Cronaca

‘Il sistema’: truffa di funzionari dei Vigili del Fuoco di Bari


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immagine d'archivio, non relativa a persone e/o fatti (da adnkronos)

Bari – CONCUSSIONE, peculato, falso materiale ed ideologico in atto pubblico, nonchè truffa aggravata contro la Pubblica Amministrazione: questi i reati di cui sono stati accusati 3 dipendenti del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Bari, destinatari dei provvedimenti restrittivi, da parte dei militari del Nucleo di Polizia Tributaria del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari, che hanno eseguito, stamane, 3 ordinanze di custodia cautelare domiciliari, oltre a numerose perquisizioni effettuate tra uffici pubblici, abitazioni e studi professionali.

 

LE INDAGINI – l’inchiesta dei militari del Nucleo di Polizia Tributaria del Comando Provinciale della di Finanza di Bari è partita dal 2005, tramite l’utilizzo di intercettazioni telefoniche, che hanno interessato la Provincia di Bari e di Foggia, documentando l’esistenza di un “abuso sistematico dei poteri” da parte di taluni dipendenti del Comando Provinciale dei Vigili del fuoco di Bari, i quali, “strumentalizzando la qualifica soggettiva rivestita nell’ambito dell’Ufficio Pubblico”, avrebbero dato origine, e/o comunque alimentata, una vera e propria “corsia preferenziale” illeggitima, finalizzata al rilascio dei certificati di prevenzione incendi, a fronte di corresponsioni di denaro e utilità varie da parte di professionisti e imprenditori. Il sistema illecito, posto in essere dagli infedeli dipendenti dei VVF, si avvaleva della collaborazione di alcuni professionisti e di altri pubblici ufficiali, i quali esercitavano “in nero” una seconda professione e, nel contempo, fungendo da “collettori” dei funzionari dei VVF canalizzavano le richieste prodotte dai soggetti richiedenti, assicurando loro il buon esito. Pertanto, i vari utenti sarebbero stati costretti, e/o indotti, ad affidare, dietro remunerazione, le “pratiche di prevenzione incendi” ai predetti professionisti di fiducia.

 

I DESTINATARI DEL PROVVEDIMENTO – MICUNCO- Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi personali emessi vi è il Comandante Provinciale dei VVF di Bari, Giovanni Micunco, al quale, tra l’altro, sono stati contestati reati quali truffa aggravata, falso e peculato, per aver utilizzato, a scopi personali, automezzi e personale del dipendente del locale Comando VV.F. dallo stesso diretto. Nello specifico, con la misura in argomento il Gip del Tribunale di Bari, presso la locale Procura della Repubblica, ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari per le seguenti situazioni: Micunco, nell’anno 2005, avrebbe costretto i titolari di una azienda di traslochi barese (la ‘Bravi Spedizioni di Bari) ad effettuare “in modo gratuito”, in proprio favore, il trasloco delle masserizie dall’alloggio di servizio alla sua privata abitazione; tra gli anni 2005-2006, Micunco avrebbe costretto un imprenditore del “Baricentro”, “Tatone”, a fornirgli, a più riprese, omaggi ed addobbi natalizi; nell’anno 2007, costringeva il responsabile barese della società Ikea, in relazione al rilascio di un certificato prevenzione incendi (38612), a elargire varie utilità ed in particolare: : la raccomandazione per l’assunzione presso l’Ikea di una sua conoscente; il pagamento di un cena presso il ristorante “El Churasco” di Bari; la consegna, per la sala C.do VVF di Bari, di 20 poltrone tipo “Solsta” del valore di 1.180 Euro – scelte dal Micunco; nell’anno 2007, unitamente all’ing. dei Vigili del Fuoco Luigi Cippone ed al libero professionista Rocco Uva (in relazione alla pratica nr. 2170 c.d. “Area Bersaglio” riconducibile alla società DEC s.p.a. del Gruppo De Gennaro), al fine di scongiurarne il rigetto presso il competente ufficio comunale (dal momento che risultava incompleta di un essenziale elaborato grafico), provvedevano a creare successivamente apposita tavola tecnica mancante, sulla quale venivano apposte ovviamente false date di approvazione; maggio 2007, in concorso con i funzionari della Regione Puglia Michele Di Leone e Giuseppe Bellomo (componenti della Commissione Verifica per i depositi degli Olii Minerali), si faceva liquidare indebitamente una “indennità chilometrica” per utilizzo della propria autovettura privata; circostanza, questa, non vera in quanto Giovanni Minunco avrebbe impiegato un mezzo dell’amministrazione; nel luglio 2007, in concorso con l’ing. dei Vigili del Fuoco Luigi Cippone ed il vigile del fuoco Raffaele Speranza, Micunco, con gli uomini suddetti, avrebbe incaricato la ditta Euroclima Tecnologia srl (affidataria della manutenzione dell’impianto centralizzato di riscaldamento del C.do VV.F. di Bari), ad eseguire dei lavori di manutenzione sull’impianto di riscaldamento, dell’alloggio privato e personale di Micunco, così operando l’impresa è stata costretta ad emettere la relativa fattura con descrizione diversa dalla prestazione effettivamente eseguita. La piattaforma indiziaria ha permesso di acclarare che Micunco faceva uso sistematico e personalistico degli automezzi e del personale dipendente del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, in particolare lo stesso avrebbe distratto dall’ordinaria attività lavorativa il personale dipendente, per tornaconto personale, per eseguire la manutenzione della propria abitazione privata e per eseguire commesse varie.

 

CIPPONE – Luigi Cippone, come funzionario addetto all’ufficio prevenzione incendi presso il C.do Provinciale dei VV.FF., di Bari: nel 2007, con Micunco ed il libero professionista ingegnere Rocco Uva, in relazione alla pratica c.d. “Area Bersaglio” (riconducibile alla società DEC s.p.a. del Gruppo De Gennaro), al fine di scongiurarne il rigetto presso il competente ufficio comunale (dato che risultava incompleta di un essenziale elaborato grafico), i tre uomini avrebbe provveduto a creare una apposita tavola tecnica mancante, sulla quale sarebbero state apposte false date di approvazione; luglio 2007, Cippone, con Micunco e Raffaele Speranza, avrebbe incaricato la ditta Euroclima Tecnologia srl (affidataria della manutenzione dell’impianto centralizzato di riscaldamento del C.do VV.F. di Bari), ad eseguire dei lavori di manutenzione sull’impianto di riscaldamento, dell’alloggio personale del medesimo C.te Provinciale, successivamente inducendo la ditta esecutrice ad emettere la relativa fattura con descrizione diversa dalla prestazione effettivamente eseguita; dall’anno 2002 all’anno 2007, consolidava o comunque alimentava una prassi che prevedeva la dazione di denaro o altre utilità al fronte di una preventiva consulenza sulle istanze presentate nel settore della prevenzione da professionisti esterni, al fine di garantire la celerità ed il loro buon esito; in particolare costringeva: l’ingegnere Stefano Nardulli a versargli nel suo ufficio la somma in contanti di 1.200 euro per l’evasione di 7 pratiche; l’ingegnere Giustiniano Armenise a versargli la somma complessiva di 5.200 euro per l’evasione di n.8 pratiche; l’ingegnere Antonio Buono a versargli la somma di 800 euro per l’evasione di n.4 pratiche; l’ingegnere Franco Bargelli a versargli la somma di 500 euro per l’evasione di 3 pratiche.

 

MERCURIO: PRESUNTA CONCUSSIONE A RESPONSABILE LIQUIGAS DI FOGGIA- Rocco Mercurio nella sua qualità di funzionario dipendente dell’Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro di Bari: in concorso con altri soggetti pure dipendenti dell’Ispel di Bari, avrebbe costretto il responsabile della Liquigas alle sedi di Bari e Foggia, ad alimentare e consolidare un sistema di frode, che consisteva nel lasciare ai dipendenti della stessa ditta (Liquigas) il punzone recante il timbro dell’Istituto pubblico, per far figurare i collaudi di un rilevante numero di bombole vuote di gas, in realtà mai eseguiti dal predetto funzionario. In relazione a ciò, il suddetto funzionario, otteneva il pagamento di numerosi pranzi (oltre n.60 pasti per un totale di 2.620 euro) per le giornate in cui si era recato alla Liquigas di di Foggia, nonché la consegna di 26 ricevute fiscali attestanti la falsa circostanza della trasferta a Foggia (per un totale di circa € 500); attestando falsamente di essersi recato presso la Liquigas di Foggia attestava l’esecuzione di operazioni tecniche di revisione dei cosidetti bidoni d’acciaio (bombole) destinati a contenere Gpl propano, in occasione di n.8 fittizie sedute di collaudo; compilava note spese per missioni sul territorio nazionale, attestando falsamente di essersi recato in Foggia in 8 diverse circostanze, di aver sostenute spese per la consumazione di pasti, provvedendo in suo favore alla liquidazione e pagamento delle distinte e indennità chilometriche di trasporto strumenti e attrezzare, in danno dell’Ispels. In particolare, per Mercurio sarebbe stato ipotizzato, dal Pm delle indagini la dottoressa Francesca Romana Pirrelli, il reato di concussione (art.317- Nella legislazione italiana, il reato è disciplinato dall’articolo 317 del codice penale il quale recita: “Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, abusando della sua qualità e dei suoi poteri costringe o induce taluno a dare o promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro od altra utilità, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni” – L’abuso delle qualità e l’abuso dei poteri) e non corruzione, dato che lo stesso avrebbe intimato al responsabile della Liquigas di Foggia, Luigi Russo, che gli avrebbe in qualche modo “rimandato i collaudi” nel caso in cui lo stesso non si fosse attenuto al ‘sistema’ ideato dallo stesso Mercurio. Dunque: indennità relative a buoni pasti sia quando Mercurio si recava effettivamente a Foggia, che quando lo stesso non si recava, dato che anche se non si recava nel centro dauno Mercurio avrebbe comunque provveduto a farsi rilasciare delle ricevute fittizie relative al collaudo, con ricevute fiscali annesse (si ricorda che i collaudi tecnici erano di competenza dei dipendenti dell’Ispels- Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro ).

‘Il sistema’: truffa di funzionari dei Vigili del Fuoco di Bari ultima modifica: 2010-01-08T16:54:56+00:00 da Girolamo Romussi



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