Manfredonia – «È un vero peccato non essere venuto a festeggiare questo premio importantissimo per me». Con queste parole Renzo Arbore ha voluto salutare Manfredonia attraverso un videomessaggio inviato in occasione del Premio Re Manfredi, conferito all’artista lo scorso 4 luglio. L’impossibilità di essere presente non ha attenuato il legame che da sempre lo unisce alla città sipontina, protagonista di un racconto carico di ricordi, nostalgia e gratitudine.
Nel messaggio, Arbore spiega di muoversi oggi con maggiore difficoltà, ma confessa che avrebbe desiderato partecipare personalmente alla cerimonia. «Manfredonia è nel mio cuore», ripete più volte, ricordando gli anni della giovinezza, quando con la sua orchestra, i Party Boys, si esibiva proprio nella città del Golfo, soprattutto durante il Carnevale.
Il celebre showman ripercorre poi una serie di immagini che appartengono alla memoria di intere generazioni: le gite da Foggia a Manfredonia, il mare, Siponto, il porto, i ristoranti e il mercato del pesce. Con la consueta ironia racconta anche un episodio diventato ormai un aneddoto: da ragazzo veniva mandato dalla madre ad acquistare il pesce, ma quello più pregiato – ricorda sorridendo – prendeva la strada dei mercati del Nord. «Era destinato a Milano, non certo a noi foggiani», dice con affetto, sottolineando però che oggi le cose sono cambiate.
Più che un semplice ringraziamento, il videomessaggio è una dichiarazione d’affetto verso una città che Arbore considera parte della propria storia personale e artistica. «Spero un giorno di raggiungervi e di venire a conoscere tutti voi, i manfredoniani», afferma, lasciando aperta la porta a un futuro incontro.
Il saluto finale è quello di chi riceve un riconoscimento che sente particolarmente vicino: «Grazie di cuore, perché i premi più belli sono quelli che arrivano dalla propria terra. Non mi fate commuovere».
Parole semplici, sincere e dense di memoria, accolte con emozione dal pubblico del Premio Re Manfredi, che ha potuto ascoltare la voce di uno dei più grandi protagonisti della cultura e dello spettacolo italiano, un artista che continua a custodire Manfredonia tra i luoghi più cari della sua vita.


