Non solo vitamine ed energia, anche luce dalla frutta

Luce dalla frutta? Negli USA ci pensa un’azienda italiana

Austep ha trovato il modo di ricavare energia dai rifiuti


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Multivitaminici, frullati, dolci, creme e cosmetici, ma anche energia elettrica. Quest’ultima non era una novità, ma grazie all’azienda italiana Austep, si potrà ricavare anche la luce dalla frutta scartata e da altri rifiuti.

Quasi tremila abitazioni infatti ricaveranno energia elettrica prodotta dagli scarti alimentari grazie a un impianto di biogas alimentato da Forsu, ovvero la Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano, fino ad una potenza di 5,2 Mw.

Austep, Close-Up Engineering, credits: corriere.it

I fortunati sono i cittadini di Charlotte, un comune della Nord Carolina dove è stato compreso come si possa trovare in un bidone della spazzatura una grande fonte di energia. L’impianto di biogas della Austep gestirà 117.932 tonnellate di rifiuti l’anno. “La buccia di banana è l’esempio più tipico di ciò che viene definito rifiuto organico. Un impianto biogas alimentato da rifiuti e da scarti alimentari è in grado di produrre energia elettrica e termica; quello che normalmente avviene in sei mesi, noi lo concentriamo in 30 giorni” – spiega Alessandro Massone, Ceo di Austep. L’azienda italiana che progetta e realizza impianti di biogas e biometano gestirà questo primo impianto negli Stati Uniti.

Gli scarti alimentari vengono depositati all’interno della Tornado (la biospremitrice progettata e realizzata da

 

Austep nel 2013la quale crea un vortice che separa il materiale leggero (come plastica) dalla componente organica più pesante. Dopo questa fase il materiale viene ripulito ulteriormente da sabbie e sassi e poi inviato nei digestori per produrre biogas da digestione anaerobica. I rifiuti non saranno portati più in discarica, perchè grazie al processo di fermentazione naturale saranno trasformati in materiale organico il cui residuo potrà essere utilizzato anche come fertilizzante.

Fonte: Close-up Engineering

Luce dalla frutta? Negli USA ci pensa un’azienda italiana ultima modifica: 2015-05-07T18:50:04+00:00 da Redazione



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