BENGASI, 7 GIU – Nuovi aggiornamenti arrivano dalla Libia sulle condizioni di Dina Alberizia, la 67enne originaria della provincia di Foggia e residente da anni in Piemonte, trattenuta a Bengasi insieme al docente universitario e attivista pugliese Domenico Centrone.
A riferire le ultime notizie è il fratello Giuseppe Alberizia, che nei giorni scorsi è riuscito a parlare telefonicamente con la sorella per alcuni minuti. La telefonata, avvenuta il 4 giugno, rappresenta uno dei rari contatti avuti dalla famiglia dall’inizio della vicenda.
Secondo quanto riferito dai familiari, alla donna sarebbe stato consentito effettuare la chiamata dopo aver interrotto lo sciopero della fame intrapreso durante il periodo di detenzione. Nel corso del colloquio, Dina Alberizia avrebbe rassicurato i parenti sulle proprie condizioni di salute, dichiarando di stare “relativamente bene”.
Alberizia e Centrone si trovano a Bengasi dal 24 maggio insieme agli altri partecipanti della Global Sumud Convoy, iniziativa umanitaria collegata alla Global Sumud Flotilla, organizzata con l’obiettivo di raggiungere la Striscia di Gaza.
Sul fronte giudiziario, cresce l’attesa per i prossimi sviluppi. Secondo quanto riferito dal fratello della 67enne, una nuova udienza davanti all’autorità giudiziaria libica potrebbe svolgersi martedì 9 giugno. Nell’ultima comparizione, avvenuta il 2 giugno, il giudice aveva disposto la prosecuzione del trattenimento.
“La famiglia continua a sperare in una soluzione positiva della vicenda e nel rientro a casa dei volontari coinvolti nella missione umanitaria”, ha dichiarato Giuseppe Alberizia. Lo riporta AntennaSud.



