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Clinica S.Michele, l’attesa ora è per l’autorizzazione sanitaria

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
7 Novembre 2010
Manfredonia //

Lavoratori clinica San Michele (St)
Autorizzazione sanitaria: attesa lavoratori clinica S.Michele (St)
Manfredonia – CASA di cura San Michele di Manfredonia: sembra arrivato il momento della verità per il futuro della clinica sipontina, dopo le recenti dichiarazioni del legale Raffaele Castriotta ( Il legale: “Incontro con Fiore e poi riapriamo”), dopo gli appelli dell’onorevole Michele Bordo ( Moniti on. Bordo: “Daunia Medica rispetti gli impegni, Vendola incontri i lavoratori) il quale ha esortato Vendola “ad incontrare i lavoratori” e la srl Daunia Medica a “rispettare gli impegni presi a livello gestionale”.

Ma al di là dei moniti e dei proclami, l’attesa ora è per i prossimi incontri tra i vertici della società con sindacati provinciali ed assessore alla Sanità Tommaso Fiore. Un incontro che precede le dichiarazioni dello stesso deux ex machina della sanità pugliese, il quale ha sostenuto (così allineandosi alle disposizioni del non ancora deliberato piano di rientro) “l’inderogabilità del rispetto dei tetti di spesa”. In primis per le strutture sanitarie private.

Necessario dunque ricostruire l’intera vicenda della clinica San Michele ma innanzittutto comprendere i requisiti normativi necessari per il conseguimento – da parte della Daunia Medica – dell’autorizzazione sanitaria. Questo mentre la III sez. del Tar di Bari ha bocciato nuovamente il ricorso presentato dalla srl di Manfredonia per l’annullamento della revoca sanitaria di giugno. Bordo ha chiesto un atto di Vendola a riguardo, ma a questo punto solo la partenza delle nuove attività – con connessa autorizzazione ex novo – potrebbe consentire il mantenimento in vita della clinica.

Innanzittutto, detto che con delibera di Giunta regionale n.1415 del 14 giugno 2010 la Regione Puglia, dopo i controlli dell’Asl, aveva decretato la revoca dell’autorizzazione sanitaria per le branchie precedentemente in essere di Gastroenterologia-Oncologia e Pneumologia. Da quel momento: ricorsi al Tar della Puglia della Daunia Medica (fino al Consiglio Stato che ha dato nuovamente ragione ad Asl e Regione), oltre all’attivazione della Cigs in deroga per i lavoratori, fino ai piani di riconversione della clinica (in Lunga degenza e Geriatria, per un totale di 35 posti letto), nonché i 15 esuberi – stabiliti dalla società – con una raccomandata, dello scorso 6 settembre, inviata ai lavoratori.

Lavoratori e pubblica opinione in attesa ora dell’autorizzazione sanitaria iper la partenza delle nuove discipline. Quali i requisiti da rispettare ? Quali gli obblighi per il datore di lavoro ? Quali le prerogative di legge alle quali dovranno attenersi i tecnici delegati per i controlli. Intanto con la proroga della Cigs annunciata dal ministro Sacconi gli stessi esuberi potrebbero tornare in discussione.

Della riapertura della clinica se ne parla dallo scorso luglio (prima ancora del parere di compatibilità dell’Ares Puglia). Ripresa delle attività confermata anche dalla società Daunia Medica nei mesi successivi (si pensi alle note di luglio dell’amministrazione Salatto). Ma ad oggi – fine ottobre 2010 – permane ancora uno stato di incertezza relativamente alla riapertura della clinica. Questo mentre l’Asl/Foggia ha stanziato – con delibera del 12 ottobre 2010- complessivi 20.103.943,00 euro relativamente ai tetti di spesa per l’anno 2010 per le cliniche private “istituzionalmente o provvisoriamente accreditate”, mentre “per la definizione dei rapporti” con la CdC San Michele l’Asl/Fg ha accantonato una somma pari a 2.050.000 di euro. Tetto di spesa – che come confermato a Stato dal legale della srl Raffaele Castriotta – non sarebbe sufficiente per la gestione della struttura (ivi compresi i lavoratori: 42, senza dimenticare le 5 unità attualmente in vertenza con la clinica, con procedimenti giudiziari in corso). In precedenza era stata pari a 3,3 milioni di euro la somma stanziata dall’Asl per i tetti di spesa relativi alla gestione. L’otto novembre un incontro a Foggia nella clinica Santè Club tra Salatto e sindacati per la discussione sui tetti di spesa delle cliniche private della Capitanata.

SITUAZIONE LAVORATORI – Dopo l’accordo dello scorso 4 ottobre, con partenza ammortizzatore sociale dallo agosto 2010, è stata sottoscritta la Cigs in deroga per le 42 unità attualmente occupate nella clinica. Dato che la sottoscrizione della Cigs, come detto dall’avvocato Castriotta, era risultata “compatibile con la crisi dell’azienda”. Ora la possibilità di proroga della Cigs “con parte della riduzione del personale che potrebbe rientrare”. Ma l’attesa principale resta come detto quella relativa al conseguimento – da parte della società – dell’autorizzazione sanitaria.

QUALI GLI ADEMPIMENTI NECESSARI PER IL CONSEGUIMENTO DELL’AUTORIZZAZIONE – Ora, in attesa del deposito della domanda relativa all’autorizzazione per le nuove discipline sanitarie, va fatta innanzitutto chiarezza sugli adempimenti utili per il rilascio all’esercizio delle attività sanitarie. Evidenziato come per autorizzazione s’intenda “un atto giuridico che ha la natura della rimozione di un divieto”, i processi autorizzativi riguardano, rispettivamente, la realizzazione di strutture e l’esercizio delle attività sanitarie. La realizzazione di strutture è subordinata ad un parere di compatibilità espresso dalla Regione Puglia, mentre l’esercizio delle attività è subordinato alla verifica del posseso, da parte dell’impresa che lo richiede, dei requisiti “pre-dichiarati ed oggettivamente posseduti”. Si ricorda infatti che la revoca del 14 giugno 2010 relativa all’autorizzazione sanitaria della CdC San Michele era stata stabilita – tra l’altro – per il “mancato possesso dei requisiti strutturali, impiantistici e tecnici e organizzativi minimi per l’esercizio dell’attività sanitaria (….)”. Requisiti dettati dal DPR 14.01.1997 ed ulteriore requisiti regionali. Si ricorda che l’adozione del provvedimento della Regione – come si legge nella delibera del 14 giugno – rappresentò inoltre “un atto dovuto e vincolato nonché ineludibile ed improrogabile stante l’urgenza di tutelare nelle forme più assolute il diritto alla tutela della salute dei pazienti e degli operatori della casa di cura all’esame”. Ora, sempre relativamente alle pratiche relative ai processi autorizzativi, all’atto della richiesta di autorizzazione all’esercizio sanitario il rappresentante legale dell’impresa ricorrente (la Daunia Medica srl, in questo caso) dovrebbe produrre (in base a normative regionali) una dichiarazione attestante il possesso da parte della struttura dei “requisiti relativi alla salute ed alla sicurezza dei posti di lavoro”, nonché di ”aver ottemperato agli obblighi ed adempimenti previsti dal D.L.gs 626 (Testo unico sulla sicurezza – decreto legislativo del 19 settembre 1994, nel frattempo modificato, ndR).

OBBLIGHI PRESCRITTI AL DATORE DI LAVORO DALLA 626 – VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA SALUTE E LA SICUREZZA – Si ricorda inoltre che fra gli obblighi prescritti al datore di lavoro dalla 626 (riferimento all’Art. 4), rientrano – fra l’altro – l’evitare i rischi; la valutazione dei rischi che non possono essere evitati; la riduzione dei rischi alla fonte e informare i lavoratori sui rischi che derivano dalle attività svolte (art.21 e art.22, formazione ed informazione); fino all’adeguare il lavoro all’uomo “attraverso opportuni accorgimenti nell’ambiente di lavoro, nelle attrezzature e nei metodi di produzione e (…) formare i lavoratori all’uso corretto di macchinari, attrezzature e dispositivi in uso”.

DOCUMENTO PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA SALUTE E LA SICUREZZA (DVR – LEGGE 626/94, ART.17 comma 1 lettera a) – Per i contenuti del documento il legislatore ha ritenuto di aggiungere – successivamente – ulteriori significativi elementi di precisazione: la data certa del documento; l’obbligo di individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri; l’indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; l’individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici (…)Viene finalmente esplicitato in nel testo legislativo che, previa richiesta, il DVR al pari del DUVRI (Documento unico di valutazione dei rischi per le interferenze), deve essere consegnato in copia all’RLS (rappresentante lavoratore per la sicurezza).

ART.21 E ART.22 LEGGE 626/94: INFORMAZIONE E FORMAZIONE DEI LAVORATORI – In base a quanto stabilito dall’art. 21 (Informazione dei lavoratori): 1. Il datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva un’adeguata informazione su: a) i rischi per la sicurezza e la salute connessi all’attività dell’impresa in generale; b) le misure e le attività di protezione e prevenzione adottate; c) i rischi specifici cui è esposto in relazione all’attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia; d) i pericoli connessi all’uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica (…). ART. 22 – Formazione dei lavoratori – 1. Il datore di lavoro, i dirigenti e i preposti, nell’ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, assicurano che ciascun lavoratore, ivi compresi i lavoratori di cui all’art. 1, comma 3, ricevano una formazione sufficiente ed adeguata in materia di sicurezza e di salute, con particolare riferimento al proprio posto di lavoro e alle proprie mansioni. 2. La formazione deve avvenire in occasione: a) dell’assunzione; b) del trasferimento o cambiamento di mansioni; c) dell’introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi. 3. La formazione deve essere periodicamente ripetuta in relazione all’evoluzione dei rischi ovvero all’insorgenza di nuovi rischi. 4. Il rappresentante per la sicurezza ha diritto a una formazione particolare in materia di salute e sicurezza, concernente la normativa in materia di sicurezza e salute e i rischi specifici esistenti nel proprio ambito di rappresentanza, tale da assicurargli adeguate nozioni sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi. 5. Il lavoratore incaricato dell’attività di pronto soccorso, di lotta antincendio e di evacuazione dei lavoratori deve essere adeguatamente formato (…)

IN ATTESA DELL’AUTORIZZAZIONE, IN ATTESA DEI CONTROLLI – In conclusione, i requisiti minimi – come da legge – per l’esercizio dell’attività sanitaria, elencati nel testo in alto (requisiti ai quali andrebbero aggiunti anche l’eliminazione delle barriere architettoniche, di cui al Dpr del 24 luglio 1996 n.503 “Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici” e al D.M. 236 del 14 giugno 1989 – “Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche”) dovranno essere verificati in sede di controllo da un ente preposto della Regione Puglia (Asl/Fg).


g.defilippo@statoquotidiano.it

13 commenti su "Clinica S.Michele, l’attesa ora è per l’autorizzazione sanitaria"

  1. Tutti sanno che per condurre qualsiasi attività ci sono gli obblighi di legge e regolamenti da rispettare ,i collaboratori esterni della daunia medica non lo sapevano e nemmeno Ciliberti ecco perchè hanno chiuso in pochi mesi.Ora penso che con L’entrata nell’amministrazione del Dott. Salatto esperto nel settore , il personale e le istituzioni non devono preoccuparsi per gli obblighi delle leggi perchè saranno rispettati.Ora serve che la clinica riapre per il paese ,gli ammalati e per i lavoratori. Per ora non aggiungo altro. Giuseppe Lei ci tenga sempre informati grazie .UN saluto

  2. Signor direttore,sarei felicissimo che la casa di cura aprisse a dicembre(affermazioni del legale).
    Ma i requisiti minimi previsti per geriatria e lungodegenza dove sono?Si vuole continuare sempre nell’illegalita’?Si vuole continuare a giocare sulla pelle dei lavoratori?
    Signor direttore,perche’ non pubblica sul sito in grande evidenza le linee guida che riguardano i reparti di geriatria e lungodegenza?Cosi’ almeno gli scettici che non vogliono guardare in faccia alla realta’ si rendono conto che si sta giocando un brutto scherzo sulle spalle dei lavoratori.CIAO

  3. Signor direttore,voci di corridoio dicono che nel 2008 il signor salatto ha avuto dalla regione i 10 posti di oncologia,questo vuol dire che qui qualcuno ci marcia da parecchio tempo.
    Oltretutto la regione gia’ nel 2002 non aveva dato l’autorizzazione(dalla delibera di chiusura).
    Ma allora di che cosa stiamo parlando?
    CiaO.

  4. Salve,tutti sanno che ci sono i requisiti,regolamenti, obblighi di legge da rispettare per ogni attività chi non lo sapeva erano solo i collaboratori esterni della daunia medica (pagati profumatamente)e Ciliberti.Hanno fatto chiudere la clinica in pochi mesi. Ora con l’entrata del Dott. Salatto nell’amministrazione della Clinica sicuramente farà tutto nel rispetto delle leggi, il passato bisogna superarlo sperando che i consiglieri della società non siano sempre gli stessi altrimenti la vedo male visto i risultati precedenti .Auguri a tutti e grazie a Giuseppe de Filippo

  5. Salvatore il dr.Salatto e’ sempre stato nella società prima in veste di amministratore delegato e poi come consulente.Le strutture dello stesso sono a norma?Ma e’ lo stesso che e’ indagato per la truffa ai danni dell’asl con richiesta di 21 milioni di euro?

  6. vedi che a sostegno del Dott Salatto sono scesi in piazza tutti i lavoratori un motivo ci sarà, cosa che non abbiamo potuto fare noi

  7. Ognuno è libero di pensare come vuole ho espresso un mio pensiero lei ha espresso il suo siamo a posto un cordiale saluto

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“Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.” – Valerio Albisetti

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