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"Mi aiuteresti? Sto avendo problemi con il mio cellulare"

Furto di profili WhatsApp, le testimonianze di 3 donne del Foggiano


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Furto di profili WhatsApp. È il nuovo, raccapricciante fenomeno diffusosi da tempo negli Stati Uniti e da poco purtroppo sbarcato anche in Europa e in Italia. A farne esperienza anche alcune malcapitate persone della provincia di Foggia, Claudia I., Francesca R., Antonella Z. (ed altre) delle quali, per ovvie ragioni di privacy, si omette il cognome e la provenienza.

“Ciao”. Tutto comincia così.

Arriva un messaggio apparentemente inviato da uno dei contatti che ognuno di noi ha su WhatsApp.
Si risponde al saluto, magari anche con la gioia di risentire una persona a noi cara.

Poi arriva la richiesta.

“Mi aiuteresti? Sto avendo problemi con il mio cellulare. Per favore, inviami il codice contenuto nel messaggio sms che starai ricevendo”. Come non aiutare una persona di cui ci si fida e che ha bisogno di noi? Ma dopo l’invio del codice, la strana e spiacevole esperienza.

Il profilo WhatsApp si chiude dopo una notifica in cui si dice che il nostro profilo è stato trasferito ad altro numero. E a noi, dal nostro dispositivo, viene interdetto l’uso del social network in questione. “E subito dopo” racconta Francesca, la prima del gruppo ad essere colpita dal fenomeno “mi sono arrivate le telefonate di Claudia ed Antonella che mi chiedevano cosa stesse succedendo visto che, dopo il messaggio ricevuto da me in cui pare chiedessi anch’io un codice, anche a loro WhatsApp è stato chiuso”.

In realtà, Francesca non aveva inviato alcun messaggio con un tale contenuto. Claudia e Antonella avevano semplicemente fatto l’esperienza di essere state contattate anche loro da un profilo a loro familiare dietro cui però si nascondeva qualcun altro, ovviamente l’autore della frode.

Si tratta, secondo la polizia postale di Foggia interpellata dalla nostra redazione, di vero e proprio reato. Vi deve seguire necessariamente una denuncia presso la polizia postale appunto.

Dopo una media di circa una decina di ore, l’accesso a WhatsApp si può ripetere, ma dopo una prima fase con ricevimento del codice di accesso da parte della stessa WhatsApp, il completamento dell’accesso stesso viene nuovamente interdetto perché il proprio profilo pare essere stato abbinato ad un secondo codice dall’autore della stessa frode. Ma questo semplicemente perché, una volta appropriatosi del profilo derubato, l’esperto informatico autore della frode, sa bene che WhatsApp consente ad ogni utente di creare un secondo codice detto ‘codice di verifica in due passaggi’ che pochi conoscono.

Il codice di verifica in due passaggi si può attivare entrando nelle impostazioni del proprio profilo WhatsApp. Ed è quello più efficace alla tutela della sicurezza del proprio profilo perché solo l’utente lo conosce. E non si deve chiedere a nessun altro se non a se stessi.

Insomma. Attenzione e prudenza. Anche WhatsApp comincia a mostrare segni di cedimento. Anche i profili WhatsApp possono essere non solo ‘spiati’, ma addirittura anche derubati.
“Alla fine ho dovuto cambiare numero su suggerimento della poliziotta con cui ho parlato e che mi ha detto che, comunque a seguito della denuncia, le autorità avrebbero provveduto a farlo” le parole di Claudia rivoltarsi alla questura.

“Confermo” le parole di Antonella “mi hanno detto che non è sicuro a questo punto mantenere il numero che avevo e con cui utilizzavo il profilo WhatsApp dove ho vissuto questa esperienza così antipatica”.

Daniela Iannuzzi

Furto di profili WhatsApp, le testimonianze di 3 donne del Foggiano ultima modifica: 2018-07-08T19:43:05+00:00 da Redazione



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