Svolta nelle indagini sull’omicidio di Antonio La Forgia, il 23enne ucciso a colpi di pistola nella notte tra il 15 e il 16 giugno a Molfetta. Nella notte tra domenica e lunedì, i carabinieri hanno fermato due giovani ritenuti i presunti responsabili del delitto, nel corso di un blitz scattato anche per il timore di una possibile fuga oltre Adriatico.
L’agguato si consumò all’incrocio tra via Corrado Salvemini e viale Giovanni XXIII, dove La Forgia si trovava in auto insieme alla fidanzata. I sicari avrebbero esploso almeno cinque colpi di pistola, uno dei quali lo raggiunse alla testa. Trasportato d’urgenza all’ospedale Don Tonino Bello, il giovane morì poco dopo il ricovero.
Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, l’omicidio sarebbe riconducibile a una vera e propria spedizione punitiva. Le indagini, coordinate dalla Procura di Trani, si sono concentrate sui rapporti e sugli equilibri tra le famiglie della criminalità organizzata operanti sul territorio.
Uno dei due giovani fermati apparterrebbe infatti a una delle famiglie criminali considerate tra le più influenti del capoluogo pugliese. Gli inquirenti stanno inoltre verificando la posizione di una terza persona, che potrebbe avere avuto un ruolo nella vicenda.
Antonio La Forgia era tornato in libertà da circa sei mesi, dopo aver scontato un periodo di detenzione.
Lo riporta antennasud.com.



