Manfredonia

“Parco eolico marino Gargano Sud”, dossier 5Stelle Manfredonia


Di:

Progetto, distanza costa (statoquotidiano@)

Manfredonia – LA società Parco Eolico Marino Gargano Sud è una Società a responsabilità limitata. La Regione Puglia esprime, “nell’ambito del procedimento ministeriale della V.I.A., in conformità a quanto disposto dal Comitato Regionale per la V.I.A. nella seduta del 06.11.2012, giudizio negativo di valutazione di impatto ambientale e di valutazione di incidenza ambientale per il progetto”. Il Sindaco di Manfredonia e il rappresentante dell’Autorità Portuale hanno depositano il parere favorevole. Attualmente, si aspetta di ottenere la VIA dal Ministero dell’Ambiente.

Il progetto prevede la realizzazione di un parco eolico offshore nell’acque del golfo di Manfredonia (FG), con una potenzialità complessiva di 342 MW, da attuarsi mediante l’installazione di oltre 80 aerogeneratori in grado di produrre circa 0,784 TWh/anno (784.000.000.000 Wh¬ all’anno) da fonti energetiche rinnovabili.
L’Area interessata, per la quale il proponente chiede anche il rilascio della Concessione Demaniale, si trova a circa 10,5 km dalla costa; si estende per una fascia di lunghezza compresa tra 13 e 14,7 Km; si sviluppa al largo per 6 Km; copre un’area di circa 77,15 Kmq su un perimetro di 40,23 km.

Le opere, connesse all’attuazione del progetto, prevedono anche: sottostazione di trasformazione offshore; cavi di trasmissione offshore; fossa di giunzione offshore-onshore; cavi di trasmissione onshore; sottostazione onshore. Se dovessimo considerare lo “squarcio” ai fondali marini e il pesante danno all’ecosistema, dovremmo, aprioristicamente e senza ombra di dubbio, contrastare una simile iniziativa. Un golfo già pesantemente compromesso da insediamenti chimici e industriali, per cui, ogni remota speranza di rivedere il nostro golfo rigenerarsi, diventerebbe una chimera. Inoltre, il progetto non prevede all’interno del parco eolico, l’installazione di un radar atto a fermare le pale durante i flussi migratori dei volatili. Da qui sono partite alcune nostre considerazione.

Se il Comune di Manfredonia ha espresso parere favorevole, anche se “condizionato con la valutazione delle compensazioni ambientali relative alla parte di territorio comunale interessato dall’intervento…”, avrà avuto le sue ragioni. Può darsi che tale parere sia scaturito da possibili scenari di cui, noi “Sipontini a 5 Stelle” e l’intera cittadinanza, non è a conoscenza. Un parere favorevole che non fornisce alcun dato circa “possibili scenari futuri” o, quantomeno, i vantaggi per il territorio. Sappiano di certo, però, che lo Stato Italiano percepirà, dalla società “Parco eolico marino Gargano Sud”, circa 4/5 milioni di Euro. Non abbiamo notizie di possibili contributo al nostro territorio.

Di tutto questo i cittadini di Manfredonia sono all’oscuro. Proprio per questo abbiamo scientemente evitato di entrare nei dettagli circa la questione ambientale; onde evitare la riproposizione di possibili ulteriori contrapposizioni e lacerazioni, quali fonti di contrasti sociali già vissuti, dalla nostra comunità, nel recente passato. (Vedi caso Enichem Manfredonia). Tuttavia, una analisi l’abbiamo fatta e ci siamo dedicati, esclusivamente, alle semplici valutazioni di natura economica.

La realizzazione del progetto ha certamente dei costi ma godrebbe anche di incentivi e ricavi. La tipologia d’impianto di energia rinnovabile in questione ricade, dal punto di vista dell’accesso degli incentivi energetici, nel DM del 06 luglio 2012. Il nuovo decreto introduce alcune novità per l’accesso agli incentivi, soprattutto per i nuovi impianti di produzione.

Valutando l’ammontare degli incentivi, secondo il D¬¬.M. 6/7/2012, e il prezzo di vendita dell’energia prodotta, per il “Parco Eolico Gargano Sud”, si scoprono dati e dettagli che stranamente non sono di dominio pubblico. Tutto si sviluppa nelle stanze dei bottoni dove si decide il presente, senza tenere nella “dovuta” considerazione scenari futuri. L’impianto in quetione ha una produzione, superiore a 5 MW di potenza e ha durata di 25 anni, rinnovabili per altri 25 anni. Partendo da questo dato, e facendo alcuni calcoli, si evidenziano macroscopiche e sorprendenti verità. E’ opportuno sottolineare che i calcoli sono stati considerati in condizioni al ribasso, cioè nelle condizioni più sfavorevoli per la società.

Il parco eolico, secondo il progetto, produce 0,784 TWh/anno. Questo significa che la società incassa 67.032.000 euro all’anno di incentivi. Dalla vendita diretta dell’energia prodotta annualmente, si stima una entrata pari a 43.120.000 euro/anno. Se a questi si decurta una perdita del 20% di costi, tra diretti ed indiretti, si avrà una perdita annuale di 22.030.400 euro all’anno. Le entrate nette saranno 88.121.600 euro/anno.

Orientativamente si stima che il costo di realizzazione, dell’intero parco eolico, sarà di circa 800 milioni di euro, per cui, in base alle entrate nette, il tempo di recupero dell’investimento sarà di circa 4,5 anni. Infatti (800.000.000 euro di costo) diviso (103.488.000 euro all’anno di entrate)= 7,7 anni. Dovendo conteggiare anche gli interessi dovuti alle banche per il finanziamento, il rientro economico avviene in circa 10 anni. Nell’arco temporale di 25 anni di incentivi, nelle casse societarie entreranno: (103.488.000 euro/anno) x (25 anni) = 2.587.200.000 euro, cioè circa 2,6 miliardi di euro.

Quindi, valutando la questione dal punto di vista squisitamente economico, nasce spontaneo il quesito: quali sarebbero i benefici derivanti da tale operazione per i cittadini di Manfredonia che vedono il proprio golfo devastato e deturpato?

Ancora una volta scopriamo che le scelte passano sulla testa dei cittadini, senza che questi vengano minimamente coinvolti sul destino e sul futuro del proprio territorio. Dopo aver consumato e regalato l’ampio territorio di Manfredonia sud, col pretesto di una reindustrializzazione che si è rivelata fallace, ad avventurieri senza scrupoli, l’ultima area disponibile, per possibili speculazioni, è rimasta quella marina.

Ancora una volta le decisioni si assumono in barba a ogni principio democratico e di trasparenza. I cittadini non vengono minimamente coinvolti in decisioni e scelte circa l’uso del proprio territorio.

Nessuno si è prodigato nel prendere una semplice calcolatrice e fare due conticini. Se fosse stata fatta questa operazione e si fossero coinvolti i cittadini in tali scelte, probabilmente qualcuno avrebbe potuto sollevare delle obiezioni e avanzare proposte in favore dell’intera collettività. Cosa che noi, “Sipontini a 5 Stelle”, abbiamo fatto abbozzando alcune proposte:
1 A fronte delle enormi entrate economiche derivanti dal parco eolico marino, i Comuni, in cui l’opera ricade, potrebbero richiedere delle “royalties” annuali (un certo valore percentuale sui guadagni netti). Ad esempio, il Comune potrebbe chiedere il 10% di 88.121.600 euro/anno che sono circa 9 milioni di euro ogni anno. Pensiamo quali benefici ne trarrebbero i cittadini.

2 Si potrebbe creare una società mista pubblico-privata tra i Comuni e il Privato (azienda che realizza il parco eolico), in cui, stabilite le quote di partecipazione, si suddividono i costi di realizzazione, ma anche i futuri guadagni.

3 Si potrebbe creare una società mista pubblico-privata tra i Comuni, Azienda Privata e partecipazione con azionariato cittadino (ciascun cittadino acquista una quota, tramite la quale partecipa alla formazione del capitale per realizzare l’opera e contestualmente godrà in seguito dei guadagni).

4 Si potrebbe creare una società cooperative (come avviene in Danimarca) formate esclusivamente dai cittadini dei Comuni interessati, che si consorziano per creare i capitali necessari per la realizzazione dell’opera e quindi in seguito suddividono tra loro i guadagni.

5 Si potrebbero creare opportune società costituite da una parte, dalle cooperative cittadine dei Comuni interessati e dall’altra, da aziende private che vogliono investire nell’opera.
6 Si potrebbe garantire ai cittadini e alle imprese, un risparmio del 30% sulle bollette dell’energia, in cambio dei costi ambientali. Un modo per incentivare le aziende a stabilirsi sul nostro territorio.

Se poi si riuscisse a considerare anche la opportunità di usare l’area industriale abbandonata, per la costruzione degli aerogeneratori, si avrebbe anche la opportunità di valorizzare e creare professionalità e competenze da spendere anche in territori fuori dal nostro. Il ritorno economico e professionale sarebbe di notevole rilevanza.

Ci preme evidenziare che le analisi e le proposte sono state elaborate esclusivamente su dati forniti dal progetto in questione. Alla luce di quanto esposto invitiamo il Sindaco di convocare entro il 26 giugno 2013 un Consiglio Comunale monotematico atto a discutere su un documento da inviare al Ministero dell’Ambiente in modo che si possa rivedere e ridiscutere l’intero progetto; nello stesso tempo coinvolgere le forze sociali e, qualora ci fossero pareri discordanti, promuovere un referendum consultivo. Ai cittadini deve essere riconosciuto il “Diritto” di decidere le sorti del proprio territorio sia nella gestione del presente che del futuro.

I “Sipontini a 5 Stelle” cercheranno con ogni mezzo democratico di impedire l’uso abuso del nostro territorio e invitano il Sindaco, la Giunta, l’intero Consiglio Comunale a rivedere la questione “Pale eoliche Off SHORE”; invitano le forze sociali del territorio a pretendere, così come prevedono leggi e normative sulla trasparenza amministrativa, il coinvolgimento su questioni che possono determinare scenari presenti e futuri del nostro territorio. E’ opportuno sottolineare che, i governi che si sono avvicendati in questo ventennio, piuttosto che costringere le azienda al rispetto delle leggi e delle norme, in difesa della salute e dell’ambiente, hanno emesso decreti che adattano le norme alle esigenze delle aziende; il caso Taranto, dopo il caso Enichem di Manfredonia, sono la reale conferma.

Ci preme sottolineare un’altra questione sostanziale che mette una pesante ipoteca sulle generazioni future. Dopo 25 o 50 anni, la struttura “pale eoliche” dovrebbe essere rimossa, verrà tagliata ad un’altezza di 3 metri dal fondale marino e verranno rimossi tutti i cavi di trasmissione. La riproposizione di un ulteriore squarcio ai fondali marini e al territorio.

Quindi la rimozione e lo smaltimento avrà dei costi consistenti. Trattandosi di una società a responsabilità limitata, e tutti sappiamo come vanno a finire queste società tra fallimenti e cambio di ragione sociale, ci chiediamo: chi provvederà a coprire i costi di smantellamento e smaltimento di tali strutture? Con quali risorse finanziarie garantite? Chi fornirà le risorse e le garanzie? Con quali strumenti?

Quello che ci preoccupa è che si continui ad “adottare”, la frase attribuita al re francese Luigi XV, “Dopo di me il diluvio”.

(A cura degli attivisti – Sipontini 5 Stelle di Manfredonia)

“Parco eolico marino Gargano Sud”, dossier 5Stelle Manfredonia ultima modifica: 2013-06-08T18:33:28+00:00 da Redazione



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Commenti


  • W la Rai

    Quando i numero sono così grandi , pensate che qualcuno si interesserà della popolazione locale?
    Ancora peggiore se si considera che non si creeranno posti di lavoro.
    Quindi perché andare avanti giusto a Manfredonia ?


  • Oraz

    In tutta italia le energie alternative servono solo a fare intascare soldi allo stato e a chi le fa. le bollette elettriche che i cittadini devono pagare hanno un costo sempre uguale se non maggiore. quindi o c’è un beneficio economico per i cittadini (sempre nel rispetto dell’ambiente, o non si deve appoggiare nessuna di queste iniziative.


  • giiuanumunicip

    A questo punto non si può che affermare che non abbiamo amministratori ma veri e propri padroni….


  • matteo

    …tranquilli…lo faranno l’impianto…..i soldi da intascare per “alcuni” sono molti (riferimento privo di destinatario,ndr)


  • parere

    ma il cinque stelle cosa fa solo relazioni???? ma cose costruttive quando??? le attendo ma non le vedo !


  • dino1969

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    Inviate un email al ministero dell’ambiente entro il 25/06/2013 a DGSalvaguardia.ambientale@pec.miniambiete.it per mandare osservazioni valide. Il ministero è tenuto a rispondervi.


  • dino1969

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    X parere,

    Ivia un email al ministero dell’ambiente entro il 25/06/2013 a DGSalvaguardia.ambientale@pec.miniambiete.it per mandare osservazioni valide. Il ministero è tenuto a rispondere. Questa è una cosa costruttiva,


  • mah

    Bravi qualcuno che si muove qua, senza apparire e apparizioni


  • Corto Maltese

    @ attivisti M5S di Manfredonia: dalla loro relazione ho capito che se questo impianto porterà soldi a manfredonia allora ben venga. ciò che vi dà fastidio è il non essere stati interpellati come cittadini e non lo scempio che subirà il nostro fondale e la bellesza del nostro mare? io non riconosco in voi lo spirito del movimento 5 stelle nazionale!


  • elisabetta

    Per una volta sono d’accordo con Corto Maltese! L’ambiente non si vende.


  • giiuanumunicip

    Elisabetta hai ragione … però a Manfredonia c’è chi lo fa comprare!!!!!
    Hai capito l’arcano….

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