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LAGO SALSO Incendio all’Oasi Lago Salso, il WWF Foggia: «Ora basta, serve una svolta vera per salvare l’area protetta»

Ogni trasformazione illegittima del territorio e ogni prelievo d'acqua non adeguatamente controllato rappresentano «un gravissimo passo indietro nella tutela dell'ambiente

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
8 Luglio 2026
Cronaca // Cronaca //

FOGGIA – «Ora basta. Serve una svolta vera». È il duro appello lanciato dal WWF Foggia dopo l’ennesimo incendio che ha colpito l’Oasi Lago Salso, una delle aree naturalistiche più importanti della Capitanata.

L’associazione ambientalista esprime «profonda amarezza e indignazione» per il nuovo rogo, sottolineando come la distruzione delle zone umide del territorio, da San Floriano a Lago Salso, non possa più essere considerata un’emergenza episodica.

Secondo il WWF, ogni incendio, ogni trasformazione illegittima del territorio e ogni prelievo d’acqua non adeguatamente controllato rappresentano «un gravissimo passo indietro nella tutela dell’ambiente, della biodiversità e della legalità».

L’associazione torna quindi a chiedere l’intervento della Procura della Repubblica affinché venga fatta piena luce sulle presunte trasformazioni agricole abusive e sui presunti prelievi illeciti di acqua nell’area, temi che il WWF afferma di aver già segnalato in passato. L’obiettivo, evidenzia la nota, è accertare eventuali responsabilità penali e amministrative.

Tra i punti sollevati anche la gestione dell’Oasi Lago Salso. Il WWF si domanda per quanto tempo la società che gestisce l’area resterà in stato di liquidazione e quali interventi siano stati concretamente messi in campo dal liquidatore per prevenire episodi come quello verificatosi negli ultimi giorni.

L’associazione chiede inoltre chiarimenti sulla mancata bonifica e manutenzione delle aree prospicienti la strada, ritenendo che la realizzazione di fasce parafuoco, lo sfalcio della vegetazione e altre opere preventive avrebbero potuto contribuire a limitare il rischio incendi in un periodo dell’anno particolarmente critico.

Nel documento viene rivolto un appello anche alle istituzioni nazionali e locali, chiamate – secondo il WWF – ad assumere un ruolo più incisivo attraverso controlli più rigorosi, una manutenzione costante dell’area, una gestione efficace e maggiore trasparenza amministrativa.

Dopo due anni consecutivi segnati da incendi devastanti che, secondo l’associazione, hanno provocato la morte di numerosi esemplari di fauna selvatica e la distruzione di habitat di interesse comunitario, il WWF Foggia chiede «anticorpi efficaci» contro quella che definisce criminalità ambientale.

Tra le proposte avanzate figurano l’istituzione del divieto assoluto di attività venatoria entro mille metri dai confini dell’area protetta per almeno dieci anni, il potenziamento della vigilanza e dei pattugliamenti delle forze dell’ordine, la realizzazione di passaggi faunistici e dispositivi per ridurre gli investimenti della fauna selvatica, l’installazione di fototrappole contro l’abbandono dei rifiuti, il contrasto alle captazioni abusive d’acqua, un sistema di telecamere di allerta precoce contro gli incendi e un piano straordinario di recupero ecologico condiviso con la comunità scientifica e le associazioni ambientaliste.

«Non bastano più parole di circostanza o vuoti impegni programmatici – conclude il WWF Foggia –. L’Oasi Lago Salso va difesa e salvata subito, prima che sia troppo tardi».

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