Le tutele previste dalla Legge 104 per lavoratori con disabilità e caregiver si ampliano attraverso diverse misure che nel 2026 sono entrate a regime. Tra le possibilità previste dalla normativa c’è anche quella, in determinate circostanze, di usufruire fino a sei giorni di permesso retribuito al mese anziché i tre ordinariamente riconosciuti.
Quando è possibile arrivare a sei giorni
Il cosiddetto raddoppio dei permessi non spetta automaticamente a tutti i titolari della Legge 104. La possibilità di arrivare a sei giorni riguarda in particolare i lavoratori che prestano assistenza a più familiari ai quali sia stata riconosciuta una condizione di disabilità grave.
Quando ricorrono i requisiti, i permessi possono essere fruiti per ciascuna persona assistita. Ad esempio, un lavoratore che si occupa di entrambi i genitori con disabilità grave certificata può arrivare a utilizzare complessivamente sei giorni di permesso al mese, nel rispetto delle condizioni previste dalla legge e delle procedure richieste.
Non bisogna però confondere questa situazione con quella in cui più familiari assistono la stessa persona con disabilità. Dal 2022 è stato eliminato il principio del cosiddetto “referente unico”, permettendo a più caregiver di alternarsi nell’assistenza. Il limite, tuttavia, rimane di tre giorni complessivi al mese per la persona assistita, non tre giorni per ogni familiare.
Le 10 ore aggiuntive di permesso
Dal 1° gennaio 2026 sono inoltre operative nuove tutele per alcune categorie di lavoratori affetti da patologie oncologiche, croniche o invalidanti e per determinati genitori di figli con gravi condizioni di salute.
La legge 106/2025 ha introdotto 10 ore annue aggiuntive di permesso retribuito, utilizzabili per visite specialistiche, esami diagnostici, terapie e altri trattamenti sanitari previsti dalla normativa.
Queste ore rappresentano un beneficio ulteriore: si aggiungono ai permessi già riconosciuti dalla Legge 104 e non li sostituiscono.
Chi può beneficiare dei permessi
I permessi spettano ai lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104, oppure ai lavoratori che assistono un familiare nelle medesime condizioni.
Tra i familiari che possono rientrare nelle tutele figurano coniuge, convivente di fatto, parte dell’unione civile, genitori, figli, fratelli e sorelle. In determinate circostanze il beneficio può inoltre riguardare parenti e affini fino al terzo grado.
La novità dal 1° settembre
Dal 1° settembre 2026 è scattata una nuova procedura che riguarda soprattutto i datori di lavoro privati.
L’Inps ha previsto l’obbligo di compilare il campo “BaseRif” nei flussi UniEmens utilizzati per il conguaglio relativo ai permessi della Legge 104 e ai congedi straordinari.
Si tratta di un cambiamento di natura amministrativa e tecnica, che non incide sui diritti dei lavoratori. La nuova indicazione serve infatti a regolare le modalità attraverso cui le aziende recuperano dall’Inps le somme anticipate ai dipendenti.
Per i beneficiari, quindi, il quadro delle principali tutele nel 2026 comprende i tre giorni mensili di permesso retribuito, la possibilità di arrivare fino a sei giorni quando vengono assistiti più familiari con disabilità grave, oltre alle 10 ore annuali aggiuntive previste per visite, esami e cure nelle situazioni stabilite dalla legge.
Lo riporta rainews.it.



