L’estate 2026 sembra ormai pronta a cambiare volto. Lunedì 7 e martedì 8 settembre potrebbero essere gli ultimi giorni caratterizzati da temperature ancora superiori alla media, mentre da mercoledì 9 è atteso un deciso peggioramento, accompagnato dall’arrivo di aria più fresca e da precipitazioni diffuse.
A delineare lo scenario è Bernardo Gozzini, direttore del consorzio Lamma del Cnr, secondo cui è ormai alle porte «un cambiamento sostanziale rispetto a quanto abbiamo visto finora».
La fine della lunga estate
Le previsioni a lungo termine non consentono ancora di escludere sorprese nella parte conclusiva di settembre, ma gli esperti concordano sull’imminente «rottura di una lunga estate».
Il cambiamento sarà favorito da una maggiore dinamicità della circolazione atmosferica, legata all’arrivo di una perturbazione atlantica. Il sistema depressionario interesserà inizialmente Gran Bretagna e Francia per poi raggiungere l’Italia, determinando un sensibile abbassamento delle temperature.
La svolta arriva dal 9 settembre
I primi segnali del cambiamento potrebbero comparire già martedì 8 settembre al Nord, con un aumento dell’instabilità e temperature in calo soprattutto lungo l’arco alpino, in particolare tra Piemonte, Lombardia e Veneto.
La vera svolta è prevista per mercoledì 9 settembre, quando l’instabilità dovrebbe estendersi a gran parte del Centro-Nord, dal Lazio verso settentrione. L’arrivo di aria fredda in quota, entrando in contrasto con il caldo accumulato nei giorni precedenti, potrebbe favorire fenomeni anche intensi.
Temporali, vento forte e grandine
Il passaggio della perturbazione potrebbe provocare temporali localmente intensi, forti raffiche di vento e grandinate.
«Temporali intensi e non si escludono colpi di vento e grandinate: sarà una situazione – dice Gozzini – da seguire in ciascuna regione».
Giovedì 10 settembre il maltempo dovrebbe spingersi anche verso le regioni tirreniche e il Mezzogiorno, interessando in particolare Sicilia, Campania, Puglia e Calabria. Instabilità prevista anche su Lazio, Toscana e Marche, mentre al Nord-Ovest potrebbero comparire le prime schiarite.
La fase perturbata potrebbe proseguire anche nei giorni successivi, con fenomeni residui al Sud e soprattutto tra Puglia, Calabria e Basilicata nel corso del fine settimana.
«Questo cambiamento sostanziale potrebbe durare fino a metà settembre, ma quello che succederà poi è da vedere», aggiunge Gozzini.
Il caldo potrebbe tornare
La svolta non significa necessariamente la fine definitiva del caldo. Negli ultimi anni settembre ha spesso mantenuto caratteristiche estive e non è esclusa una nuova fase con temperature superiori ai 30 gradi nella parte finale del mese.
Andrea Giuliacci, meteorologo di Meteo.it, concorda con questa possibilità: «Nella seconda metà di settembre sono probabili ancora giornate tipicamente estive, ma possiamo dire di esserci lasciati alle spalle i lunghi periodi soleggiati e caldi. Secondo le prime proiezioni, a settembre le perturbazioni cominceranno ad attraversare il Paese con regolarità».
Estate 2026, possibile nuovo record
Con l’estate meteorologica ormai conclusa il 31 agosto e quella astronomica destinata a terminare il 23 settembre, è già tempo di bilanci. Le prime analisi fanno ipotizzare che l’estate 2026 possa aver messo in discussione il primato del 2003, finora considerata la stagione estiva più calda mai registrata in Italia.
«Lo sapremo a breve», afferma Giuliacci. «Sicuramente – aggiunge – le estati 2003 e 2026 sono state le più calde nel nostro Paese».
In alcune zone il precedente record sarebbe già stato superato. È il caso del Veneto, come spiega Lorenzo Giovannini, fisico dell’atmosfera dell’Università di Trento: «La cosa che preoccupa – prosegue – è che le cose sono molto cambiate rispetto a 20 anni fa: l’estate 2003 era stata completamente anomala rispetto alla climatologia di allora, mentre negli ultimi anni la media delle temperature si è alzata e, purtroppo, in futuro i livelli del 2026 potrebbero essere superati facilmente».
Nel breve periodo, tuttavia, gli esperti ritengono che la fase di caldo persistente iniziata alla fine di maggio sia ormai destinata a concludersi. «Ragionevolmente – conclude Giovannini – un caldo come quello dell’estate non si potrà avere nella seconda metà di settembre».
Lo riporta leggo.it.



