L’avvocato e direttore della Fondazione Tatarella: “La città è stata lasciata sola. Occorre un piano straordinario sul modello Caivano, adattato alla realtà del territorio”.
Cerignola torna a fare i conti con un nuovo episodio di criminalità che riaccende il dibattito sulla sicurezza e sulla necessità di un intervento straordinario da parte delle istituzioni. A intervenire è Giuseppe Tatarella, avvocato e direttore della Fondazione Tatarella, che lancia un appello al Governo e alla Regione Puglia affinché venga affrontata con urgenza quella che definisce una situazione ormai non più rinviabile.
«L’ultimo episodio – afferma Tatarella – è soltanto l’ennesimo di una lunghissima serie di fatti che riguardano l’ordine pubblico. Nonostante gli accorati appelli della comunità cerignolana e delle istituzioni cittadine, nulla sembra muoversi. Ci chiediamo che fine abbiano fatto il Governo nazionale e quello regionale e perché non vi sia un’attenzione costante verso fenomeni che stanno registrando una escalation di violenza senza precedenti».
Nel suo intervento, Tatarella esprime pieno riconoscimento al lavoro delle forze dell’ordine, sottolineando però che l’impegno quotidiano degli operatori non può, da solo, rappresentare la risposta a un fenomeno così complesso.
«Le forze dell’ordine stanno facendo tutto ciò che è nelle loro possibilità e meritano il ringraziamento dell’intera comunità. Ma questo non basta. Serve una precisa scelta politica. Ai grandi problemi si risponde con mezzi straordinari e con una presenza altrettanto straordinaria dello Stato».
L’avvocato propone quindi un intervento strutturato sul modello di quello realizzato a Caivano, pur evidenziando la necessità di adattarlo alle peculiarità del territorio cerignolano.
«Lo Stato – sostiene – esporti a Cerignola un modello simile a quello di Caivano, calibrato però sulle caratteristiche del tessuto criminale locale. È indispensabile un piano speciale che coinvolga sicurezza, controllo del territorio e presenza delle istituzioni».
L’appello è rivolto anche alla Regione Puglia e ai rappresentanti istituzionali del territorio. «La Regione Puglia, il presidente Michele Decaro e tutti i parlamentari e gli eurodeputati eletti in Puglia si facciano promotori, ogni giorno, di una richiesta di intervento straordinario fino a quando questa non sarà accolta. Cerignola non è una città perduta: è una città che è stata lasciata sola, come se non appartenesse né alla Puglia né all’Italia».
Secondo Tatarella, la risposta non può più essere rinviata.
«La politica, tutta, ha il dovere di dare una risposta concreta ai cittadini di Cerignola. Non possono essere lasciati soli a combattere questa battaglia contro la criminalità. Bisogna intervenire subito, mettendo in campo tutte le risorse disponibili per restituire sicurezza, fiducia e prospettive al territorio».



