ManfredoniaScuola e Giovani
"Ogni anno lo stesso problema: la mancanza di un OSS.."

Manfredonia, storia di Silvana e di suo figlio Karol “La mia battaglia continua dall’asilo…”

"Ci dicono che i bambini affetti da disabilità sono trattati alla stessa maniera degli altri, ma non è vero, perché sono sempre lasciati da parte.."


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Manfredonia, 07 giugno 2019. «La mia battaglia continua dall’asilo: sono stanca!». Così a StatoQuotidiano la signora Silvana Stipulante, madre manfredoniana di un bimbo affetto da sindrome di Down. Il sostegno e la presenza di un operatore socio-sanitario sono determinanti nell’integrazione scolastica dei bambini affetti da disabilità, tuttavia tale diritto, garantito dalla Legge, in questa storia sembra non essere stato rispettato: «Ogni anno mi ritrovo ad affrontare lo stesso problema: la mancanza di un OSS. La maestra di sostegno, come affermato dalla legge, non può sostituire l’OSS nei suoi compiti, perciò la sua assenza è debilitante per me e per il bambino. Regolarmente la presenza dell’OSS  è garantita per 5 ore, a scuola invece resta in servizio solamente per due».

Karol, il figlio della signora Stipulante, ha appena terminato il quinto anno della formazione primaria in un istituto scolastico locale, ma lo ha fatto in anticipo: «La scuola finisce a giugno, ma ho dovuto ritirare mio figlio prima da scuola perché all’OSS non è stato rinnovato il contratto. E l’ho saputo solo il suo ultimo giorno di lavoro, nessuno si era degnato di avvisarmi. Stanno privando il bambino degli ultimi giorni con i suoi compagni…»

Negli ultimi anni, la mancanza di un OSS nell’istituto ha costretto la madre del bambino a rinunciare al suo lavoro, continuamente chiamata dalla scuola per accorrere a svolgere i compiti che spetterebbero all’operatore: «Mio figlio ha bisogno di essere seguito, di essere portato in bagno perché da solo non ce la fa, altrimenti si sporca e chiamano me. Si tratta di tornare a scuola almeno 3 volte nelle ore in cui l’OSS non c’è. Vorrei tornare a lavorare e vivere la mia vita, soprattutto perché la mia situazione non è facile, essendo una madre sola».

Il bambino sta per cominciare le scuole medie e, per questo nuovo cammino scolastico, sua madre vorrebbe che le cose finalmente andassero per il verso giusto
. «Io sto difendendo i diritti di mio figlio, sto chiedendo il giusto. Per tanti anni ho trattenuto la mia rabbia e sono andata incontro alla scuola, ma adesso basta. Se la situazione deve essere questa per i prossimi tre anni, sono costretta a ritirarlo. Possono anche mandarmi i carabinieri a casa, mi sono già informata da un avvocato e so che la legge è dalla mia parte».

Silvana ha giù denunciato la situazione alla stampa in passato, arrivando al successivo scontro con l’ex sindaco di Manfredonia e l’ex assessore ai servizi sociali: «Nonostante non siano mancate accuse, la verità è questa: senza i servizi a cui mio figlio ha diritto lui non può frequentare la scuola!». E in tutti questi anni, nessuno ha mai dato risposte circa la responsabilità di tale ingiustizia: l’Istituto (il cui Dirigente, stando alla testimonianza di Stipulante, sarebbe completamente assente nella questione) rimanda al Comune, il Comune alla Regione. Il tutto giustificato dalla mancanza di fondi.

Infine, l’appello: «Ci dicono che i bambini affetti da disabilità sono trattati alla stessa maniera degli altri, ma non è vero, perché sono sempre lasciati da parte. Anche il resto della classe ha vissuto questo disagio: cosa insegniamo ai bambini sulla disabilità? Che lo Stato non li tutela. Sto pensando di andarmene da Manfredonia perché qui per lui e per noi non c’è niente. Possiamo fare questa vita?»

A cura di Carmen Palma,

Manfredonia 07 giugno 2019

Manfredonia, storia di Silvana e di suo figlio Karol “La mia battaglia continua dall’asilo…” ultima modifica: 2019-06-07T19:13:47+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Alfredo

    ..’..di trovare a casa la visita delle forze dell’ordine ‘…
    non credo che si deve preoccupare piu’ di tanto, ma coloro che con la propria incapacita’ e burocrazia politica, non assicurano tale servizio.
    In molti si dovrebbero solo VERGOGNARE.


  • Alfredo

    In tutta questa storia non direi che Karol sia il disabile, ma è più probabile che siano tutti i DIRIGENTI RESPONSABILI che dovrebbero, almeno in questi casi, risolvere un semplice DIRITTO di assistenza previsto dalla LEGGE ( se esiste ancora).


  • Michele

    Cara sig.ra Carmen, lei ha perfettamente ragione.i diritti verso i disabili, vengono sistematicamente inviolati e i responsabili di tutto questo se ne fregano dei suoi problemi.
    Alcuni anni fa, un dirigente scolastico si permise di apostrofare ad una mamma: signora ma sa quanto gli costa al governo suo figlio?.non ho parole come definirlo.
    Tutte le associazioni preposte a far rispettare questi diritti, dovrebbero essere più in simbiosi tra di loro. L’unione fa la forza.
    I migliori auguri e ……..forza e coraggio….un abbraccio

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