Foggia

Op VII Papiro, Carella: caso di omonimia, Gip annulla arresto


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Op Settimo papiro, momento arresto

Foggia – UN errore di persona, un caso di omonimia ha portato all’arresto per usura di Michele Carella nell’ambito dell’Operazione “Settimo Papiro”, all’indomani del maxi blitz condotto dalla DDA di Bari, dalla Procura di Foggia, con il supporto della Squadra mobile, insieme alla Sezione di P.G. del Tribunale, e dal GIGO della Gdf del capoluogo pugliese. Il Gip del Tribunale di Bari annulla l’ordinanza di custodia cautelare – la terza – notificata a Michele Carella, 70enne di Foggia, quando era già agli arresti domiciliari per un’altra vicenda d’usura legata  all’operazione, del 31 maggio scorso condotta dalla Guardia di Finanza su ordinanza del gip di Lucera. Il 70enne in poco meno di un anno avrebbe totalizzato tre arresti sempre con l’accusa di usura, il primo in ordine cronologico – di cui si fa esplicito riferimento anche nella inchiesta “Settimo Papiro” – risale all’11 giugno 2012, nell’ambito del blitz “Baccus“. A MIchele Carella furono disposti gli arresti domiciliari, data l’età avanzata, con l’accusa di associazione a delinquere aggravata dalla mafiosità, di concorso in usura, oltre a truffa e frode ai danni della UE

L’inchiesta “Settimo Papiro” è terminata con l’arresto di 4 persone indiziate per usura ed estorsione, e con il il sequestro di beni per un valore di 700 mila euro. Secondo l’accusa, CARELLA Luigi, alias “a ‘uastarell”, cl. 1961, CARELLAMichele, alias “lilino recch long”, cl. 1942, ANTONIELLO Cesare, alias “cesarone”, cl. 1960, CASSITTI Massimiliano, cl. 1975.,  applicavano alla vittima tassi usurai d’interesse fino al 700%1 milione e 673 mila euro è il denaro, che la vittima ha dovuto restituire ai suoi strozzini, dal 2005, fino al 2012.

Carella Michele caso omonimia op settimo papiro annullamento ordinanza custodia cautelare

E’ stato l’avvocato difensore di Michele Carella, Antonello Genua, a chiedere l’istanza di scarcerazione, per altro accolta dal pm  della DDA, Giuseppe Gatti, perchè trattasi di un caso di omonimia. Secondo Genua, al contrario di quanto si afferma nella seconda ordinanza di custodia cautelare a margine dell’ultimo maxi bliz, il suo assistito, nato a foggia il 9/09/1942, non sarebbe un dipendente pubblico, né cugino di Luigi Carella, coindagato nell’Operazione “Settimo Papiro”, né avrebbe mai conosciuto le vittime di usura.

Per l’avvocato Genua, il Gip di Bari, Giovanni Anglana, e gli inquirenti avrebbero mal interpretato le conversazioni telefoniche di una delle presunte vittime di usura, dove “sommariamente” si parlerebbe di Michele Carella come parente di Luigi, e dipendente pubblico. Deduzioni evidentemente errate perchè basate su informazioni testimoniali indirette.

 

 

 

 

(a cura di Ines Macchiarola – inesmacchiarola1977@gmail.com)

 

Op VII Papiro, Carella: caso di omonimia, Gip annulla arresto ultima modifica: 2013-06-08T12:10:15+00:00 da Ines Macchiarola



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