L’ennesimo attacco a un mezzo portavalori, avvenuto tra Cerignola e Canosa di Puglia ai danni di un blindato della Battistolli, riaccende l’attenzione sulle condizioni di sicurezza degli operatori della vigilanza privata e del trasporto valori. Per la Filcams Cgil non si tratta di un episodio isolato, ma di un fenomeno che richiede interventi immediati a livello nazionale.
Secondo quanto ricostruito, il furgone blindato è stato fermato da un commando armato attraverso un’azione violenta con spari, esplosioni e mezzi incendiati. Una dinamica che, secondo il sindacato, evidenzia ancora una volta i rischi affrontati quotidianamente da guardie giurate e lavoratori del settore, chiamati a svolgere un servizio essenziale in condizioni sempre più difficili.
«Esprimiamo piena vicinanza ai lavoratori coinvolti nell’assalto di oggi, alle loro famiglie e a tutte le guardie giurate e gli operatori del trasporto valori che ogni giorno svolgono un lavoro difficile, esposto, troppo spesso sottovalutato», dichiara Fabrizio Russo, segretario generale della Filcams Cgil. «Parliamo di lavoratrici e lavoratori che non possono essere ricordati solo quando finiscono nel mirino di un commando. Il loro lavoro ha un valore enorme per il Paese: chi garantisce sicurezza non può lavorare da bersaglio».
La Filcams Cgil sottolinea come gli assalti ai portavalori rappresentino un’emergenza nazionale legata alla sicurezza sul lavoro, perché coinvolgono persone che ogni giorno operano su mezzi blindati e garantiscono un servizio fondamentale per cittadini, imprese e sistema economico.
Per il sindacato è necessario superare le sole dichiarazioni di solidarietà e avviare un confronto urgente tra Ministero dell’Interno, Ministero del Lavoro, organizzazioni sindacali e aziende, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete e verificabili.
Tra le misure richieste figurano il rafforzamento degli equipaggi nei servizi più a rischio, con particolare attenzione alla presenza della terza guardia giurata nelle situazioni maggiormente esposte, la verifica delle condizioni dei mezzi blindati, l’aggiornamento dei documenti di valutazione dei rischi, una formazione continua e adeguata, maggiori controlli sugli appalti e il contrasto al contenimento dei costi a discapito della sicurezza.
Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di prevedere un adeguato supporto psicologico per i lavoratori vittime di rapine o eventi traumatici, affinché anche questo aspetto venga riconosciuto all’interno del nuovo contratto nazionale di settore.
«Un blindato non è sicuro solo perché è blindato. La sicurezza si costruisce prima, con investimenti, regole, personale sufficiente e ascolto dei lavoratori», sottolinea la Filcams Cgil, ribadendo che gli operatori della vigilanza privata e del trasporto valori non chiedono privilegi, ma il diritto di svolgere il proprio lavoro e tornare a casa incolumi.
La Filcams Cgil conferma quindi il proprio impegno al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto, chiedendo che sicurezza, dignità e riconoscimento del ruolo sociale della vigilanza privata diventino una priorità nazionale.
Lo riporta cerignolaviva.it.



