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Caso Iacobazzi, ok accusa: 6 arresti, allontanati da Via Carli


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San Severo – Estorsione, violenza aggravata, detenzione e porto di armi da fuoco e di arma modificata, esplosione in luogo pubblico e danneggiamento, oltre a recidiva specifica infra-quinquennale. Questi i capi d’accusa confermati dai Giudici del riesame di Bari rispetto all‘inchiesta “Fortapasc”. Ultima operazione giudiziaria in ordine cronologico, che ha portato all’arresto di 6 componenti la famiglia di Paolo Iacobazzi, 53 enne di San Severo, pluripregiudicato, noto boss della “Società Foggiana“, ed ex collaboratore di giustizia nei grandi processi di mafia degli anni ’90.

Quello stesso Paolo Iacobazzi, testimone di giustizia chiamato a riferire delle sue conversazioni avvenute all’epoca nel carcere di Rebibbia riguardo la Scu, e relativi legami con camorra e  ‘ndrangheta. Ma anche di “chiacchierate”, “confessioni”, e “depistaggi” intercorsi tra lui, e altri illustri pentiti, in quegli stessi anni “micidiali”, su procedimenti riguardanti Marcello Dell’Utri, la Strage di Capaci, fino al caso, che ha visto la morte del Giudice Borsellino.

Rigettato, dunque, dai Giudici il ricorso dell’avvocato, Ciro Nardelli, fatto al Tribunale del riesame di Bari in difesa di alcuni dei suoi 6 assistiti, i quali da subito si sono dichiarati sempre “innocenti, ed estranei alle ultime vicende” di cronaca.  Confermati gli arresti per Paolo Iacobazzi, detenuto nel carcere di Spoleto (Umbria).

Assegnati invece i domiciliari per Giuseppe Iacobazzi, 34 anni, Vittorino Padulo, 27 anni – in ordine figlio e cognato del Boss – e per la moglie di Paolo Iacobazzi, Vittoria Russi, 51 anni, assistita dall‘avvocato Margherita Matrella. Con l’eccezione di Vittorino Padulo, che sarà domiciliato presso l’abitazione di un suo parente a San Severo, tutti gli altri verranno trasferiti in case situate nel capoluogo dauno, lontani dal quartiere popolare di Via Mario Carli 2.

Tutto questo allo scopo di ripristinare lo stato di legalità, che vedeva ivi residenti gli indagati, prima, e poi accusati, che abusivamente avevano occupato case, espropriandole ai legittimi assegnatari designati dallo Iacp di Foggia, Ente pubblico che gestisce le abitazioni popolari della Provincia. Ma soprattutto con l’auspicio di porre termine all’allarme sociale innescatosi, dal 2006 tra i residenti delle due palazzine: le vittime riconosciute di soprusi, percosse, estorsioni, e tentate estorsioni da parte della “Iacobazzi & famiglia.

 

(a cura di Ines Macchiarola – inesmacchiarola1977@gmail.com)

 

Caso Iacobazzi, ok accusa: 6 arresti, allontanati da Via Carli ultima modifica: 2013-06-08T12:15:08+00:00 da Ines Macchiarola



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