Capitanata

Sant’Agata di Puglia, sciopero alla Soems. Russo: futuro ‘a rischio’. Ondretti: a Manfredonia ‘stasi’


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Sede centrale Soems Spa (image by Soems)

Sede centrale Soems Spa (image by Soems)

Foggia – Dallo scorso 4 gennaio, la Soems Spa di Sant’Agata di Puglia è presidiata dai lavoratori della ditta, in attesa “da mesi” di ricevere le retribuzioni arretrate, ma anche di “conoscere il futuro reale dello stabilimento”. Dopo un’assemblea tenutasi lo scorso 2 gennaio, la Fialc, sindacato del settore chimica, ha indetto uno stato di agitazione per protestare contro la “mancata corresponsione degli stipendi del mese di novembre e dicembre compresa la tredicesima”. “Da molti mesi si ripetono i ritardi nell’accredito degli stipendi. Ad un certo punto, dopo la dichiarazione dello sciopero di novembre, l’azienda ha iniziato a pagare lo stipendio di ottobre e si era impegnata a retribuire con regolarità le altre mensilità,( 13° mensilità e stipendio di novembre) ma anche in questo caso, non ha rispettato le scadenze concordate con il sindacato e i lavoratori” – ha detto Vincenzo Russo responsabile settore industria della Cisal – “Il 31 dicembre era il termine previsto per il pagamento della 13a e dello stipendio di novembre, termine ancora una volta non rispettato e che, ha indotto i lavoratori ad entrare in sciopero ad oltranza indetto dal sindacato Fialc (il sindacato del settore Chimica della Cisal)”. I tentativi di rassicurazione sul pagamento degli stipendi e sul futuro dell’azienda palesati da alcuni responsabili aziendali sono stati per ora “vani”: “ad oggi non ci sono garanzie sul pagamento degli stipendi e sul futuro della stessa Soems”, ha detto Russo. I lavoratori in questi giorni stanno presidiando i cancelli dello stabilimento Soems di S. Agata di Puglia e lo sciopero continuerà finché “non ci saranno reali garanzie di accredito degli stipendi e chiarezze sul futuro”.

 

LE DICHIARAZIONI DI RUSSO A STATO – LA SCADENZA DELLA CIGO – “A Sant’Agata di Puglia – dice Russo – venivamo da oltre un anno di Cigo (Cassa integrazione guadagni ordinaria: intervento a sostegno delle imprese in difficoltà che garantisce al lavoratore un reddito sostitutivo della retribuzione, spettante ad operai, impiegati e quadri delle imprese industriali in genere e delle imprese industriali e artigiane del settore edile e lapideo, esclusi gli apprendisti, in caso di sospensione o contrazione dell’attività produttiva per situazioni aziendali dovute a: eventi temporanei e non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori; situazioni temporanee di mercato. Le imprese sono tenute alla presentazione della relativa domanda alle sedi dell’Inps, entro 25 giorni dalla fine del periodo di paga in corso nella settimana in cui è iniziata la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro. L’importo corrisponde all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate. L’importo del trattamento ordinario non può però superare un limite massimo mensile stabilito di anno in anno (per il 2009 è di € 886,31 ed è elevato a € 1.065,26 in caso di retribuzione mensile superiore a € 1.917,48).I periodi di Cassa integrazione guadagni sono utili per il diritto e per la misura della pensione. La cassa integrazione può essere concessa per un massimo di 13 settimane, più eventuali proroghe fino a 12 mesi. In determinate aree territoriali il limite è elevato a 24 mesi. Per le imprese edili e per quelle del settore lapideo la durata massima, in caso di sospensione del lavoro, è di 13 settimane; è di 52 settimane quando deriva da una riduzione dell’orario di lavoro. Se il lavoratore in Cassa integrazione svolge contemporaneamente attività retribuita senza averlo prima comunicato alla propria sede Inps, decade dal diritto alla prestazione.In caso di comunicazione preventiva la prestazione è sospesa per la durata dell’attività lavorativa ndR), l’azienda continua ad offrire poche garanzie – continua Russo – credo che non ci sia proprio l’intenzione di risanare la situazione”.

 

SCIOPERO SOSPESO LO SCORSO 1 DICEMBRE – Lo scorso 1 dicembre gli scioperi alla Soems di S.Agata di Puglia (sede centrale in Via Paul Harris, a Mercato Saraceno FC) furono sospesi dalle rappresentanze sindacali dopo le assicurazioni sugli arrivi degli stipendi e sulla continuazione della produzione. Lo sciopero era stato proclamato per protestare “contro il mancato stipendio di ottobre”, per “scongiurare ulteriori mancanze di versamento degli stipendi a seguire e la conseguenza mancanza di prospettive produttive per il futuro”. Nell’incontro tra la il sindacato dei metalmeccanici Failms, il direttore di stabilimento Vito Pagliarulo e la proprietà nella persona di Marco Giampreti, furono affrontate le questioni relative alla Cigo, alla Cigs e al problema dei pagamenti degli stipendi. Giampreti confermò ai lavoratori che gli accrediti degli stipendi di ottobre e novembre sarebbero stati effettuati entro giovedì 3 dicembre, impegnandosi in prima persona ad accreditare anche lo stipendio di novembre e la 13° mensilità prima delle festività natalizie. Inoltre Giampetri riferì anche al sindacato che la proprietà stava lavorando per “garantire buone prospettive occupazionali e di lavoro per i dipendenti Soems di S. Agata di Puglia”. Come annunciato il 1 dicembre, in caso di un mancato rispetto delle promesse fatte ai lavoratori, i sindacati si erano impegnati per sospendere ogni forma di relazione con la ditta, chiedendo inoltre al direttore e alla proprietà centrale di “assumersi le responsabilità di quello che potrebbe succedere per le forme di protesta che i lavoratori vorranno adottare“.

 

LA DITTA – LA SITUAZIONE A MANFREDONIA: Si ricorda che la Soems spa opera nel settore dell’impiantistica elettrica da circa trent’anni e nel settore termoidraulico da circa dieci anni. Dispone di un capitale sociale di 6.600.000 di euro, interamente versati. La Soems S.p.A. è stata fondata nel 1978 da Ennio Giampreti. Nata per soddisfare il mercato locale dell’impiantistica civile, la ditta si è poi occupata del settore della pubblica illuminazione, in quello terziario e in quello industriale. Negli ultimi anni l’azienda ha allargato il proprio campo d’azione nel settore progettuale, in quello dell’automazione, nel controllo dei processi, negli impianti termoidraulici e di condizionamento nonché dell’impiantistica speciale del video-controllo, dei sistemi d’allarme e della rilevazione gas e incendi e delle reti cablate. La SOEMS S.p.A. opera nel settore di quadristica elettrica di potenza ed automazione; nel 1996, la Soems Spa si è dotata di una nuova sede in località Cella di Mercato Saraceno, in una zona industriale posta a fianco della superstrada E45 Roma-Ravenna. Dal 1997 è stato introdotto e gestito anche il settore termoidraulico che sta prendendo sempre maggior importanza. La ditta ha avviato nel 2003 delle nuove sezioni produttive negli stabilimenti Tuboplast srl di Manfredonia (con assorbimento dei lavoratori) e Santa Agata di Puglia (FG), anche grazie ai finanziamenti della Regione, derivanti da Patti territoriali. In totale, compreso i lavoratori di Foggia (statale per Bari, una quindicina di impiegati tecnici), sarebbero circa un centinaio i lavoratori impiegati nella ditta Soems Spa in Capitanata, con i 40 dipendenti di Sant’Agata di Puglia e i 30 di Manfredonia. Secondo Russo anche i lavoratori di Manfredonia sarebbero attualmente in cassa integrazione “ma ordinaria e non straordinaria” dato che per gli stessi non sarebbe ancora scaduto il periodo delle 52 settimane di Cigo (a Sant’Agata di Puglia si è avviato invece il periodo di Cigs dallo scorso 21 dicembre, alla scadenza come detto delle 52 settimane). Anche il segretario sindacale Egidio Ondretti ha confermato a Stato che “la situazione a Manfredonia non ha raggiunto il livello di tensione di Sant’Agata di Puglia, anzi – continua Ondretti – la società ha aperto un tavolo di confronto con i sindacati”, nonostante continui a permanere la situazione dei “30 lavoratori in Cigo a zero ore”. Lo scorso anno sarebbero stati una quindicina i dipendenti costretti alla ‘mobilità’, secondo i dati di Russo. “Il problema non è tanto il prodotto – ha detto Russo – ma una presunta mancanza di commesse. Il rischio di impresa continua a pagarlo sempre il lavoratore. Prima ci pagano un mese poi la situazione torna sempre nelle stesse logiche negative determinatesi in precedenza. Non sappiamo ancora – dice Russo – se riusciremo a contenere questa situazione di protesta, che va avanti da oltre un anno”. Il prossimo sabato 9 gennaio è prevista una nuova assemblea dei sindacati di categoria per “decidere i provvedimenti da adottare nel caso di un ulteriore rimando nel pagamento degli stipendi” e di una “visione ancora oscura della situazione reale dello stabilimento”. “Per ora possiamo parlare di un presidio democratico – conclude Russo – un domani, con dei padri di famiglia senza stipendi da mesi, non ne sarei così sicuro”.

Sant’Agata di Puglia, sciopero alla Soems. Russo: futuro ‘a rischio’. Ondretti: a Manfredonia ‘stasi’ ultima modifica: 2010-01-08T20:19:19+00:00 da Giuseppe de Filippo



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