Clamoroso ribaltone sulla panchina della Fiorentina: Fabio Grosso è stato esonerato dopo appena quattro partite ufficiali e meno di due mesi alla guida della squadra. La decisione è arrivata in tarda serata, al termine di una giornata caratterizzata da riflessioni e confronti interni alla società.
L’allenatore, protagonista del trionfo mondiale del 2006, paga un avvio di stagione disastroso e una serie di risultati che hanno fatto precipitare rapidamente la situazione. Dopo la sconfitta contro il Torino, la terza consecutiva in Serie A, dagli spalti era arrivato anche il coro “Grosso salta la panchina”. Poche ore dopo, la società ha deciso di dare seguito alla contestazione.
In precedenza il club aveva lasciato intendere che il tecnico non fosse in discussione, ma nelle ultime ore la posizione sarebbe cambiata radicalmente. A pesare non sono stati soltanto i risultati, ma anche alcune scelte tattiche e le divergenze emerse all’interno dell’area tecnica.
Al posto di Grosso è stato scelto Paolo Vanoli, che torna così sulla panchina viola dopo aver guidato la squadra nella parte finale della scorsa stagione, contribuendo alla sua salvezza.
Un mercato da 130 milioni, ma risultati deludenti
L’inizio della stagione lasciava immaginare tutt’altro scenario. La Fiorentina aveva investito circa 130 milioni di euro sul mercato, portando a Firenze 13 nuovi giocatori e dando vita a un progetto ambizioso.
Grosso rappresentava inoltre la prima scelta del nuovo direttore Fabio Paratici, che aveva indicato pubblicamente il tecnico come riferimento del progetto: “È sempre stata la nostra unica scelta”.
Il rapido fallimento del nuovo corso rischia ora di avere conseguenze anche sul futuro del dirigente. Secondo quanto emerso nelle ore successive alla sconfitta con il Torino, un confronto tra Grosso e Paratici avrebbe evidenziato posizioni differenti sulle strategie da adottare per cercare di superare la crisi.
Dalla Coppa Italia al crollo in campionato
L’avventura di Grosso era iniziata con un successo convincente in Coppa Italia contro il Benevento, ma il percorso in campionato ha preso immediatamente una direzione opposta.
Prima è arrivata la pesante sconfitta per 4-0 sul campo della Roma, quindi il clamoroso 3-0 subito al Franchi contro il Frosinone, neopromosso, nel giorno del Centenario. Infine, contro il Torino, la Fiorentina si è fatta rimontare dopo essere stata in vantaggio.
Proprio quest’ultima partita è stata decisiva. La società sembrava inizialmente intenzionata ad arrivare almeno alla sosta prima di effettuare valutazioni approfondite, ma le tensioni interne e le divergenze con l’allenatore avrebbero accelerato la decisione.
Moduli cambiati e una difesa in grande difficoltà
Tra le principali critiche rivolte a Grosso c’è anche la gestione tattica della squadra. Nelle prime tre giornate di Serie A, la Fiorentina non ha mai schierato la stessa formazione per due partite consecutive, con numerosi cambi sia negli uomini sia nell’assetto.
Il dato più preoccupante riguarda la difesa: nove gol incassati nelle prime tre partite di campionato, un bilancio mai registrato prima nella storia viola dopo altrettante giornate.
Grosso deve fare i conti anche con la propria esperienza ancora limitata ai massimi livelli: quella appena iniziata era soltanto la sua seconda stagione in Serie A, oltre che la prima in una piazza particolarmente esigente come Firenze.
Non sono però mancate le attenuanti. Il tecnico ha ricevuto una rosa profondamente rinnovata, con 13 nuovi acquisti, diversi dei quali arrivati soltanto nelle ultimissime ore della sessione estiva.
Il progetto iniziale prevedeva il 4-3-3, modulo di riferimento di Grosso, ma l’assenza di esterni a disposizione lo ha spinto verso il 4-3-1-2. Nelle ultime settimane l’allenatore aveva inoltre iniziato a lavorare sul 4-2-3-1, utilizzato anche nella parte conclusiva della gara contro il Torino.
La contestazione dei tifosi, già evidente dopo la sconfitta di sabato, ha così trovato una risposta immediata da parte della società. Grosso lascia la Fiorentina dopo appena quattro gare ufficiali e al suo posto torna Vanoli, chiamato a risollevare una squadra che ha iniziato la stagione ben al di sotto delle aspettative.
Lo riporta gazzetta.it.



