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GIALLO Rapimento Kata: ad un anno dalla scomparsa, diverse le piste seguite

Dallo scambio di persona a giro droga, ma anche il movente sessuale e il racket hotel.

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
8 Giugno 2024
Cronaca // Focus //

L’immagine sbiadita del volto sorridente di Kataleya Chicllo Alvarez è ancora affissa su un banco di un negozio nel quartiere San Jacopino, un anno dopo la sua scomparsa.

Il 10 giugno scorso, la bambina peruviana di 5 anni sparì misteriosamente dall’ex hotel Astor, dove viveva con la madre, il fratellino e altre famiglie di immigrati senza casa. Questo edificio, un tempo un dignitoso albergo a tre stelle situato tra il Duomo e il parco delle Cascine, fu chiuso durante la pandemia e successivamente occupato abusivamente da senzatetto peruviani e rumeni. Da quel giorno, le indagini coordinate dalla procura fiorentina non si sono mai fermate. Kata è stata portata via dall’Astor con un “piano ben organizzato”, sfruttando una zona non coperta dalle telecamere di via Monteverdi. A un anno da quel tragico giorno, il procuratore capo di Firenze, Filippo Spiezia, fa il punto sull’inchiesta.

“La scomparsa di Kata è il risultato di un piano ben organizzato, non di un’azione estemporanea”, ha spiegato Spiezia. “Abbiamo la conferma che c’è un’area non coperta dal sistema di videosorveglianza che è stata sfruttata” dai rapitori della bambina. La via di fuga si trova dietro l’ex albergo: i sequestratori potrebbero aver superato un muro alto due metri e attraversato i tetti dei garage di un condominio per arrivare in via Monteverdi, una strada laterale. Le indagini della procura antimafia si stanno concentrando su quattro piste: il traffico di droga, il racket delle stanze nell’ex hotel Astor, uno scambio di persona e gli abusi a sfondo sessuale. Attualmente, ci sono due indagati: i due zii di Kata, il fratello del padre e il fratello della madre. “Al momento non ci sono elementi per archiviare la loro posizione”, chiarisce Spiezia. “Le indagini non si sono mai interrotte; abbiamo esplorato nuove ipotesi e rivisitato ampi materiali investigativi raccolti nelle fasi iniziali”. La complessità dell’inchiesta è aggravata dal “ritardo con cui è stato dato l’allarme” sulla scomparsa. “Anche il contesto – spiega – non aiuta: abbiamo riscontrato atteggiamenti non collaborativi da parte di peruviani e rumeni e un clima di omertà”.

Lo riporta Ansa.

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