Il Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica (DIRIUM) segue con apprensione le vicende che coinvolgono alcuni/e degli/delle attivisti/e del convoglio Global Sumud Flotilla, arrestati/e mentre portavano aiuti umanitari alla popolazione stremata di Gaza e attualmente detenuti/e a Bengasi. La sorte di queste persone è tuttora segnata da pericolo, dolore e incertezza.
Tra le persone detenute, Domenico Centrone è docente a contratto presso il Corso di laurea DAMS.
In linea con la mozione approvata in data 28 maggio 2026 dal Senato Accademico dell’Università degli Studi di Bari, il Dipartimento DIRIUM
- confida nell’impegno incisivo delle istituzioni e delle autorità diplomatiche coinvolte;
- auspica che venga fatta al più presto piena chiarezza sulla condizione di Domenico e delle altre persone detenute;
- condanna fermamente le gravi violazioni dei diritti umani perpetrate ai danni degli/delle attivisti/e;
- chiede con forza l’immediata liberazione e il rimpatrio delle persone detenute.
In attesa di un esito positivo di questa drammatica vicenda, il Dipartimento si stringe alla famiglia di Domenico, ai suoi cari, a quanti/e hanno condiviso con lui il percorso di ricerca, didattico e umano all’interno della comunità accademica.
Dal sindaco di Bari, Vito Leccese, arriva un nuovo appello per la liberazione di Domenico Centrone e Dina Alberizia, detenuti da circa 2 settimane in Libia assieme ad altri componenti della missione umanitaria Global Sumut Convoy, diretta a Gaza e fermata in un’area del Paese africano al confine con l’Egitto. Centrone, 36enne originario di Molfetta, Alberizia, 67 anni, è invece originaria del Foggiano pur vivendo da anni in provincia di Asti.
a cura di Antonio Speranza, reporter freelance



