Si terrà venerdì 19 giugno alle ore 17, nella Sala del Tribunale di Palazzo Dogana a Foggia, il seminario dal titolo “Quando il denaro diventa crimine. Il ruolo dei cittadini e dei professionisti contro il riciclaggio”, promosso da Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie e dall’associazione Unic@ – Associazione nazionale dipendenti studi notarili italiani, con il sostegno della Fondazione antimafia sociale Stefano Fumarulo e della Fondazione Alberto Cavallo.
L’iniziativa rientra nel percorso della “Scuola popolare antimafia”, un progetto itinerante nato per sensibilizzare le comunità locali sui temi della legalità e della giustizia sociale, attraverso momenti di approfondimento organizzati nelle diverse province pugliesi.
Al centro del seminario ci sarà il fenomeno del riciclaggio e dell’autoriciclaggio, analizzato anche nella sua dimensione internazionale e nella capacità di inquinare l’economia legale, rappresentando oggi una delle principali fonti di profitto per le organizzazioni criminali. Un tema particolarmente rilevante anche per il territorio della Capitanata e per il contrasto alla Società foggiana.
L’incontro punterà inoltre ad approfondire gli strumenti di contrasto adottati dalla magistratura e dalla Guardia di Finanza, soffermandosi sul ruolo di prevenzione svolto dai professionisti e sulle misure previste dalla normativa antiriciclaggio, con particolare attenzione alla collaborazione attiva con le autorità competenti.
Tra i relatori previsti figurano il Generale Antonio Nicola Quintavalle Cecere, comandante dello S.C.I.C.O. della Guardia di Finanza, il giornalista Edoardo Anziano, autore di numerose inchieste sul tema, il Procuratore capo di Foggia Enrico Giacomo Infante e il presidente del Consiglio notarile dei distretti riuniti di Foggia e Lucera, Antonio Stango, che approfondirà il ruolo dei notai e degli operatori degli studi notarili nella prevenzione dei fenomeni illeciti.
L’appuntamento si inserisce in un più ampio percorso promosso dal Presidio Libera Foggia, da anni impegnato in attività di sensibilizzazione sul territorio. Il ciclo di incontri ha già affrontato, il 16 febbraio, il tema del reclutamento mafioso dei giovani e, il 28 maggio, quello del ruolo delle donne nelle organizzazioni criminali.
L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare il ruolo della società civile nella costruzione di una cultura della legalità, attraverso attività di formazione, confronto e sensibilizzazione rivolte soprattutto alle nuove generazioni.
“In un momento così difficile, ogni cittadino deve fare la propria parte. Non dobbiamo arrenderci e dobbiamo continuare a educare, a sensibilizzare, a studiare e a portare avanti percorsi di antimafia sociale. Insieme possiamo liberarci dalla violenza criminale”, sottolineano i promotori dell’iniziativa.




