Finanziamento della Regione Puglia per riqualificare una parte dell’immobile di via Menichella. Il nuovo servizio seguirà persone in esecuzione penale e in uscita dal carcere con percorsi per lavoro, formazione, casa e inclusione sociale
FOGGIA – Una parte dell’ex scuola dell’infanzia “Sorelle Agazzi” di via Menichella sarà ristrutturata e trasformata in uno dei nuovi Centri di Giustizia Territoriale della Puglia. La Regione ha ammesso a finanziamento la proposta presentata dal Comune di Foggia, assegnando all’intervento 648.375 euro.
Il progetto punta a recuperare fisicamente un immobile pubblico, ma soprattutto a creare in città un nuovo presidio dedicato alle persone coinvolte nei percorsi di esecuzione penale, con servizi pensati per accompagnarle verso il reinserimento sociale e lavorativo e, nei casi previsti, verso una maggiore autonomia anche sul piano abitativo.
La manifestazione di interesse del Comune era stata presentata il 6 giugno ed è stata curata da Alessia Cordisco, dirigente dell’Area 8 Rigenerazione Urbana. La candidatura riguarda l’avviso “Una Giustizia più inclusiva – Progetto SPES (Servizi per le persone in esecuzione penale esterna)”, cofinanziato dal FESR nell’ambito del Programma Nazionale Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027 promosso dal Ministero della Giustizia. Il finanziamento è stato concesso dal Dipartimento Infrastrutture e Mobilità, Sezione Opere Pubbliche e Infrastrutture della Regione Puglia.
La filosofia dell’intervento è quella di costruire modelli integrati di accompagnamento e presa in carico. I destinatari non sono soltanto coloro che hanno già concluso una pena: il programma prevede azioni differenziate a seconda della fase del percorso giudiziario e penitenziario.
Una prima linea di intervento è rivolta ai detenuti in costanza di pena, con attività di accompagnamento e supporto finalizzate a preparare il successivo percorso di reinserimento. La seconda riguarda invece le persone in uscita dal circuito penitenziario oppure in esecuzione penale esterna. È proprio per queste ultime che è prevista la creazione dei Centri di Giustizia Territoriale, concepiti come punti di riferimento per accompagnare gli utenti verso percorsi di autonomia sociale, professionale e abitativa.
Foggia entrerà in una rete regionale di sei Centri. Il modello prevede un hub a Bari, con compiti di coordinamento e indirizzo operativo, e altri cinque sportelli territoriali nelle province pugliesi. I nuovi presidi dovranno lavorare in collegamento con i servizi già esistenti: politiche abitative e housing sociale, servizi sociali, servizi per il lavoro, sanità e altre strutture territoriali di supporto.
Il Centro, quindi, non sarà semplicemente un ufficio nel quale svolgere pratiche amministrative. Tra le attività previste figurano orientamento e accompagnamento ai servizi, sostegno all’inserimento lavorativo, accesso a percorsi formativi, attivazione di tirocini extracurriculari e iniziative di inclusione socio-lavorativa. Il progetto comprende anche attività di animazione territoriale e di rafforzamento della rete tra i soggetti che operano sul territorio.
Per ospitare il servizio, l’assessorato comunale alle Politiche sociali ha individuato una porzione dello stabile di via Menichella precedentemente utilizzato dalla scuola dell’infanzia “Sorelle Agazzi”.
La scelta non è casuale. L’avviso richiedeva infatti un immobile con determinate caratteristiche: doveva essere agibile, privo di barriere architettoniche e raggiungibile con i mezzi pubblici. Secondo il Comune, gli spazi individuati nell’ex scuola rispondono a questi requisiti.
I 648.375 euro serviranno ora per rendere la struttura adatta alle nuove funzioni. Il programma comprende lavori di ristrutturazione, interventi sugli impianti e altre spese tecniche, oltre all’acquisto dei complementi d’arredo necessari per configurare gli ambienti e delle dotazioni tecnologiche destinate al funzionamento del Centro.
Soltanto una volta conclusa questa fase materiale entrerà pienamente in gioco l’Area 4 Servizi alla Persona, che potrà sviluppare le diverse articolazioni del progetto sociale.
Per l’amministrazione comunale, l’iniziativa assume una valenza che va oltre il recupero edilizio. La sindaca Maria Aida Tatiana Episcopo collega il progetto alla costruzione di una comunità più inclusiva, sottolineando la necessità di rivolgere l’attenzione anche alle persone inserite nei percorsi di esecuzione penale.
L’assessora alle Politiche sociali Simona Mendolicchio insiste invece sul rapporto tra recupero, servizi e reinserimento. Nella prospettiva dell’amministrazione, la rieducazione deve essere accompagnata da una rete capace di offrire concrete possibilità di rientro nella società e nel mercato del lavoro.
È questo uno dei punti centrali del progetto: intervenire nel passaggio delicato tra il percorso penale e il ritorno alla vita sociale ordinaria. La possibilità di trovare un lavoro, acquisire competenze, accedere ai servizi e affrontare il problema abitativo viene considerata parte di un unico processo di accompagnamento.
L’ex “Sorelle Agazzi” avrà dunque una nuova funzione pubblica. Prima dovranno essere completati ristrutturazione, impianti, allestimenti e dotazioni tecnologiche; successivamente gli spazi potranno entrare nella rete pugliese dei Centri di Giustizia Territoriale.
Con il finanziamento regionale da 648.375 euro, Foggia si prepara così ad aggiungere un nuovo tassello alla rete dei servizi sociali cittadini: un luogo destinato a lavorare sul reinserimento delle persone coinvolte nell’esecuzione penale, mettendo insieme formazione, lavoro, autonomia abitativa e inclusione sociale.



