Cultura

Inferno – D.Brown, 2013


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(Ph: www.smh.com.au)

Bologna/Manfredonia – LA nuova avventura di Robert Langdon, professore di Storia dell’Arte e di Simbologia ad Harvard, è stata lanciata in contemporanea mondiale lo scorso 14 maggio. I traduttori europei hanno lavorato nella sede blindatissima della Mondadori a Milano. C’era grande attesa per il nuovo romanzo di Dan Brown, autore da 80 milioni di copie vendute con Il Codice Da Vinci (di cui 4 milioni in Italia), tradotto in 51 lingue. Lo scrittore ha, nella sua residenza nel New Hampshire, una biblioteca ottagonale contenente solo copie dei suoi libri, in ogni edizione e in ogni lingua (e mancano ancora le copie della sua ultima fatica).

INFERNO. La quarta avventura di Robert Langdon inizia come un incubo: il professore si sveglia in una clinica di Firenze, con una ferita alla testa che gli ha provocato una parziale amnesia. Non ricorda nulla delle ultime ore né sa spiegarsi cosa ci faccia in Italia, né tantomeno perché qualcuno stia cercando di ucciderlo. Ma prima ancora di rendersi conto della situazione in cui si trova, Langdon è costretto alla precipitosa fuga, aiutato da una giovane dottoressa, Sienna Brooks.

ANALISI. Dan Brown ha il futuro assicurato, non solo dai milionari incassi ottenuti con le vendite dei suoi best-seller, ma anche da una eccezionale bravura nel redigere impeccabili guide turistiche: dopo la Roma di Angeli e demoni, si torna in Italia a Firenze e Venezia. L’intero romanzo si basa, fin dal titolo, sull’opera più importante della letteratura italiana, la Divina Commedia di Dante.

Insomma, per quel che Dan Brown fa per la promozione della cultura italiana, meriterebbe davvero un premio importante. Tuttavia Inferno è inferiore agli altri romanzi che vedono come protagonista Robert Langdon: nonostante il ritmo serratissimo (tutta la storia si svolge nel giro di poche ore) e alcune trovate interessanti, soprattutto nel finale, la trama è meno sorprendente e spesso alleggerita (o appesantita, dipende dai punti di vista) dalle cartoline turistiche che infarciscono il racconto. A Firenze gli operatori turistici hanno già pronto l’Inferno tour, e c’è da immaginare il successo dell’operazione. Una cosa però è evidente: la passione dello scrittore per l’Italia e la sua cultura è grande e sincera. Oltre a questo, rimane un thriller non eccezionale, un finale interessante (e sul quale soffermarsi per qualche riflessione), una lettura piacevole se affrontata senza grandi pretese. Il titolo Inferno, ovviamente ispirato a Dante, non si riferisce al luogo oltremondano dove risiedono le anime dannate, ma a qualcosa di molto più piccolo e reale. Cosa? Al lettore il piacere di scoprirlo.

L’AUTORE. Dan Brown è nato a Exeter, New Hampshire, nel 1964. Ha raggiunto la notorietà con il thriller “Il Codice Da Vinci”, un caso editoriale senza precedenti che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo con oltre 80 milioni di copie vendute. È l’autore anche di “Angeli e demoni” (dove appare per la prima volta il personaggio di Robert Langdon), “La verità del ghiaccio”, “Crypto” e “Il simbolo perduto”.

Il giudizio di Carmine
Dan Brown
INFERNO
2013, Mondadori
Valutazione: 3/5


Redazione Stato@riproduzioneriservata

Inferno – D.Brown, 2013 ultima modifica: 2013-06-07T23:05:53+00:00 da Carmine Totaro



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