Margherita di Savoia, 8 maggio 2026. È ufficialmente iniziata la raccolta della Cipolla Bianca di Margherita Igp, eccellenza pugliese che resterà sul mercato fino ad agosto, mentre la produzione di quest’anno risente delle abbondanti piogge che potrebbero determinare un calo stimato fino a 6mila quintali.
In un contesto climatico opposto rispetto al 2025, il Consorzio punta a rafforzare i propri punti di forza, in particolare la qualità certificata della produzione e del lavoro delle imprese di confezionamento.
«Il Consorzio da parte sua sta cercando di rispondere a queste difficoltà spingendo sui suoi punti di forza – spiega Giuseppe Giacomantonio, presidente del Consorzio per la valorizzazione e la tutela della Cipolla Bianca di Margherita Igp -: oltre alla qualità della produzione anche quella del lavoro certificato, svolto dalle imprese di confezionamento».
Contestualmente all’avvio della campagna, sono stati presentati anche i risultati di un progetto su sostenibilità e meccanizzazione della filiera, sviluppato con l’Università di Foggia e finanziato dal Ministero dell’Agricoltura. L’iniziativa si è svolta direttamente nei campi, negli arenili di località Aloisa, con la partecipazione di studenti e docenti dell’ateneo foggiano, tra cui Angela Libutti, Francesco Lops e Roberto Romaniello del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimenti, Risorse Naturali e Ingegneria.


Il progetto ha l’obiettivo di migliorare redditività, competitività e sostenibilità dell’intera filiera produttiva.
Giacomantonio ha spiegato le strategie messe in campo per affrontare le criticità legate al meteo e ai costi: «Per fronteggiare l’eccesso di piogge, ci stiamo muovendo su due livelli – prosegue Giacomantonio -. Il primo con la ricerca mirata per difendere le cipolle da parassiti animali e vegetali specifici della specie coltivata, patogeni dell’apparato radicale ed erbe infestanti. E questo utilizzando sempre più tecniche amiche della specie umana, con conseguente miglioramento anche della qualità del prodotto. Il secondo livello di intervento riguarda i costi di produzione, con la conseguente ricerca di strumenti e attrezzature capaci di ridurre l’elevato costo della manodopera. Nello specifico, presentiamo oggi, per la prima volta, una trebbiatrice ad hoc capace di intervenire sulle infiorescenze del nostro territorio. È stata realizzata proprio grazie al progetto portato avanti con l’Università di Foggia. Si tratta di una macchina in grado di recuperare il seme dalle infiorescenze delle piante di cipolla raccolte nella stagione precedente, in modo efficiente ma soprattutto ottimale per la garanzia di un alto grado di germinabilità – prosegue -. Operazione che oggi viene eseguita in modo manuale, con dispendio di numerose ore di lavoro e bassa efficienza. Non possiamo non considerare che l’orientamento verso operazioni meccanizzate, a oggi, sia una condizione necessaria per più motivi. Primi fra tutti, le mutate condizioni socio-economiche del territorio e la scarsa propensione delle nuove leve al lavoro manuale».
La Cipolla Bianca di Margherita Igp viene coltivata non in terreno agricolo tradizionale, ma nelle sabbie del litorale adriatico a sud del Gargano, in un’area di alto valore ambientale tutelata dalla Convenzione Ramsar del 1979, tra Margherita di Savoia, Zapponeta e Manfredonia. Il Consorzio, riconosciuto nel 2016, riunisce venti aziende agricole, due cooperative di produzione e quattro imprese di confezionamento.



