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Governo, nuovo sistema anti frani ed alluvioni: la mappa dei comuni “a rischio” in Capitanata

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
7 Novembre 2009
Capitanata //

franeFoggia – UN piano contro le frane e le alluvioni attraverso l’attivazione di aerei in ricognizione a 6 mila metri di quota, mini elicotteri in volo a 300 metri d’ altezza. Il progetto, stabilito dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, scatterà nelle prossime settimane e permetterà di costruire la mappa del rischio idrogeologico in quattro regioni: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Per la prima volta verrà usata una tecnologia del laser scanning per monitorare il territorio dall’ alto, ma anche per creare una sorta di profilo del terreno e delle sue caratteristiche. Il sistema consentirà di costruire, attraverso una serie di algoritmi, il modello digitale dell’ area  per valutare il rischio idrogeologico. Le informazioni sono state rese note da Lorenzo D’ Onghia, direttore di Vitrociset, la società che si è aggiudicata l’ appalto da 9,4 milioni di euro frutto della collaborazione tra l’ Unione europea, il ministro dell’ Ambiente Stefania Prestigiacomo e il ministro degli Interni Roberto Maroni. Completata la fase cosiddetta istruttoria, entreranno in azione i droni ovvero gli elicotteri mini elicotteri, da un peso di circa 2 chili, teleguidati in un raggio di 7 chilometri. La tecnologia riprende gli stessi sistemi già usati nelle missioni di guerra in Afghanistan e in Iraq. Spetterà ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) decidere quali dovranno essere le aree sulle quali andrà svolta un’indagine più approfondita una volta esaminate le mappe fornite dagli aerei. Una particolarità dei mini elicotteri senza piloti è quella di avere delle telecamere volanti nascoste nelle pance degli stessi velivoli che saranno inviate sulle aree per ottenere le informazioni di dettaglio sulle costruzioni che, essendo state realizzate nell’ alveo dei fiumi, formano una sorta di barriera durante le piene moltiplicando i danni provocati dall’ intensificazione delle piogge. Il sistema potrebbe rivelarsi propedeutico per evitare il rischio frane anche perché i dati sui quali i sistemi analitici italiani hanno lavorato finora hanno riguardato sempre aree già colpite dagli eventi franosi.

«Impossibile prevedere gli eventi a rapida evoluzione – dice un tecnico dell’Enea – le frane che camminano a una velocità che può raggiungere gli 80 chilometri orari e che costituiscono un rischio reale per le persone». Saranno monitorati nell’indagine anche le aree relativo alle opere abusive nello Stivale. In Puglia i comuni a rischio idrogeologico sono 48, di cui 44 a rischio frana, 1 a rischio alluvione e 3 a rischio frana e alluvione (48 i km quadri relativi alle superficie delle aree). I  dati fanno riferimento alle 18 amministrazioni comunali pugliesi che hanno risposto al questionario di Legambiente ‘Ecosistema Rischio 2008’ (il 38% dei comuni a rischio della Regione). Di queste, i dati relativi a cinque amministrazioni sono stati trattati separatamente, poiché  i competenti uffici comunali hanno dichiarato di non avere strutture in aree a rischio, così giustificandosi (parzialmente) dal non essersi premuniti in azioni di prevenzione e pianificazione. Nel 77% dei comuni pugliesi monitorati sono presenti abitazioni in aree a rischio,nel 54% interi quartieri e nel 69% fabbricati industriali. Nonostante il territorio denoti tali carenze, nessun comune ha ancora avviato interventi di delocalizzazione sia delle abitazioni che dei fabbricati industriali dalle aree a più  alto rischio. Tuttavia, l’85% dei comuni si è dotato di un piano d’emergenza e il 62% lo ha aggiornato negli ultimi due anni. Solo nel 15% dei casi sono state organizzate attività  di informazione rivolte alla popolazione e il 38% dei comuni dispone di una struttura di protezione civile operativa h24. Solo i comuni di Gravina in Puglia (Ba), Anzano di Puglia (Fg) e Roseto Valfortore (Fg) raggiungono la sufficienza grazie alla manutenzione delle opere di difesa idraulica, al piano d’emergenza, alle attività di informazione e sensibilizzazione alla popolazione e ai vincoli di edificazione nelle aree a rischio. Insufficienti invece i piani antirischio dei comuni di Castelluccio Valmaggiore (Fg), Chieuti (Fg), Celenza Valfortore (Fg), Castrignano del Capo (Le), Sant’Agata di Puglia (Fg), Rocchetta Sant’Antonio (Fg), Canosa di Puglia (Bt), Spinazzola (Bt) Serracapriola (Fg) e Biccari (Fg) per la presenza di strutture in aree a rischio idrogeologico e la mancanza di interventi di prevenzione e di attività di pianificazione d’emergenza e di informazione.

(immagine tratta da 3bmeteo)

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