze.
    Essendo l’Autorità Portuale di Manfredonia di nuova costituzione, il Ministero delle
    Infrastrutture e dei Trasporti ha nominato un Commissario ed un Commissario Aggiunto
    con i poteri di cui alla citata legge 84/94, in carica sino alla nomina del Presidente.
    L’Ente ha svolto con continuità la propria attività, presentando puntualmente i bilanci di
    previsione e i bilanci consuntivi, sottoposti positivamente all’approvazione degli organi
    competenti.
    In data 4.3.2011 e con nota protocollo n.613 l’Autorità Portuale di Manfredonia dimostra di
    aver sempre presentato il Piano Operativo Triennale delle opere nei rispettivi bilanci
    annuali di previsione. È in virtù di tale corretto adempimento che si è potuto beneficiare di
    un finanziamento di 30 milioni di euro; una prima tranche di 20 milioni sono stati assegnati
    col decreto interministeriale n.133 del 14.4.2011 (registrato alla Corte dei Conti il
    16.6.2011, n.10 fog.193).
    Tale nota è stata confermata dal Collegio dei Revisori dei Conti – composto dal Presidente,
    di nomina del Ministero delle Economia e delle Finanze, e da due componenti di nomina
    del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – con nota del 20.5.2011 indirizzata alla
    Corte dei Conti.
    In ragione dell’attività di programmazione e pianificazione di cui al piano operativo
    triennale, ossia dell’attività funzionale propria dell’Ente, che l’allora Ministro Passera, con
    decreto del 24.2.2012 prot. n. 56, ha confermato all’Autorità Portuale di Manfredonia il
    beneficio dei 30 milioni. Cosa che non è accaduta in altre realtà portuali della Regione
    Puglia, a proposito delle quali è emblematico il caso della revoca di un finanziamento di 86
    milioni di euro all’Autorità Portuale di Bari.
    Altresì, il Piano Regolatore Portuale è stato oggetto di un Protocollo di Intesa tra Autorità
    Portuale e Comune di Manfredonia, sottoscritto nel mese di dicembre 2010. Protocollo al
    quale ha aderito il Comune di Monte Sant’Angelo e, successivamente, anche la Regione
    Puglia, e che testualmente prevede che l’Autorità “…per la corretta pianificazione e
    programmazione del territorio, procederà entro 180 giorni dall’emanazione del D.M. di
    ampliamento della Circoscrizione Territoriale dell’Autorità Portuale, all’adozione del P.R.P.”.
    Circostanza puntualmente riferita alla Corte dei Conti sempre con la nota del 4.3.2011
    prot. n. 613.
    L’Autorità Portuale ha dunque, nonostante la mancanza di un organico, regolarmente
    prodotto tutti gli atti – amministrativi, tecnici, economici e finanziari – adempiendo ai
    compiti posti in capo ad un Ente Pubblico.
    Particolarmente efficiente ed efficace l’azione condotta negli ultimi mesi, come dimostra,
    ad esempio, l’aggiudicazione di 841.598 euro per la realizzazione di interventi tesi a
    migliorare la quantità e qualità delle strutture e dei servizi a terra, con un impatto diretto
    sui costi di gestione dell’attività di pesca e un miglioramento della sicurezza e delle
    condizioni di lavoro. Tale finanziamento vede l’Autorità Portuale di Manfredonia capofila di
    un partenariato che comprende anche il Comune e le Organizzazioni dei Pescatori, ed è
    afferente alla Misura 3.3 “Porti, luoghi di sbarco e ripari di pesca” del PO FEP 2007/2013.
    L’obiettivo generale è quello della sistemazione e completamento dell’area funzionalmente
    e logisticamente collegata al Mercato Ittico e situata in una posizione strategica all’interno
    dell’area portuale, sulla Banchina di Tramontana, con servizi funzionali alle attività di pesca
    e di potenziamento dell’intero settore. Inoltre, si procederà all’adeguamento dei punti di
    sbarco alla normativa vigente in materia di sicurezza alimentare e riqualificazione delle
    banchine, per la messa in sicurezza dei pescatori durante la fase di sbarco e di lavoro,
    nonché al miglioramento dei servizi a terra per i pescatori e tutto il personale tramite
    l’installazione di 2 blocchi prefabbricati da adibire a bagni pubblici, uno sulla banchina di
    Tramontana e uno sul Molo di Levante. Saranno messi a disposizione degli operatori della
    pesca dei piccoli magazzini per migliorare le condizioni igieniche della conservazione,
    diminuirne l’usura dovuta alla prolungata esposizione alle condizioni atmosferiche e ridurre
    la possibilità di sottrazione delle reti e degli attrezzi di lavoro, ad oggi lasciati incustoditi
    sulle banchine. Infine, sarà assicurato ai pescatori un luogo sicuro ed adeguato al lavoro
    delle reti attraverso la sistemazione di un’area demaniale interna alla Banchina di
    Tramontana, di circa 1.500 mq di superficie.
    Ultimo, ma non ultimo, lo sblocco – circa due mesi fa – dei cantieri per l’ammodernamento
    dei moli commerciali, ovvero un forte segnale per il settore e per l’intera città, pronti a
    (ri)lancirasi in un futuro con meno incognite e con più opportunità, ad un livello di
    competitività maggiore per la pesca ed il suo indotto. L’appalto ha per oggetto lavori di
    manutenzione straordinaria della pavimentazione delle banchine, della rete di smaltimento
    delle acque meteoriche e di quelle nere e il riordino dei sottoservizi nel porto commerciale
    di Manfredonia. Nella sostanza, si procederà alla ripavimentazione stradale, al riordino e
    all’ampliamento della rete idrica e di quella fognante, e si procederà alla realizzazione
    dell’impianto di smaltimento delle acque meteoriche. Importante l’intervento per rendere
    sostenibile l’impianto d’illuminazione, pensato per ridurne impatto e consumi;verrà poi
    messo in opera il sistema di trattamento delle acque di sentina. Superfici riservate al
    parcheggio, opere di arredo urbano, nuovi servizi igienici, zone Wi-Fi, aree per la pesca
    sportiva completano il progetto. Ne emerge, sullo sfondo, l’idea di un porto “integrato”,
    che disegna un sistema portuale del tutto nuovo, fornito di una logistica avanzata e
    potenzialmente aperto all’intera città.
    Quella che si delinea, dunque, è una nuova visione del porto di Manfredonia, che ne
    riscrive la storia e le modalità di fruizione e lo consacra ad elemento totalmente connesso
    ed integrato alla città.
    SCHEDA “PIANO DI SVILUPPO DEL PORTO DI MANFREDONIA, LINEE GUIDA
    PER LA REDAZIONE DEL PIANO REGOLATORE PORTUALE”
    Da problema a risorsa. Il “Piano di sviluppo del Porto di Manfredonia, Linee guida per la
    redazione del Piano regolatore portuale” ha lo scopo di delineare le prospettive di sviluppo
    del Porto di Manfredonia, indagando il contesto territoriale di riferimento, per gli aspetti
    economici ed infrastrutturali, ambientali, turistici, programmatici e pianificatori, osservando
    con attenzione le infrastrutture disponibili e misurandone la possibilità di trasformazione. Il
    documento, inoltre, individua gli obiettivi di sviluppo, a cui il Piano regolatore portuale
    dovrà contribuire e fornisce un’ipotesi di configurazione dell’infrastruttura ed il relativo
    assetto funzionale.
    Lo studio è articolato in sei parti. La prima parte, la premessa, fornisce gli obiettivi del
    lavoro svolto ed i riferimenti normativi; la seconda parte descrive il Porto di Manfredonia
    per gli aspetti fisici ed infrastrutturali, funzionali ed operativi ed indaga il contesto
    territoriale di riferimento, approfondendo gli aspetti economici ed infrastrutturali,
    ambientali, turistici e programmatici; la terza parte delinea le prospettive di sviluppo del
    Porto declinate negli obiettivi di crescita dello stesso; la quarta parte presenta le linee
    guida per la redazione del Piano regolatore portuale definendo l’Ambito di Piano ed
    illustrando una proposta di trasformazione; la quinta parte propone la stima dei costi; la
    sesta parte, le conclusioni, contiene gli esiti del lavoro svolto.
    Il contributo di maggior rilievo fornito dall’elaborazione progettuale consiste da una parte
    nell’aver affrontato un attento studio del contesto, delle infrastrutture portuali e del
    territorio di riferimento e dall’altra nell’aver definito gli obiettivi di crescita del Porto ed
    aver quindi approfondito una proposta di trasformazione, descritta in termini di
    configurazione portuale e di corrispondente assetto funzionale, completata anche dalla
    definizione degli interventi di trasformazione e della stima dei relativi costi.
    Un passaggio cruciale è stato la definizione delle prospettive di sviluppo dell’infrastruttura
    o, in altre parole, del ruolo che il Porto potrà assumere nell’ambito dei traffici a livello
    locale, nazionale ed internazionale e, conseguentemente, degli obiettivi di crescita nonché
    nell’individuazione dell’Ambito di Piano e della famiglia di funzioni ad esso associabili.
    Lo studio effettuato ha consentito di delineare un ampio ventaglio di possibilità di sviluppo
    per il Porto di Manfredonia: esso, infatti, potrà qualificarsi come terminale marittimo di
    riferimento lungo le direttrici di traffico nazionali ed internazionali individuate dai Corridoi
    Trans – Europei I e VIII; porto multifunzionale al servizio del proprio territorio di
    riferimento (Provincia di Foggia – Territorio de La Capitanata); centro d’eccellenza per la
    lavorazione del pescato (Distretto della Pesca) e per la cantieristica tradizionale (Distretto
    della cantieristica storica); infine, terminale marittimo di riferimento per gli itinerari
    ambientali e turistici caratterizzanti la costa e l’entroterra del nord della Puglia, nonché per
    gli itinerari turistico – religiosi le cui mete principali sono i Santuari di S. Pio a San Giovanni
    Rotondo e di S. Michele Arcangelo nell’omonimo Comune.
    Gli obiettivi generali di crescita del Porto di Manfredonia individuati
    sono: rifunzionalizzazione del Porto di Manfredonia (rimessa in pristino ed efficientamento
    delle opere portuali esistenti); messa in sicurezza delle infrastrutture portuali; recupero del
    rapporto porto – città e porto – territorio; tutela e salvaguardia dell’ambiente.
    L’Ambito di Piano è composto dalle aree/specchi acquei afferenti al Porto Commerciale ed
    al Porto Alti Fondali. La parte di Ambito di Piano relativo al Porto Commerciale,
    interamente ricadente nella circoscrizione demaniale di competenza dell’APM, è delimitata,
    lato terra, dalla recinzione/muro che si estende lungo viale Kennedy e lungomare Nazario
    Sauro, nel tratto compreso tra il Molo di Ponente ad ovest e il Molo di Levante ad est, e
    comprende il bacino portuale racchiuso dai suddetti moli. La parte di Ambito di Piano
    relativa al Porto Alti Fondali è in parte ricadente nella circoscrizione demaniale di
    competenza dell’APM, in parte esterna ad esso. La parte di competenza dell’APM è
    delimitata, lato terra, dalla radice del Pontile di approccio e comprende, oltre al suddetto
    Pontile, anche il porto vero e proprio, articolato nel Bacino S. Pio, ad ovest, e nel Bacino di
    S. Michele Arcangelo, ad ovest. La parte di ambito esterna all’area di competenza dell’APM
    ricade nel territorio dell’ASI di Manfredonia.
    La proposta di trasformazione per il Porto Commerciale, che conserva la sua
    configurazione a bacino, prevede la realizzazione del Molo della Pesca a delimitazione
    dell’avamporto per la difesa dal moto ondoso che penetra da sud-est (Scirocco) e da sudest/est (Scirocco-Levante), la riorganizzazione del Molo di Ponente destinato al traffico
    passeggeri (Ro- Pax), Metrò del mare, la riorganizzazione di Cala dello Spuntone, dedicata
    alla cantieristica, della Banchina Tramontana, destinata allo sbarco del pescato, la
    riorganizzazione di Cala Diomede, anch’essa dedicata alla cantieristica ed, infine, la
    sistemazione del Molo di Levante dedicato all’ormeggio della flotta peschereccia. Tra gli
    interventi di trasformazione figura anche l’approfondimento dei fondali alle quote – 5,00 e
    -7,00 m s.l.m.m.
    Relativamente al Porto Alti Fondali è stata ipotizzata la realizzazione di un ulteriore bacino,
    il Bacino S. Pio, ad ovest di quella originario, con conseguente allungamento dell’opera di
    difesa. Il nuovo Porto Alti Fondali, pertanto, sarà composto da due bacini, il Bacino S.
    Michele Arcangelo, ossia il bacino originario, delimitato dalla diga di protezione ad est e dal
    Pontile centrale ad ovest, ormeggi A2, A3 e A4 per le rinfuse secche, A5 per le rinfuse
    liquide; il nuovo Bacino di S. Pio delimitato ad est dal citato Pontile centrale, ad ovest
    dall’omonimo Pontile di S. Pio, ormeggio A1 per le rinfuse secche ed ormeggi A0 ed A00
    per Ro-Ro e crociere. Elemento essenziale è il Pontile di approccio che raccorda il porto
    vero e proprio alla terra, che sarà necessario adeguare alle normative vigenti ed al nuovo
    quadro funzionale delineato per l’infrastruttura.
    Per quanto concerne l’area retro-portuale non sono state avanzate ipotesi di sistemazione
    non ricadendo in area di competenza dell’APM; a tal proposito ci si limita a ribadire la
    necessità del Porto di disporre di spazi a terra di servizio, rispetto ai quali, comunque,
    Enti/Amministrazioni competenti hanno già previsto interventi a riguardo nei relativi
    strumenti di pianificazione.
    FOCUS ACQUATECNO SRL
    L’Acquatecno S.r.l., società di ingegneria affermata nel settore delle opere marittime, ha
    maturato nel corso degli anni una considerevole esperienza nel campo della pianificazione
    portuale e degli studi ambientali essendosi occupata della redazione, a titolo di esempio,
    del Piano Regolatore del Porto di Civitavecchia, di quello di Ancona e di Napoli. Lo studio
    per l’Autorità Portuale di Manfredonia è stato predisposto dall’Ing. Paolo Turbolente,
    dall’Arch. Vittoria Biego, dalla Dott.ssa Sara Scrimieri e dalla Dott.ssa Dionisia Poulacos.
    L’Ing. Turbolente, esperto in opere marittime e portuali, ha svolto attività di supervisione
    partecipando alla definizione della strategia di sviluppo del Porto di Manfredonia. L’Arch.
    Biego, esperta in pianificazione portuale e studi ambientali, è responsabile del lavoro nel
    suo complesso, avendone curato l’impostazione generale (contenuti e loro articolazione) e
    le modalità esecutive ed, infine, avendo contribuito alla definizione delle linee guida
    progettuali. La Dott.ssa Scrimieri e la Dott.ssa Poulacos, sulla base di un’attenta attività di
    ricerca e studio svolta, hanno sviluppato il lavoro, la relazione e gli elaborati grafici, sia per
    la parte conoscitiva che per quella propositiva.
    !


  • Manfredonia senza mare

    Ma di quale futuro si parla di e di quali porti, basterebbe il molo di Mattinata per soddisfare le esigenze di Manfredonia? Con la scusa dei porti si stanno depredando decine di milioni senza che servono per incrementare i posti di lavoro e anzi danneggiano turismo e natura di Manfredonia…
    3 chilometri di orrore indicibile costellato da cemento inutile e tante zone sporchissime e paludose!
    C’è da costruire il ” Motel degli orrori” sapete dove? A piedi del ponte mai terminato nei pressi della stazione campagna!
    Hanno ridotto la costa di Manfredonia in un totale orrore!!!


  • Banana in c.....o

    Siete sempre i soliti pessimisti e poi sapete cosa vi dico:” SE NON VI STA BENE POTETE PURE ANDARVENE DA MANFREDONIA”.Io dalla mia finestra ho un panorama bellissimo, un ponte mai finito ed un ammasso di cemento e pietre che sono la mia estasi. Il turismo? che robba è? Meglio lo squallore. Parlando seriamente,ma cosa aspettate ad andarvene, solo così potrebbe cominciare la rinascita di questo paese. Siete il vecchiume, la palude, siete i sanguisuga della società. Con i vostri colletti bianchi e la vostra aria da complice avete scassato il c…o. Il porto è ormai in fase di putrefazione; è stata ormai decretata la sua morte ed è ancora in vita solo ed unicamente perchè in Italia nessuno ha il coraggio d’eliminare le cose inutili. Viva l’Italia……..Viva la Repubblica……..Poveri noi

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