MANFREDONIA – Quanto incassa il Comune, quanto paga, quali risorse avrà a disposizione nei prossimi mesi e quale sarà l’andamento della liquidità fino alla fine dell’anno. Palazzo di Città aggiorna il proprio Piano annuale dei flussi di cassa 2026, lo strumento introdotto dalla normativa nazionale per rafforzare il controllo sulla capacità degli enti pubblici di programmare entrate e uscite e di rispettare le scadenze dei pagamenti.
Con la determinazione numero 1707 del 7 agosto 2026, la dirigente del Settore Economico-Finanziario Maricarmen Distante ha approvato l’aggiornamento del piano alla data del 30 giugno 2026. Il documento mette a confronto la programmazione formulata all’inizio dell’anno con i movimenti che si sono realmente verificati nella prima metà dell’esercizio e aggiorna le previsioni per i periodi successivi.
Non si tratta di una variazione di bilancio né dell’approvazione di nuove spese. Il Piano dei flussi di cassa serve piuttosto a verificare nel corso dell’anno se il calendario degli incassi e quello dei pagamenti siano compatibili, consentendo all’amministrazione di individuare per tempo eventuali criticità nella disponibilità di liquidità.
L’obbligo è relativamente recente. L’articolo 6 del decreto legge 155 del 2024 ha previsto anche per gli enti locali l’adozione, entro il 28 febbraio di ogni esercizio, di un piano annuale dei flussi di cassa. Il documento iniziale deve essere approvato dalla Giunta comunale e successivamente aggiornato ogni tre mesi dal responsabile del servizio finanziario.
Manfredonia aveva rispettato il primo passaggio con la deliberazione di Giunta numero 55 del 27 febbraio 2026, attraverso la quale era stato adottato il Piano annuale. Quello firmato il 7 agosto rappresenta dunque l’aggiornamento trimestrale previsto dalla normativa, costruito utilizzando lo schema messo a disposizione dalla Ragioneria Generale dello Stato.
Il principio alla base dello strumento è semplice: avere un bilancio formalmente in equilibrio non è sufficiente se, nel momento in cui occorre effettuare un pagamento, l’ente non dispone concretamente della liquidità necessaria. Entrate e uscite devono quindi essere osservate anche sotto il profilo temporale.
Per questo il piano deve essere coerente con le previsioni di cassa della prima annualità del Bilancio finanziario e deve tenere conto non soltanto degli stanziamenti di competenza, ma anche dei residui, degli accantonamenti e delle nuove attività previste nei documenti di programmazione economico-finanziaria. L’obiettivo è permettere una gestione dinamica durante l’esercizio, con gli eventuali correttivi che dovessero rendersi necessari.
L’aggiornamento approvato dagli uffici parte dal fondo iniziale di cassa al primo gennaio 2026 e registra la movimentazione effettivamente avvenuta fino al 30 giugno. A questa fotografia vengono affiancate le previsioni dei trimestri dell’anno, articolate secondo i codici SIOPE, il sistema attraverso il quale vengono rilevati gli incassi e i pagamenti delle amministrazioni pubbliche.
L’analisi distingue inoltre la provenienza e la destinazione dei movimenti finanziari. Vengono esaminati i flussi derivanti dall’attività operativa, separando incassi e pagamenti, quelli relativi agli investimenti e quelli collegati alle attività di finanziamento. Il modello rileva anche l’incremento o la diminuzione delle disponibilità liquide e formula la previsione del fondo di cassa alla fine di ciascun trimestre.
Il metodo elaborato dalla Ragioneria Generale dello Stato prevede anche un confronto tra le previsioni di riscossione e pagamento e i dati SIOPE del penultimo esercizio disponibile. Il Comune può così misurare le proprie aspettative sull’andamento della cassa rispetto ai flussi finanziari effettivamente registrati negli esercizi precedenti.
La verifica dei flussi si inserisce, peraltro, in un quadro finanziario nel quale l’amministrazione ha già certificato la tenuta della propria liquidità. Nella successiva ricognizione effettuata per la salvaguardia degli equilibri di bilancio, alla data del 16 luglio il fondo di cassa risultava pari a 75.907.674,63 euro, mentre il fondo finale presunto era quantificato in 86.480.006,27 euro.
Nella stessa verifica veniva indicato che il Comune non stava facendo ricorso né all’utilizzo delle entrate a specifica destinazione né all’anticipazione di tesoreria. Le previsioni sugli incassi fino alla fine dell’esercizio venivano inoltre considerate sufficienti a sostenere i pagamenti delle obbligazioni contratte, mantenendo un fondo finale positivo. Disponibile anche un fondo di riserva di cassa da 300mila euro.
Sono dati provenienti dalla verifica degli equilibri e non dal prospetto sintetico della determinazione del 7 agosto, ma aiutano a collocare l’aggiornamento del Piano di cassa nel più ampio monitoraggio finanziario condotto dall’ente.
Con il nuovo provvedimento, la dirigente del Settore Economico-Finanziario approva formalmente l’aggiornamento al 30 giugno e dispone che i risultati delle verifiche trimestrali vengano comunicati alla Giunta comunale. Il documento sarà inoltre trasmesso all’organo di revisione contabile, chiamato a svolgere le verifiche di propria competenza.
Il controllo sulla cassa diventa così periodico: non una fotografia realizzata soltanto in occasione del bilancio o del rendiconto, ma un monitoraggio durante l’intero esercizio. L’obiettivo è verificare trimestre dopo trimestre che alle spese programmate corrispondano risorse concretamente disponibili e che il Comune mantenga la capacità di rispettare regolarmente i propri pagamenti.



