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È tra gli strumenti più utilizzati ogni giorno

Il calendario: l’utilità di uno strumento antico quanto il mondo

Oggetto nato con le prime civiltà, le quali sentivano la necessità di scandire il tempo


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Oggi il mondo ci offre una vasta scelta di articoli tecnologici e non, oggetti e strumenti che possono soddisfare qualsiasi nostra esigenza, anche la più sciocca. Tra questi vi è uno in particolare, antico quanto il mondo che non cesserà mai di svolgere la propria funzione o non rischierà mai di diventare obsoleto: il calendario. Appeso alle pareti di case, uffici, laboratori, garage ecc., o semplicemente sottoforma di app telefonica, cosa sarebbe la nostra vita senza un calendario? Un immenso caos, sicuramente.

In un anno si succedono 356 giorni. Il tempo che scorre è stato incasellato in giorni, settimane e mesi dagli uomini che nel corso dei secoli hanno osservato e studiato i mutamenti e i movimenti del Sistema Solare, anche in tempi remoti e lontanissimi dalla nostra epoca, quando il pianeta Terra era ancora al centro di tutto l’universo.

In effetti, l’esigenza di disciplinare il tempo che passa è antica quanto la società stessa, quando il calendario nasceva con pochissime informazioni scientifiche a disposizione. Nel corso dei secoli il calendario era scandito soprattutto dai riti religiosi connessi alle divinità, come nel caso del calendario greco e romano. Oggi il sistema è cambiato, ma tanto di quel substrato culturale ha influenzato il calendario dei tempi odierni nelle sue festività, ponti e ricorrenze varie. Feste come la Pasqua o il Carnevale, ad esempio, le quali altro non sono che l’interpretazione cristiana di feste già esistenti prima dell’avvento di Gesù Cristo, feste legate alla nuova stagione, al nuovo periodo di rinascita che gli uomini salutavano celebrando i loro dei. Oggi non esistono più tali culti, ma la loro influenza culturale si sente chiara e tonda nel calendario ancora oggi.

Dare un’occhiata al calendario, in qualsiasi forma esso sia, è una delle azioni quotidiane più comuni che compiamo nella vita di tutti giorni, a volte anche senza accorgercene. Apriamo il calendario per sapere qual è il santo del giorno, lo consultiamo per prendere un appuntamento, gli lanciamo uno sguardo semplicemente per contare quante settimane mancano al prossimo ponte festivo. In un anno si contano circa 15 feste segnate sul calendario con i caratteri in rosso, senza contare i vari ponti che possono modificarsi nel corso del tempo.

Tra queste ci sono le festività cristiane come il Natale, l’Epifania, la Pasqua e il Lunedì dell’Angelo, l’Immacolata Concezione e la festa di Ognissanti. Esistono poi anche le festività laiche, come quelle istituite dallo Stato: la Festa della Liberazione, la Festa del Lavoro e la Festa della Repubblica, avvenimenti celebrati ogni anno dalle autorità pubbliche e politiche a beneficio degli studenti e dei lavoratori che, per queste giornate, restano a casa. La maggior parte, almeno. Grazie al calendario, possiamo sapere già in maniera facile e veloce in che giorno cadrà la Festa del Lavoro e, soprattutto, se si sarà fortunati con i ponti di festa, soprattutto per i ragazzi che vanno a scuola. Forse, in ragione di ciò, gli studenti sono i più frequenti ad utilizzare il calendario, quando aprono il loro diario suddiviso nei nove mesi scolastici e segnano date di compiti, interrogazioni, esercitazioni e quanto altro. Uno strumento senza il quale nessuno sopravvivrebbe.

Capita che il calendario compia delle sorte di oscillazioni nel suo percorso standard, come nel caso degli anni bisestili, ma per il resto il suo schema fisso che si alterna da secoli (quello del calendario gregoriano, istituito nel 1582 da Papa Gregorio XIII) è l’istituzione più longeva che abbiamo, senza il quale saremmo probabilmente persi in balia del tempo che scorre inesorabile. Un calendario non fermerà l’avanzata del tempo, ma ci darà un sospiro di sollievo nel saperlo amministrare.

Il calendario: l’utilità di uno strumento antico quanto il mondo ultima modifica: 2019-05-08T12:36:50+00:00 da Redazione



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