Manfredonia

Asl ribadisce: ospedale Manfredonia non chiude, sarà potenziato


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Il tavolo dei relatori (statoquotidiano@)

Manfredonia – L’OSPEDALE “San Camillo De Lellis” non chiuderà. Come ribadisce l’Asl/Foggia in una nota lo hanno affermato l’assessora regionale alle Politiche della Salute Elena Gentile e il direttore generale della ASL della provincia di Foggia Attilio Manfrini nel corso di una conferenza stampa tenutasi stamani a Manfredonia. L’incontro, a cui hanno preso parte anche il sindaco del comune sipontino Angelo Riccardi e parte della giunta comunale, si è presto trasformato in un dibattito pubblico a cui non si sono sottratti l’assessore Gentile e il manager Manfrini, consapevoli della rilevanza dell’argomento e desiderosi di chiarire definitivamente le scelte di Regione e ASL in merito all’ospedale cittadino.

“Abbiamo dovuto chiudere oltre 20 ospedali – ha chiarito l’assessora Gentile – Chiuderanno tutti i punti nascita indicati negli atti deliberativi regionali per scelte che la Regione ha subìto, e probabilmente saremo costretti a chiuderne altri l’anno prossimo. Il nostro tentativo è sotto gli occhi di tutti: ripensare le strutture ospedaliere, che abbiamo dovuto dismettere, come luoghi dove la medicina del territorio incontri la cultura ospedaliera, dove è possibile attrezzare un livello di presa in carico dei bisogni che corrisponda per davvero alla stragrande maggioranza della domanda di salute che i cittadini pongono”.

Evitando la mera elencazione dei progetti realizzati a Manfredonia, oggi sotto gli occhi di tutti, a chiara dimostrazione della volontà di mantenere in attività l’ospedale cittadino, Manfrini ha chiarito entro quali limiti Regione e ASL possono muoversi. “Tutto quello che facciamo deve essere fatto all’interno di regole, nel rispetto delle programmazioni nazionali e regionali. Se non facessimo così, resteremmo sempre in piano di rientro, situazione che ci costringe a queste difficoltà. Ci sono vincoli per la spesa del personale: centinaia di dipendenti andati in pensione in questi anni non sono stati sostituiti a causa del blocco del tourn over. Questa ASL infatti avrebbe bisogno di altri 500 dipendenti, ma non è possibile oggi impegnarci in una ulteriore spesa del personale. Queste sono le risorse che abbiamo. In altre ASL si stanno chiudendo i reparti per mancanza di personale. Dobbiamo muoverci all’interno di regole precise. La struttura di Manfredonia è individuata come Ospedale di Base, atto ad assicurare i livelli essenziali di assistenza e non possiamo pretendere di farla funzionare come un policlinico. Comunque siamo riusciti, dove possibile, a migliorare la situazione prestabilita.

La Cardiologia, per esempio, con regolamento regionale del 2012, era individuata come “Cardiologia senza UTIC”. La dotazione prevista per tale struttura era di sei unità mediche. Con l’impegno di tutti si è riusciti a prevedere un’area critica che potesse supportare meglio le emergenze. Così abbiamo inserito altre due unità. Credo che stiamo facendo il nostro dovere, ci stiamo adoperando al massimo perché i reparti, nel limite delle risorse a nostra disposizione, possano funzionare”.

Tutto questo, ha concluso Elena Gentile, richiede lo sforzo generale. “La sfida appartiene a tutti. Accentuare la disaffezione dei cittadini alle strutture ospedaliere non aiuta a superare questa fase di difficoltà, a restituire fiducia ai cittadini e a conservare quello che faticosamente cerchiamo di mantenere. In questa partita ci siamo tutti: politici, amministratori locali, istituzioni, professionisti, medici, infermieri, operatori. Ribadisco l’impegno della Regione a mantenere in piedi questo presidio. Un impegno sottoscritto e confermato negli ultimi mesi. Voglio ribadire anche che nessuna differenza di trattamento è stata fatta tra i presidi della provincia: alla base delle nostre decisioni vi è una classificazione rispetto alla quale ci siamo attivati. Ora bisogna lavorare, con la speranza e l’auspicio che da oggi si ricostituisca un clima di serena collaborazione tra chi ha la responsabilità di governo, di gestione e chi opera per assicurare i livelli essenziali di assistenza. Questo è il momento di fare sistema: di raccontare ai manfredoniani che questo ospedale non chiuderà, ma che anzi, nei limiti delle condizioni date, verrà ulteriormente potenziato”.


VIDEO

IERI IL PRESIDIO DI SINDACO E GIUNTA IN OSPEDALE

FOTOGALLERY

Disposizioni Piano di rientro e di riqualificazione del Sistema Sanitario Regionale 2010-2012Modifica ed Integrazione al Regolamento Regionale 7 GIUGNO 2012, n. 11, di riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Asl ribadisce: ospedale Manfredonia non chiude, sarà potenziato ultima modifica: 2013-06-08T18:02:54+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Padme

    La sanità italiana va a rotoli… Ogni giorno mi indigno leggendo di strutture ospedaliere edificate e abbandonate, con milioni di euro di materiali e attrezzature buttati… Mi chiedo, ma ci pensano prima? Lo riescono a fare un piano regolatore e, soprattutto, riescono a rispettarlo? Noi Italiani abbiamo le carte per poter vantare una sanità incredibile, abbiamo tanti pionieri della Medicina e cosa ci mancano??? I soldi… E la colpa di chi è??? Di anni e anni di politica fatta male, di soldi pubblici spesi per le auto blu e le feste private… No, queste notizie mi fanno piangere il cuore… Come quando la gente è costretta a fare i debiti per operarsi in altri Paesi, proprio perchè le nostre strutture sono insufficienti e costringono i migliori ad emigrare all’Estero!


  • Il Sipontino

    Veramente, dalle foto, non vedo l’assessore D’ambriosio. Era presente?
    Strano se non lo era! C’è la sua Assessora regionale e lui non si presenta? Mi sembra un pò strano.


  • anonimo

    … e perchè mai dovrebbe interessare all’assessore d’ambrosio!?


  • tonino led

    D’ACCORDO CHE BISOGNAVA FARE UNA ” SPARTIZIONE = APPROPRIAZIONE ” DI POSTI LETTO, NON D’ACCORDO AD ASSEGNARCI 14 POSTI PER LA RIABILITAZIONE, FORSE ERANO PIU’ NECESSARI ANCHE 6 O 7 POSTI PER ” GINECOLOGIA E OSTETRICIA ” VISTO CHE UNA PARTORIENTE NON POTREBBE RAGGIUNGERE IN TEMPO IL PIU’ VICINO CENTRO OSPEDALIERO ( CIRCA TRENTA MINUTI ), OPPURE SARA’ COSTRETTA AD ANTICIPARE IL RICOVERO DI DUE O TRE GIORNI, CON UN COSTO AGGIUNTIVO PER L’ ASL DI APPARTENENZA. FORSE QUESTI TIPI DI COSTI AI NOSTRI AMATI SAGGI NON SONO STATI PREVISTI.

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