FOGGIA – Le condizioni della casa circondariale di Foggia e, più in generale, l’emergenza vissuta dal sistema penitenziario italiano sono state al centro della giornata promossa lunedì 7 settembre da Nessuno tocchi Caino.
La delegazione dell’associazione radicale, affiancata dal Movimento Italiano Diritti Detenuti e da rappresentanti dell’avvocatura, ha fatto visita in mattinata all’istituto penitenziario foggiano. Nel pomeriggio, al Piccolo Teatro Impertinente, si è tenuto l’incontro pubblico “10 anni senza Marco Pannella – La comunità penitenziaria: il carcere secondo Pannella”.
L’appuntamento ha rappresentato una nuova tappa del viaggio che Nessuno tocchi Caino sta conducendo nelle carceri italiane. Dopo le visite effettuate nei mesi scorsi in Sicilia, Sardegna, Lazio, Friuli-Venezia Giulia, Veneto ed Emilia-Romagna, l’associazione ha scelto Foggia per aprire il percorso negli istituti pugliesi.
Particolarmente grave, secondo i dati diffusi dagli organizzatori, è la situazione della casa circondariale foggiana, dove il numero delle persone recluse avrebbe raggiunto il 218 per cento della capienza regolamentare. Un sovraffollamento cronico che pesa non soltanto sui detenuti, ma sull’intera comunità penitenziaria: agenti, educatori, personale amministrativo, operatori e volontari.
Nel corso dell’iniziativa è stato richiamato anche il quadro nazionale. Al 31 luglio 2026, nei 189 istituti penitenziari italiani risultavano presenti 64.793 detenuti, a fronte di 51.221 posti regolamentari. Da questi, tuttavia, devono essere sottratti circa 4.600 posti dichiarati inagibili. Il sovraffollamento effettivo raggiungerebbe così una media nazionale del 139 per cento, con oltre 18mila persone prive di un posto detentivo regolarmente disponibile.
Alle difficoltà strutturali si aggiunge la carenza di personale. Secondo i dati riportati dall’associazione, manca il 15,4 per cento degli agenti di polizia penitenziaria previsti. Gli educatori sono 932, rispetto a una dotazione organica di 1.036 unità, mentre nel settore amministrativo la scopertura si aggira intorno al 18 per cento.
La giornata è stata anche un’occasione per ricordare Marco Pannella a dieci anni dalla scomparsa. Nel 1993 il leader radicale fondò Nessuno tocchi Caino insieme a Maria Teresa Di Lascia e Sergio D’Elia, facendo della difesa dei diritti delle persone private della libertà uno dei punti centrali della propria battaglia politica e civile.







All’incontro pubblico hanno preso parte i dirigenti dell’associazione Rita Bernardini, Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti, insieme a Norberto Guerriero. Coinvolti nell’iniziativa anche rappresentanti delle istituzioni cittadine e dell’avvocatura foggiana.
«Quando te ne vai, quel che conta non è quanto uno senta la tua mancanza, ma quanti sono coloro che fanno della tua mancanza una presenza», aveva affermato Pannella. Una frase scelta come filo conduttore della mobilitazione.
«Siamo convinti, come lo era lui, che non bisogna mai distogliere lo sguardo dal carcere», hanno dichiarato Bernardini, D’Elia e Zamparutti. Visitare le persone detenute, hanno sottolineato, non costituisce soltanto un’opera di misericordia: di fronte all’abbandono e al degrado degli istituti, significa trasformare la mancanza dello Stato in una presenza concreta.
Negli ultimi tre anni Nessuno tocchi Caino ha compiuto più di 250 visite negli istituti di pena: 108 nel 2024, 97 nel 2025 e 71 nel 2026, comprese le tappe programmate in Puglia. Un impegno che prosegue nel solco tracciato da Pannella, con l’obiettivo di riportare il carcere al centro del dibattito pubblico e ricordare che la dignità della persona non può arrestarsi davanti alle porte di un penitenziario.
A cura di Giovanna Tambo.


