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Ne è scaturito un piacevole confronto a cui l'autore non si è sottratto

Con Paolo Saggese “Racconto fantastico sulla corruzione”

Educazione, Formazione, Informazione per un rispetto delle regole non solo nei tribunali, ma in famiglia e “tra i banchi di scuola”


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Foggia. Dialogo sulla corruzione, per dimostrare come questa condotta, grande o minuta che sia, non è un surplus, ma è qualcosa di già preesistente nel quotidiano. Obbiettivo? Cercare di arginarla, bloccandola “sul nascere”.

Educazione, Formazione, Informazione per un rispetto delle regole non solo nei tribunali, ma in famiglia e “tra i banchi di scuola”.

Ricomposizione di “quel collante sociale” utile a farsì che, chi è al potere, realizzi opere piccole o grandi che siano, non per il Bene di pochi ma dell’intera collettività. Ritratto crudo, forte, irruento, surreale della società moderna in quella definita dall’autore come “la Repubblica dei Pomodori” e i suoi personaggi che, sotto certi versi, rispecchiano quella che l’autore stesso, nei suoi interventi ha definito “la corruzione dilagante che blocca quasi il respiro, non permettendo alla società odierna di riprendere a respirare a polmoni aperti”.

Queste alcune delle idee svisceratesi durante la serata letteraria con Paolo Saggese, autore delle opere letterarie dal titolo: “Lettera ad un giudice e Il Processo – Racconto fantastico sulla corruzione”, entrambe sono edite da Edizioni Magenes e fanno parte di una trilogia con un terzo romanzo di prossima pubblicazione, tenutasi lo scorso 5 agosto 2017, a Rocchetta Sant’ Antonio, in Piazza Maria Teresa Di lascia, lì “alle quasi pendici della Chiesa Maddalena”, a partire dalle ore 21,30 c.a. . Opere letterarie composte da capitoli da due pagine circa ciascuno, sintetici e non tediosi con, “a chiave di riporto, come cappello introduttivo”, brevi proposizioni prese da filosofi come Voltaire, Victor Hugo, Leonardo Sciascia, lo stesso Francesco De Sanctis, da scrittori internazionali come Roberto Saviano e non solo.

Destinatari, in entrambi i casi i giovani, costretti a emigrare alla ricerca di un futuro migliore, affinché non si perdano d’animo, ma “si rialzino sempre”. A preambolo della serata, presentazione del Cartellone-eventi Rocchetta Estate 2017, a cura di Raffaele Mangino, Assessore allo Sviluppo Economico, Attività Produttive e Fondi Comunitari e del Vice Sindaco dottor Pompeo Circiello che, dopo aver sviscerato, a grandi linee, le iniziative in programma, hanno ringraziato anche gli sponsor come l’Associazione Musicaecanto, Comitato Festa Patronale Madonna del Pozzo e San Rocco, Pro loco locale, Rocchetta Fitness e Gym, A.S.D. La Rocca, nonché la stessa Associazione Culturale Presidio del libro, per la “premurosa” collaborazione.

Intervenuta anche la responsabile Biblioteca Comunale “G. Libertazzi”, dott.ssa Lucia Castelli che curerà, inoltre, il prossimo 16 settembre 2017, a partire dalle ore 19,00, l’Undicesima Edizione del Premio Nazionale “Maria Teresa Di Lascia”, scrittrice e vincitrice del “Premio Strega” del 1995, col romanzo, edito da Feltrinelli, “Passaggio in Ombra”, presente tra il pubblico, il fratello della scrittrice, Franco Di Lascia.

Tra le iniziative, manifestazioni nell’ambito del Bicentenario della Nascita di Francesco De Sanctis, serata in ricordo dell’Educatore e “Maestro di Vita”, Giovanni Libertazzi, che avrà luogo, il prossimo 21 agosto 2017, sempre in Piazza M. T. Di Lascia, a partire dalle ore 20,30, dal titolo: “La memoria da preservare: Giovanni Libertazzi e la sua testimonianza”, a cui prenderanno parte studiosi ed esperti del settore, musica, momenti enogastronomici e attività ludico-socio-ricreative per i più piccoli.

Eventi che avranno come “apice musicale” il prossimo 26 agosto 2017, col Concerto, in Piazza Aldo Moro, a partire dalle ore 22, del Cantautore Marco Masini, con “esibizione” dei Fuochi Pirotecnici.
Presenti all’ iniziativa, oltre all’ autore, il poeta e scrittore Alessandro di Napoli, la scrittrice e moderatrice della serata, Grazia Mazzeo. Destinatari, in entrambi i casi i giovani, costretti a emigrare alla ricerca di un futuro migliore. Ritratto forte, crudo irruento dei pregi e difetti della società odierna.

A chi, nel suo piccolo, ha reso migliore il mondo, avendo come obbiettivo non il tornaconto personale ma il bene dell’intera collettività. (Riferimento a Voltaire, Victor Hugo, John Steinbeck e a Sciascia). L’ autore, nato a Torella dei Lombardi, è critico letterario con background presso Università di Firenze, ha al suo attivo, un dottorato di ricerca in Filologia greca e latina, ha curato molti volumi dedicati alla Letteratura sia italiana che latina.

E’ protagonista e fautore anche della riscoperta della Letteratura meridionale, componente del Comitato scientifico di Ricerca “Guido Dorso” e del Progetto del Parco Letterario “Francesco De Sanctis”, a cui, Rocchetta Sant’ Antonio ha dedicato anche una piazza, punto di ritrovo, soprattutto nel periodo estivo, di tanti giovani e turisti, provenienti dal circondario, alla ricerca di momenti di relax e tranquillità, £”staccando un pò la spina” dal sempre più roboante e assordante frastuono cittadino.

Scuola e famiglia: due “binari non paralleli” ma che si compensano e integrano reciprocamente, ha evidenziato quest’ ultimo nel suo intervento “apri-scena” del “sempre più coccolato salotto letterario”. Storia di chi, nonostante lo studio, l’impegno e “il sudore della fronte”, non si abbatte ma “si rialza sempre” guardando lì, oltre l’orizzonte, in “cui mare e cielo sembrano incontrarsi in un abbraccio infinito”.

Democrazia come strumento veicolatore di cultura, “non a tempo ma da costruire nel tempo”, ha incalzato, in un secondo momento, la moderatrice. Una lettura, ha rinfrancato, poi, l’autore, visibilmente soddisfatto da cotanta accoglienza, che offre uno spunto per una riflessione sul ruolo e l’importanza della cultura, della qualità delle competenze e della centralità che la Scuola e l’Istruzione nella loro accezione più ampia, devono avere verso “i sempre più folli nativi digitali”.

Volutamente “quasi in sordina” tra il pubblico, oltre a docenti e responsabili Associazioni provenienti dal Capoluogo Dauno, presente il Presidente e Socio-Fondatore dell’Associazione promotrice dell’incontro letterario. Associazione che, ha rievocato lo stesso Socio-Fondatore, oltre ad avere una pagina facebook che è possibile visionare e su cui è possibile iscriversi, da pochi giorni, ha avviato una intensa e proficua campagna tesseramento 2016/17, proprio per dare un’identità chiara a chi, senza scopo di lucro, dedica parte del suo tempo alla lettura, all’ approfondimento, a rinsaldare “tenendo ben ancorate nel terreno” le proprie radici.

Parole chiave: l’importanza di “fare rete”, anche e soprattutto tra regioni diverse, per essere uniti in unico grande Stivale-Italia e “gridare a gran voce: Si resto al Sud, mettendo in campo piccole grandi competenze al servizio della collettività”. Un vademecum, ha rimarcato l’autrice e moderatrice della piacevole conversazione, Grazia Mazzeo, per farsì che si viva il quotidiano da protagonisti, scendendo in campo, rimboccandosi le maniche, affinché questa terribile “piaga” venga arginata prima che possa provocare “inondazioni difficili da sanare”.
Un racconto, ha riecheggiato in un secondo momento, accompagnato dalla grande attenzione del pubblico, giunto copioso per l’occasione, il poeta e scrittore Alessandro di Napoli, che riesce a cogliere come la corruzione tende a ramificarsi in modo “sempre più incombente” da “soffocare quasi” la crescita virtuosa dell’intero tessuto sociale e civile.
Filo conduttore della piacevole “conversazione tra vecchi colleghi”, ha incalzato a più riprese l’autrice Grazia Mazzeo e moderatrice della serata: “carpe diem”, ripartire dal Sud con il cuore, forza, grinta per “volare sempre più in alto”.

Obbiettivo delle “pillole letterarie”, così definite un po’ da tutti i relatori, che accompagneranno il Cartellone Estivo 2017 sul Sub Appennino Dauno: invogliare il potenziale lettore, soprattutto giovane, a non perdersi d’animo di fronte a quella, definita dall’autore a più riprese, “corruzione dilagante della società”, ma a farsì che l’impegno, la dedizione, “il sudore della fronte”, siano “piccoli tasselli per tentare di costruire”, giorno dopo giorno, “qui ed ora, in sé stessi, non sulla vetta più alta di una montagna sperduta, il migliore dei mondi possibili”.

Ne è scaturito un piacevole confronto a cui l’autore non si è sottratto.

E a chi, tra il pubblico, gli ha chiesto: ma questo mondo è davvero surreale o è possibile “combatterlo”?, l’autore risponde con un sorriso: la lettura di un libro, “non è e non deve essere “la bacchetta magica alla risoluzione dei problemi” ma è solo l’input, punto di partenza per farsì che l’ altro sia sempre una risorsa e mai ostacolo “al proprio cammino di vita, cercando, se possibile, non da soli ma insieme il migliore dei mondi possibili”. Al termine consegna, da parte dei ragazzi dell’associazione, di un cesto “ben assortito” di prodotti tipici locali.

Marco Bonnì

Con Paolo Saggese “Racconto fantastico sulla corruzione” ultima modifica: 2017-08-07T14:21:31+00:00 da Redazione



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