FOGGIA – La Dorsale Adriatica si farà nell’ambito della strategia nazionale di potenziamento della rete elettrica, ma Foggia vuole capire quale contributo il territorio offrirà alla transizione energetica e soprattutto quale ritorno economico, occupazionale, infrastrutturale, ambientale e sociale possa essere riconosciuto alla Capitanata.
È la linea tracciata dalla Giunta comunale con la deliberazione numero 203 del 7 agosto 2026, approvata su proposta dell’assessore alle Politiche energetiche Giulio De Santis. Palazzo di Città ha deciso di promuovere uno studio scientifico attraverso l’Osservatorio sull’Energia, la sostenibilità ambientale e il benessere – ESEAB dell’Università degli Studi di Foggia.
Al centro c’è il progetto di Terna denominato “Dorsale Adriatica: HVDC Foggia-Forlì”, una nuova infrastruttura destinata a rafforzare il corridoio elettrico adriatico e ad aumentare la capacità di scambio di energia tra il Mezzogiorno e il Centro-Nord.
Le dimensioni dell’opera sono rilevanti: il collegamento in corrente continua ad alta tensione avrà una lunghezza complessiva di circa 600 chilometri, dei quali circa 540 in cavo sottomarino e 60 in cavo terrestre interrato, tra i nodi elettrici di Foggia e Forlì. Il progetto comprende inoltre le relative stazioni di conversione.
L’infrastruttura rientra nel progetto Hypergrid e, secondo quanto riportato nell’atto comunale, punta ad aumentare la capacità della rete nazionale di integrare l’energia prodotta da fonti rinnovabili, migliorandone contemporaneamente stabilità, sicurezza ed efficienza.
Il Comune non assume una posizione di opposizione pregiudiziale all’opera. La deliberazione lo specifica espressamente: lo studio non dovrà servire a contrastare in partenza la realizzazione della Dorsale, ma a fare in modo che la transizione energetica nazionale venga affrontata rispettando principi di sostenibilità, partecipazione, proporzionalità ed equità territoriale.
Ed è proprio il concetto di equità territoriale il cuore politico dell’iniziativa.
La Giunta sostiene che i territori maggiormente coinvolti nella produzione e nel trasferimento dell’energia debbano poter partecipare, nei limiti consentiti dalla normativa, ai benefici generati dalle grandi infrastrutture. Non soltanto attraverso compensazioni occasionali o interventi limitati alla durata dei cantieri, ma valutando anche forme di riconoscimento strutturali e pluriennali.
Per costruire una posizione istituzionale supportata da dati e analisi indipendenti, il Comune si rivolgerà quindi all’ESEAB, costituito presso il Dipartimento di Economia dell’Università di Foggia nell’ambito dell’accordo di collaborazione sottoscritto tra Ateneo e amministrazione comunale nel dicembre 2024.
L’Osservatorio svolge attività di ricerca, raccolta ed elaborazione di dati e studi in materia di energia, sostenibilità, mercati energetici, rischio ambientale, povertà energetica e sviluppo territoriale. L’accordo istitutivo prevede inoltre la possibilità che Comune e Università sostengano specifiche attività di ricerca attraverso risorse finanziarie, da disciplinare con successivi atti amministrativi e contabili.
Il mandato affidato allo studio è preciso. L’ESEAB dovrà innanzitutto analizzare e, per quanto tecnicamente e giuridicamente possibile, quantificare il valore dei benefici generati dalla Dorsale Adriatica. Successivamente dovrà individuare quale parte di quei benefici possa essere riconosciuta al territorio di Foggia e della Capitanata.
Il lavoro dovrà concentrarsi anche sul contributo energetico assicurato dal territorio e sulla possibile individuazione di una quota di ritorno territoriale. Saranno questi dati, nelle intenzioni dell’amministrazione, a costituire la base delle successive interlocuzioni istituzionali con Terna, Regione Puglia e Governo nazionale.
Ma lo studio non dovrà fermarsi all’analisi. La Giunta stabilisce che il documento finale contenga una vera e propria proposta di “Accordo territoriale per la transizione energetica”, da sottoporre a Terna, alla Regione Puglia, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e agli altri soggetti istituzionali competenti.
La decisione arriva dopo la fase di consultazione pubblica avviata da Terna il 29 aprile 2026. Il percorso ha previsto incontri digitali per Emilia-Romagna e Puglia e cinque appuntamenti territoriali “Terna Incontra”. A Foggia l’incontro si è svolto il 19 maggio nella Pinacoteca comunale “Il 9Cento”. Sul versante pugliese sono stati coinvolti anche San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo e Manfredonia. Cittadini, enti, imprese, associazioni e altri portatori d’interesse hanno avuto la possibilità di presentare osservazioni e proposte fino al 19 giugno.
Ora, terminata quella fase, il Comune ritiene necessario esaminare la documentazione e le osservazioni prodotte per comprendere anche gli eventuali effetti sulla successiva definizione progettuale.
Gli uffici comunali dovranno individuare la corretta modalità amministrativa e contabile per sostenere la ricerca dell’Osservatorio. La deliberazione, dunque, non quantifica ancora il costo dello studio né stabilisce l’entità del ritorno economico richiesto: saranno le successive attività tecnico-scientifiche e gli atti gestionali a definire questi aspetti.
Il provvedimento è stato dichiarato immediatamente eseguibile e sarà trasmesso all’Università di Foggia, all’ESEAB, a Terna e alla Regione Puglia.
La partita che Foggia vuole aprire è quindi più ampia della singola infrastruttura: misurare quanto un territorio contribuisce al sistema energetico nazionale e trasformare quel contributo in benefici verificabili e duraturi per la comunità locale. Lo studio dell’ESEAB dovrà fornire i numeri e gli strumenti con cui Palazzo di Città proverà a portare questa richiesta ai tavoli con Terna, Regione e Governo.



