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AUTO DIESEL Blocco delle auto diesel Euro 5, dal 1° ottobre 2026 nuovi divieti

Dal 1° ottobre 2026 potrebbe tornare a scattare il divieto di circolazione per le auto diesel Euro 5 in alcune aree di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
7 Settembre 2026
Attualità // Economia //

Dal 1° ottobre 2026 potrebbe tornare a scattare il divieto di circolazione per le auto diesel Euro 5 in alcune aree di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, dopo il rinvio deciso lo scorso anno. Le tre Regioni stanno lavorando a possibili soluzioni alternative per ridurre le emissioni senza imporre necessariamente il fermo ai veicoli più datati.

Il Piemonte, invece, ha già scelto una strada differente, aggiornando il proprio Piano regionale per la qualità dell’aria con una serie di interventi destinati a raggiungere risultati analoghi a quelli del blocco.

Quali auto rischiano lo stop

In assenza di provvedimenti alternativi, le restrizioni riguarderanno principalmente le automobili diesel Euro 5 immatricolate tra il 2011 e l’agosto 2015.

La misura interessa soprattutto i Comuni con più di 100mila abitanti, anche se Regioni e amministrazioni locali possono introdurre ulteriori limitazioni, stabilendo orari e periodi di applicazione differenti.

Il provvedimento nazionale approvato nel luglio 2025 prevedeva il blocco degli Euro 5 diesel nei centri urbani sopra i 100mila abitanti durante il periodo compreso tra ottobre e aprile.

Piemonte, una strada alternativa al blocco

Il Piemonte ha deciso di intervenire prima dell’entrata in vigore delle restrizioni, approvando l’aggiornamento del Piano regionale per la qualità dell’aria.

La Regione punta su un pacchetto di misure che, secondo le simulazioni effettuate, dovrebbe consentire di ottenere una riduzione delle emissioni equivalente a quella prevista con il blocco della circolazione.

L’obiettivo è evitare lo stop alle circa 307mila auto diesel Euro 5 presenti in Piemonte, concentrando gli interventi soprattutto sull’area metropolitana di Torino e Novara.

Incentivi per i biocarburanti

Tra le misure previste figura uno stanziamento di 14 milioni di euro destinato a favorire l’utilizzo dei biocarburanti HVO nel trasporto pubblico e sulle vetture diesel Euro 5 ed Euro 6.

I proprietari potranno ottenere un contributo annuale tra 50 e 100 euro, attraverso specifiche carte carburante. L’avvio dell’intervento è previsto per l’inverno 2026.

Altri 14,4 milioni di euro saranno invece destinati alla riduzione delle emissioni legate al riscaldamento, attraverso incentivi per la manutenzione degli impianti più vecchi e inquinanti e per l’installazione di nuovi sistemi alimentati a biomassa.

Veneto, verso la sospensione del divieto

Anche il Veneto sta cercando di evitare l’applicazione del blocco previsto dal 1° ottobre 2026. La giunta regionale ha avviato l’iter per sospendere le restrizioni, che nella versione originaria avrebbero interessato i Comuni con oltre 100mila abitanti e i relativi agglomerati.

La misura potrebbe coinvolgere almeno 150mila veicoli.

La proposta dovrà ora essere sottoposta all’esame del Consiglio regionale. Parallelamente, la Regione sta studiando interventi compensativi che possano garantire risultati ambientali almeno comparabili a quelli ottenibili attraverso il blocco delle auto.

Tra le ipotesi figura anche un maggiore sostegno alla transizione, con l’obiettivo di evitare che il costo del cambiamento ricada esclusivamente sulle famiglie e sui lavoratori.

Dalla conversione dei diesel allo smart working

Tra le misure allo studio in Veneto c’è l’anticipo del bando per la trasformazione dei diesel Euro 5 in veicoli Dual Fuel, capaci di utilizzare una miscela di metano e gasolio.

Un’altra possibilità riguarda lo smart working per i dipendenti degli enti pubblici nelle giornate caratterizzate da un’allerta PM10 arancione o rossa. L’eventuale lavoro da remoto non riguarderebbe naturalmente il personale impegnato in attività che richiedono necessariamente la presenza fisica.

Emilia-Romagna, circa 250mila veicoli coinvolti

Anche in Emilia-Romagna il divieto è previsto dal 1° ottobre 2026 e potrebbe riguardare circa 250mila veicoli.

La Regione sta valutando interventi alternativi: se non verranno individuate soluzioni entro la fine del mese, scatteranno le restrizioni previste.

In questo caso il provvedimento riguarderà, dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 18:30, le auto diesel nei Comuni con più di 100mila abitanti. La misura dovrebbe rimanere in vigore fino a marzo 2027, con modalità analoghe previste anche negli anni successivi.

L’elenco comprende Bologna, Modena, Rimini, Reggio Emilia, Parma, Ravenna, Forlì e Piacenza. Anche i Comuni più piccoli potranno eventualmente decidere di aderire al provvedimento.

Lombardia, il blocco resta confermato

È la Lombardia a presentare al momento il quadro più definito. Salvo modifiche, il blocco degli Euro 5 partirà regolarmente dal 1° ottobre 2026 per le autovetture.

Le restrizioni verranno poi estese progressivamente: dal 1° ottobre 2027 interesseranno anche le categorie M2, N1 e N2, mentre dal 1° ottobre 2028 saranno coinvolte le altre categorie di veicoli.

Per le automobili il divieto sarà valido dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 19:30, e non sarà limitato ai soli mesi invernali.

Milano, Brescia, Monza e Bergamo tra le città interessate

In Lombardia le limitazioni alle autovetture riguarderanno le aree urbane dei Comuni con più di 100mila abitanti. Le città coinvolte sono Milano, Brescia, Monza e Bergamo.

Per i proprietari lombardi esiste tuttavia un’alternativa ai tradizionali vincoli basati su giorni e orari: il sistema MoVe-In, acronimo di Monitoraggio dei Veicoli Inquinanti.

Chi aderisce al sistema può infatti circolare rispettando un tetto massimo di chilometri percorribili ogni anno, stabilito in base alla categoria del veicolo e alla relativa classe ambientale.

Le percorrenze vengono registrate attraverso una scatola nera installata sull’automobile e collegata via satellite a un’infrastruttura dedicata. In questo modo vengono monitorati i chilometri effettuati nelle aree soggette alle limitazioni e verificato il rispetto del limite annuale.

Per chi possiede un diesel Euro 5, dunque, il 1° ottobre 2026 rappresenta una data da tenere sotto controllo, ma le regole non saranno uguali in tutte le Regioni: mentre la Lombardia conferma per ora il blocco, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna stanno lavorando a soluzioni alternative per contenere l’inquinamento senza imporre necessariamente lo stop alla circolazione.

Lo riporta tg24.sky.it.

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