Riceviamo e pubblichiamo.
“Lettera aperta agli organizzatori dell’evento DANZIAMO
vi scrivo come madre, prima ancora che come cittadina.
Negli anni passati, gli eventi dedicati alla Associazioni di danza e ballo hanno rappresentato un momento di condivisione e partecipazione, capace di coinvolgere anche associazioni di ginnastica. Erano occasioni di festa, inclusione e crescita.
Quest’anno, invece, mia figlia si è sentita esclusa.
Dopo aver parlato con le sue amiche che praticano danza, è tornata a casa piangendo e mi ha chiesto: «Mamma, perché quest’anno non ci fanno più fare le attività insieme? Di chi è la colpa?».
Una domanda semplice, ma alla quale non ho saputo dare una risposta.
Ho letto il comunicato del Comune relativo all’iniziativa, https://www.facebook.com/share/p/1Cdf8WyTV1/?mibextid=wwXIfr , e, invece di trovare spiegazioni, ho provato ancora più amarezza. Mi sorprende e resto delusa che una scelta di questo tipo sia stata sostenuta da chi, oltre a rappresentare l’amministrazione, fa parte di associazione di grande valore inclusivo e sociale come la UISP che fino allo scorso anno hanno incluso tutti! Ancor di più sorpresa dall’altra collaboratrice che da pochi giorni ha accettato l’incarico di Presidente del Comitato Festa Patronale (se si parte così non oso immaginare cosa vedremo fino al 1 di settembre)
Mi colpisce ancora di più che tutto questo avvenga con il coinvolgimento dell’Assessora al Welfare ma non penso lei sappia qualcosa di come si organizza un evento del genere o chi includere coinvolgere ad una organizzazione del genere.
Per cercare di consolare mia figlia, sono stata costretta a dirle che, in quei giorni, saremo fuori da Manfredonia per un viaggio già programmato.. Ma non è servito. Lei non soffriva per aver perso un evento, soffriva perché si è sentita diversa ed esclusa dagli altri bambini.
Ed è questo che mi addolora di più.
Chi organizza ha il diritto di fare scelte, ma hanno anche il dovere di interrogarsi sulle conseguenze che quelle scelte producono, soprattutto quando riguardano i più piccoli.
Mi auguro che questa situazione possa essere momento di riflessione e che, in futuro, si torni a costruire eventi realmente aperti a tutti, perché l’inclusione non può essere soltanto una parola pronunciata nei convegni o scritta nei programmi: deve tradursi in scelte concrete.
Con rispetto,
Una mamma“




Condivido pienamente lo spirito della lettera aperta – agli organizzatori dell’evento DANZIAMO – della mamma della bambina che si è sentita esclusa dall’evento. La mamma ha ricordato che gli eventi destinati ai bambini devono sempre essere occasioni di festa, inclusione e crescita, nonchè momenti di condivisione e partecipazione per tutti.
Brava signora.
Cara signora, la cultura a Manfredonia è ad uso esclusivo degli amici degli amici, ne fanno un uso politico e strumentale. Non se la prenda, queste non sono persone, sono sciacalli, tutti, dal primo all’ultimo.