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PIPITONE KEVIN Denise Pipitone, il fratello Kevin rompe il silenzio: «C’è mancanza di rispetto»

Kevin ha deciso di intervenire sul caso, prendendo posizione rispetto alle recenti dichiarazioni dell’ex pm Maria Angioni e del padre legale di Denise

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
8 Giugno 2026
Prima pagina //

A 22 anni dalla scomparsa di Denise Pipitone, la bambina sparita nel nulla a Mazara del Vallo nel 2004, arriva per la prima volta la presa di posizione pubblica del fratello Kevin Pipitone, rimasto finora lontano dai riflettori. Con un lungo messaggio pubblicato sui social, Kevin ha deciso di intervenire sul caso, prendendo posizione rispetto alle recenti dichiarazioni dell’ex pm Maria Angioni e del padre legale di Denise, Tony Pipitone, che da tempo chiede una riapertura delle indagini.

La vicenda è tornata al centro dell’attenzione dopo le affermazioni dell’ex magistrata Angioni, che nei giorni scorsi, intervenendo su Canale 122 Fatti di Nera, ha parlato di presunte lacune investigative, facendo riferimento anche a una traccia di sangue che non avrebbe avuto riscontri investigativi.

Kevin Pipitone ha scelto di rompere il silenzio con parole nette: «Dopo anni di silenzio, sento il dovere di intervenire per fare chiarezza su aspetti rimasti in ombra troppo a lungo. Ho deciso di rompere questo silenzio, poiché il limite del tollerabile è stato ampiamente superato», scrive in un post pubblicato sul proprio profilo Facebook.

Nel messaggio, il fratello di Denise punta il dito contro chi oggi rivendicherebbe un ruolo genitoriale: «Mi trovo, purtroppo, a osservare persone che oggi si proclamano “padri”, dimenticando l’assenza – sia emotiva che economica – che ha caratterizzato il loro passato. È doveroso ricordare che chi non ha mai provveduto al mantenimento dei propri figli oggi non può arrogarsi certi titoli», afferma, riferendosi a Tony Pipitone.

Kevin riserva invece parole di riconoscenza per Pietro Pulizzi, compagno della madre Piera Maggio: «Pietro Pulizzi ha sempre agito con dedizione, senza mai chiedere nulla in cambio, mosso esclusivamente da un autentico legame affettivo. Se oggi dovessi cercare un esempio di cosa significhi essere un vero padre, saprei esattamente a chi guardare».

Nel lungo sfogo, il fratello di Denise difende apertamente anche la madre, Piera Maggio, sottolineando il peso sostenuto in questi anni: «Denise ed io siamo stati cresciuti da nostra madre e non diversamente, alla quale vedo oggi mancare di rispetto con inaccettabile continuità».

Poi aggiunge: «A chiunque pretenda di cercare mia sorella, dico innanzitutto di rispettare prima nostra madre, colei che ci ha messo al mondo», precisando inoltre che le sue parole sono frutto di una riflessione personale: «A differenza di altri, non mi lascio manipolare da alcuno».

Kevin critica anche il modo in cui, a suo dire, il caso Denise viene affrontato pubblicamente: «Osservo dichiarazioni di chi afferma di lottare per ritrovare Denise, ma fatico a comprendere il senso di iniziative che, nei fatti, sembrano finalizzate solo a colpire le vere vittime di questa tragedia, sacrificando il dolore sull’altare dell’esposizione mediatica».

Non manca una stoccata all’ex pm Maria Angioni: «Leggo poi le esternazioni di ex magistrati del caso che, a distanza di anni, puntano il dito contro la mia famiglia: mi chiedo il perché di tali illazioni proprio ora e non quando avevano il dovere istituzionale di indagare con efficacia». Kevin si interroga anche sull’operato investigativo del 2004: «Viene spontaneo domandarsi cosa sia stato realmente operato nel 2004», sostenendo che troppo spesso «la ricerca di visibilità prevalga sulla ricerca della verità».

Nel post, Kevin torna poi a criticare Tony Pipitone ricordando alcune dichiarazioni del passato: «Al signore che oggi rivendica il ruolo di padre, vorrei ricordare le sue parole: “Denise è nata in un contesto sbagliato e ci sta pure che l’abbiano rapita per questo motivo”, quasi a giustificarne la scomparsa».

Il fratello di Denise conclude con parole dure e definitive: «Non dimenticate che se ancora oggi si parla di Denise, non è merito di chi si è defilato, ma unicamente della tenacia di mia madre», ribadendo che «le sole vittime di questa vicenda, dopo Denise, sono mia mamma e Piero». Infine, un appello a non strumentalizzare il suo intervento: «Non permetterò che le mie parole vengano strumentalizzate; esse servono solo a fissare la realtà che nessuno, meglio di me, ha vissuto. Non sostituitevi a noi».

Lo riporta leggo.it.

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