FOGGIA – Una breve telefonata che ha riportato un po’ di sollievo alla famiglia di Dina Alberizia, la 67enne originaria di Foggia e residente da anni in Piemonte, detenuta a Bengasi insieme all’attivista e docente molfettese Domenico Centrone.
Secondo quanto riferito all’ANSA dal fratello Giuseppe Alberizia, la donna ha potuto contattare i familiari per alcuni minuti dopo aver sospeso lo sciopero della fame che stava portando avanti durante la detenzione.
«Ha detto di stare relativamente bene», ha spiegato Giuseppe Alberizia. «È probabile che martedì si tenga una nuova udienza davanti al giudice libico». L’ultima comparizione davanti all’autorità giudiziaria risale al 2 giugno scorso, quando era stato disposto un ulteriore periodo di trattenimento.
Dina Alberizia e Domenico Centrone si trovano detenuti a Bengasi dal 24 maggio insieme ad altri partecipanti del Global Sumud Convoy, la missione umanitaria via terra promossa dalla Global Sumud Flotilla.
La telefonata, avvenuta il 4 giugno, rappresenta il primo contatto diretto con i familiari dopo giorni di forte preoccupazione. «Siamo tutti in attesa e speriamo in un epilogo positivo della vicenda», ha concluso il fratello della donna, residente a Foggia.
La situazione continua a essere seguita con attenzione dai familiari e dagli ambienti diplomatici, mentre cresce l’attesa per i possibili sviluppi giudiziari previsti nei prossimi giorni.



