Cinema

The Amazing Spider-Man – M. Webb, 2012


Di:

Marc Webb (fonte: primissima.it)

Questa scheda è spoiler-free: nel rispetto del lettore vergine della visione del film verranno isolate, nell’arco della recensione, eventuali rivelazioni critiche di trama (spoiler) su note a piè pagina, oltre a essere suggerito, a fine articolo, un indice della presenza di punti sensibili nell’opera il cui svelamento accidentale possa incidere su una sua corretta fruizione

Titolo originale: The Amazing Spider-Man
Nazione: Stati Uniti
Genere: fantastico

UNICA attrazione di massa per la stagione estiva 2012, arriva nelle sale il re-boot della famosa serie dedicata al supereroe marvelliano per eccellenza. Frutto di travagliate vicende produttive che volevano questo come il quarto capitolo della saga di Raimi, The Amazing Spider-Man cambia, invece, registro, filosofia e riparte da zero ispirandosi liberamente alla linea di comics Ultimate Spider-Man. Scopo, quello di indagare le origini dell’uomo ragno e il misterioso passato dei suoi genitori: se ne ripercorre la nascita, la consapevolezza delle proprie responsabilità, la lotta contro il crimine e il malvagio Lizard.

Tha Amazing Spider-Man - Poster

Risulta lampante, sin dalla prima mezzora del lavoro di Webb, come questa nuova versione di Spider-Man, al di là del differente fumetto ispiratore, risponda ad un’esigenza largamente nota ed assodata del pubblico di una certa fascia d’età. Laddove la serie di Raimi traeva energia, sostanza nella nostalgia per un antico supereroe su carta e nel recupero di un cinema classico che usa il moderno per trasformare in carne e ossal’impossibile, qui le intenzioni, i modelli ispiratori sono altrove, in una sorta di giovanilismo, nella sua accezione negativa, che pare pervadere come un morbo pericoloso anche gli anfratti più impermeabili del cinema. Gli obiettivi cancerogeni, per quanto fortunatamente non lasciati privi di briglia, strizzano l’occhio al filone efebico e plasticoso di Twilight, apparendo per molta parte del film dietro l’angolo pronti a manifestarsi senza ritegno. Per sottrazione viene paradossalmente da ringraziare Marc Webb per averceli fatti solo intravedere, anche se il disturbo gastrico viene scatenato e logora le pareti dello stomaco.

Dietro quest’ombra minacciosa c’è il resto, la modernità di una storia che non prende il cuore e sembra figlia di molto cinema contemporaneo, fantastico nella sua perizia tecnica, ma che lascia sceneggiatura e regia a facili soluzioni, le quali, solo per questo lavoro di Webb, hanno l’unico merito di tentare il compromesso tra la domanda del pubblico lobotomizzato e le aspettative del cinefilo più attento.

Andrew Garfield (fonte: cool-mediaworld.blogspot.com)

The Amazing Spider-Man, così, si salva dalla piattezza televisiva, guadagna anche alcuni momenti che onorano per grafica l’origine fumettistica, e per dinamiche d’azione e regia quella cinematografica, ma la pasta sui cui si regge è spenta e a tratti ruffiana; ruffiana quando non vede l’ora di propinarci bei giovanotti in competizione messi sul palcoscenico a far mostra di sé, ruffiana quando ci somministra combattimenti a montaggio serrato come piace a grandi e piccini sporchi di coca cola e popcorn. E’ lì che la pellicola svela una filosofia commerciale che spesso si cerca di dimenticare durante il film nei suoi momenti migliori ed è lì che tradisce un’infezione da blockbuster, la quale, seppur contenuta, uccide la natura del genere cui The Amazing Spider-Man appartiene, che è principalmente fatta di mitologia e mistero del mostruoso.
Le potenzialità vengono affossate dalla mancanza di magia, del ricamo psicologico di un ragazzo che si scopre diverso, che si vede lentamente mutato in un percorso evolutivo parallelo agli altri coetanei. E’ entusiasmante l’ironia del protagonista, molto più presente che nella serie di Raimi, ma è l’unico punto a favore rispetto a questa, l’unico di un’operazione non necessaria.

Bravo il protagonista, Andrew Garfield, già visto in The Social Network (scheda), che sembra proiettarsi in un olimpo meritato; di plastica la coprotagonista, Emma Stone, col suo viso bambolesco perfettamente in linea con la corrente Twilight; dignitoso Martin Sheen, in un ruolo, quello dello zio di Peter Parker, che non richiedeva grandi sforzi interpretativi.
Colonna sonora di Horner a tratti avvincente, riprese aeree del supereroe travolgenti.

Valutazione: 6/10
Spoiler: 5/10

altreVisioni

13 Beloved, C. Sakveerakul (2006) – commedia horror con soggetto facile e accattivante ma inferiore alle potenzialità. A parità di humor, più ferocia avrebbe giovato * 6
Mysterious Skin, G. Araki (2004) – storia sofferente di due ragazzi vittime di abusi, la loro crescita, la deformazione della realtà, il confronto col passato. Grande fotografia. Disturbante * 7.5

In Stato d’osservazione

Marley, K. Macdonald (2011) – biografico su Bob Marley * 26giu
Cena tra amici, A. de La Patellière & M. Delaporte (2012) – commedia * 6lug
The Way Back, P. Weir (2011) – drammatico, avventura * 6lug
Bed Time, J. Balagueró (2011) – thriller, dal regista di Rec * 27lug

The Amazing Spider-Man – M. Webb, 2012 ultima modifica: 2012-07-08T17:05:47+00:00 da Alessandro Cellamare



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