Cronaca

Decessi ai Riuniti. Fiore a Stato: no malasanità. Lunedì gli ispettori


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Corsiaospedale, immagine d'archivio

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Bari – L’ASSESSORE alle Politiche della Salute,Tommaso Fiore, ha risposto oggi alla richiesta del Presidente della Commissione Parlamentare della Camera dei Deputati, Leoluca Orlando in ordine ai distinti decessi (Bari e Foggia) accaduti nelle Aziende Ospedaliero Universitarie di Puglia. Nel testo, mandato per conoscenza al Presidente della Commissione Parlamentare del Senato, Ignazio Marino, al Ministro della Salute Ferruccio Fazio, ai Rettori delle Università degli Studi di Bari e di Foggia nonché al Presidente della Giunta, Nichi Vendola. , Fiore scrive come “la stampa nazionale ha dato grande risalto ad episodi occorsi in Puglia attribuiti in modo sbrigativo e superficiale a “malasanità”, mentre invece esprime lo stesso assessore rimarca nel testo la propria soddisfazione per “l’iniziativa della Commissione e di quella del Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che ha disposto una visita ispettiva, in quanto sarà cosi possibile rapidamente ed autorevolmente chiudere le due distinte vicende”.

 

VICENDA FOGGIA – Per quanto attiene al decesso dei due neonati presso l’Azienda Ospedaliero – Universitaria “Ospedali Riuniti” di Foggia, “nessuna infezione di reparto si è manifestata nella terapia intensiva neonatale”, dice Fiore. Difatti i due neonati sarebbero morti per cause diverse. VICENDA BARI – Per quanto attiene al decesso dell’anziano paziente occorso al Policlinico di Bari, il trasporto del paziente era terminato. L’ambulanza era ferma e l’incidente si è verificato perché il paziente ha improvvisamente aperto il portellone posteriore dall’interno invece di seguire l’invito della infermiera accompagnatrice che era scesa dal portellone laterale ed invitava il paziente a seguirlo. Il comportamento del paziente non era prevedibile perché durante la permanenza precedente nel Pronto Soccorso non era stata riscontrata patologia neurologica o psichiatrica e il paziente appariva, al contrario, collaborante. In ogni caso, la Direzione dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria “Policlinico”, che nei trasporti interni assicura la presenza di personale in numero e qualifiche adeguate, ha già verificato la coerenza della procedura di trasporto in oggetto con il manuale di qualità e le disposizioni in materia. Accludo, per opportuna conoscenza della Commissione da Lei presieduta le note a me sin qui pervenute, con riserva di inviare ulteriore documentazione. L’occasione mi è gradita per porgerLe i miei più distinti saluti

 

LA VICENDA – si ricorda che la procura della Repubblica di Foggia ha aperto un fascicolo d’indagine in merito ai decessi di due neonati, avvenuti tra il 18 e il 24 dicembre del 2009, morti entrambi, a poche ore di distanza dal parto, all´interno del reparto di terapia intensiva degli Ospedali Riuniti di Foggia. Il dubbio degli inquirenti è che la morte dei due bimbi sia stata dovuta alla setticemia (o sepsi , putrefazione, malattia sistemica causata dalla contemporanea presenza di Sirs – Systemic Inflammatory Response Syndrome- e Infezione, presunta o documentata. A causa della sua natura particolarmente aggressiva e multifattoriale, la sepsi conduce rapidamente a morte e costituisce la principale causa di decesso nelle terapie intensive non coronariche di tutto il mondo, con tassi di letalità che vanno dal 20% per la sepsi al 40% per la sepsi grave, ad oltre il 60% per lo shock settico: umulativamente, nel mondo muoiono per sepsi circa 1400 persone al giorno). Trenta complessivamente gli indagati, tra personale medico, ostetrici e dirigenti, ovvero il personale che ha seguito l’andamento delle cartelle cliniche dei due neonati. L´incubo per le due famiglie coinvolte nella triste vicenda è cominciato il 18 dicembre, quanto Giorgia, come confermato dal padre della bimba Mario Mavilia, era nata da soli due giorni. Il padre della bimba ha perciò raccontato del rapido trasferimento della figlia, dopo il parto cesareo, nel reparto di terapia intensiva neonatale dei Riuniti di Foggia “per un problema di tipo respiratorio”, fino all’ammissione da parte di una dottoressa di presenza di setticemia, una infezione batterica che come detto, “dopo diversi arresti cardiaci e altre crisi respiratorie”, ha portato al decesso della bimba. Anche Samuele, come confermato dal padre Giuseppe Volpe, era nato da un parto cesareo, con il peso di soli 1,8 chili. La notte del 24 dicembre il bambino avrebbe avuto una crisi prima del decesso finale. Già effettuata l’autopsia su entrambi i corpi dei bambini.

 

LE DICHIARAZIONI DI FIORE A STATO – “Credo che per la vicenda di Foggia non si possa parlare in alcun modo di malasanità o di errori clinici – conferma l’assessore Fiore alla redazione di Stato – non è risultato nulla, alcuna difformità di trattamento sanitario che ci possa indurre a parlare di una procedura errata”. Per Fiore si potrebbe parlare infatti di “miglioramento della procedura” nel reparto clinico di Foggia “solo nel caso di errori reali commessi da parte di dipendenti delle Aziende ospedaliere sanitarie”. INDAGINI PROCURA REPUBBLICA FOGGIA: “L’inchiesta è stata anche allagata a più persone – dice Fiore – ma questo non vuol dire in alcun modo che gli avvisi di garanzia mandati dalla Procura di Foggia possano essere riconducibili al reperimento di un vero responsabile (potrebbero essere una quarantina, o forse più, i nomi attualmente sotto inchiesta, in considerazione di nuovi mandati di Garanzia mandati dalla Procura del capoluogo dauno ndR). Fiore aggiunge inoltre che: “la coabitazione tra le due culle, comunque distanti fra loro, dei bambini morti ai Riuniti è durata non più di quattro ore, in un reparto come quello di Foggia che resta comunque una struttura di ottima valenza professionale” (Fiore ha aggiunto come siano quasi 3mila all’anno i parti effettuati nella struttura ospedaliera foggiana). “Se un bimbo fosse morto il 18 dicembre e l’altro un anno dopo – dice Fiore – non si sarebbe sicuramente sollevato un caso di portata mediatica così eclatante”. PARTI CESAREI: “Che ve ne siano troppi in Puglia è palese – dice Fiore – ma nel mondo non è oggi possibile relazionare il tasso di mortalità, nell’attivazione di questa procedura, e gli errori operati da responsabili sanitari. E comunque – dice ancora Fiore – l’ospedale di Foggia è quello che detiene le percentuali più basse nella nascite di bambini con parti cesarei”. RISPOSTA A PALESE: E’ UN MEDICO, POTEVA ESSERE PIU’ PRUDENTE NELLE PAROLE – Al consigliere Palese (che ieri aveva fatto richiesta di un nucleo ispettivo esterno per i casi di Foggia e Bari, oltre ad affermare che la colpa di quanto successo, nelle cliniche regionali, è relazionabile alla ‘anarchia ed incapacità del centrosinistra di governare la realtà sanitaria regionale” ndR) Fiore ha risposto: “dichiarazioni incaute, in considerazione che lo stesso Palese è anche medico, in ogni modo – ha concluso l’assessore – lunedì pomeriggio sarà presente a Foggia il nucleo ispettivo esterno ordinato dal ministro Fazio, credo l’autorevolezza delle figure interessate alle ispezioni potrebbero chiudere, defitivamente, il caso”. In ogni modo “i particolari clinici sulla vicenda – conclude Fiore – sono stati divulgati tramite una relazione al Senato”.

Decessi ai Riuniti. Fiore a Stato: no malasanità. Lunedì gli ispettori ultima modifica: 2010-01-08T19:27:44+00:00 da Girolamo Romussi



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