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NOTTE BIANCA Notte Bianca da record, Manfredonia si accende tra musica, street food e migliaia di persone, ma la cultura resta al buio

La Notte Bianca di Manfredonia, svoltasi venerdì 7 agosto, è stata indubbiamente una manifestazione capace di risvegliare l’anima della città

AUTORE:
Michele Solatia
PUBBLICATO IL:
8 Agosto 2026
Manfredonia // Notizie in piazza //

La Notte Bianca di Manfredonia, svoltasi venerdì 7 agosto, è stata indubbiamente una manifestazione capace di risvegliare l’anima della città, portando tra le strade del centro e sul lungomare una folla oceanica e festante. L’evento, caratterizzato da un’organizzazione capillare che prevedeva ben 14 punti di musica dal vivo, 13 punti dedicati allo street food e diverse aree di animazione per i più piccoli, ha saputo coinvolgere ogni fascia d’età: dai bambini attratti dai laboratori ai giovani che hanno letteralmente invaso il fossato del Castello Svevo Angioino.

Proprio il fossato, trasformato in un’arena pulsante di luci e ritmi contemporanei, è stato uno dei cuori pulsanti della serata, testimoniando la voglia di socialità di una comunità che ha risposto con entusiasmo. La presenza del sindaco, seppur in via informale, ha sottolineato il valore di questa kermesse, confermando l’appoggio istituzionale a un’iniziativa che ha saputo riempire i parcheggi e far pulsare le arterie principali, come Corso Manfredi e il Lungomare Nazario Sauro.

Tuttavia, dietro le luci dei DJ set e i profumi delle proposte culinarie, emerge un’ombra che non può essere ignorata e che richiede una critica severa verso l’amministrazione e, in particolare, verso l’assessore alla Cultura, Maria Teresa Valente. Mentre il fossato era animato da una folla straordinaria, il portone del Castello è rimasto inesorabilmente chiuso, sbarrato da cancelli e immerso nel silenzio delle sue sale museali.

È inaccettabile che, in una vetrina così importante, la storia e la cultura di Manfredonia siano state trattate come un “optional” o un elemento di sfondo. La cultura non vive di sola musica a tutto volume o di bevande alcoliche: ha fame di visitatori e di valorizzazione. L’assessore alla Cultura, Maria Teresa Valente, ha perso l’occasione d’oro di rendere il Castello il protagonista assoluto della kermesse, lasciandolo invece come un guscio vuoto proprio mentre migliaia di persone gli orbitavano intorno.

Nonostante la gestione del Castello e del Museo Archeologico Nazionale dipenda dai funzionari ministeriali, il ruolo di un assessore è proprio quello di curare le attività culturali e mediare affinché il patrimonio del territorio sia fruibile in occasioni simili. Quale messaggio si vuole dare della nostra città se, nel momento di massima affluenza, il suo simbolo storico rimane al buio?

È legittimo chiedersi se l’assessore abbia fatto davvero tutto il possibile per valorizzare culturalmente Manfredonia o se ci si sia accontentati di un successo basato esclusivamente sull’intrattenimento leggero, dimenticando che l’identità di una città passa per i suoi musei, non solo per lo street food e le kermesse musicali. Piero Angelo de Ruvo

REPLICA ASSESSORE COMUNALE MANFREDONIA


Leggo che avrei “perso l’occasione” di rendere fruibile il Castello e che ci si chiede se abbia “fatto davvero tutto il possibile”.

Il 9 febbraio scorso, con nota ufficiale prot. n. 8414, ho scritto al Ministero della Cultura, al Direttore Generale Musei Massimo Osanna, alla Direzione Regionale Musei Puglia e alla Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Manfredonia, chiedendo di favorire una maggiore fruizione del nostro Castello e proponendo anche l’ingresso gratuito per i residenti.

A quella richiesta è seguito un riscontro ufficiale del Ministero, acquisito al protocollo comunale il 12 febbraio. Nella risposta viene chiarito che l’attuale articolazione degli orari dipende dall’effettiva dotazione di personale ministeriale, dagli accordi di contrattazione e dalla necessità di garantire i numeri minimi per l’apertura in sicurezza. La stessa Direzione ci comunicava, inoltre, che si stava già lavorando per individuare soluzioni finalizzate ad ampliare gli orari, soprattutto in relazione ai maggiori flussi estivi.

Il Castello e il Museo Archeologico Nazionale, è bene ricordarlo, sono luoghi della cultura statali: il Comune non può decidere autonomamente di aprirne i cancelli, stabilirne gli orari o disporre del personale ministeriale.

Questo non significa disinteressarsene. Significa, al contrario, interloquire con chi ne ha la competenza, avanzare proposte e cercare soluzioni. Ed è quello che ho fatto, per iscritto, già molti mesi fa.

Purtroppo, in occasione della Notte Bianca non è stato possibile organizzarsi per un’apertura del Castello, ma il lavoro dell’Assessorato alla Cultura va esattamente in questa direzione: rendere il nostro patrimonio sempre più accessibile, vissuto e integrato nella vita culturale della città. E continuerò a lavorare con questo obiettivo.

Cordiali saluti.

Maria Teresa Valente
Assessora al Welfare e Cultura

5 commenti su "Notte Bianca da record, Manfredonia si accende tra musica, street food e migliaia di persone, ma la cultura resta al buio"

  1. Nel rione croce non so mi sembra via 4 boccali vicino ingresso scuola croceuna puzza terrifice di feci umane e piscio e anche tante feci di animali sui marciapiedi! Un fetore schifo e nessuno interviene!

  2. ….io direi meno male che le Mura del Castello, almeno questa volta, sono rimaste chiuse ed inviolate, impedendo ad Alarico ed ai suoi Visigoti di perpetrare, dopo quello di Roma, un nuovo saccheggio!

  3. La culture non fa guadagnare a Manfredonia e anche altrove. I poteri vogliono solo pane e circerei con cervelli liquefatti e poco sobri.

  4. Grande successo, con poco utilizzo dei pos e tantissimo nero. Poi tutti poveri, nullatenenti, disperati…il settore balneare, turistico e affitti brevi e B& andrebbe setacciato setacciato acuratamemte dagli organi competenti..decine e decine di milioni di euro..sconosciute al fisco.

  5. Leggo che avrei “perso l’occasione” di rendere fruibile il Castello e che ci si chiede se abbia “fatto davvero tutto il possibile”.

    Il 9 febbraio scorso, con nota ufficiale prot. n. 8414, ho scritto al Ministero della Cultura, al Direttore Generale Musei Massimo Osanna, alla Direzione Regionale Musei Puglia e alla Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Manfredonia, chiedendo di favorire una maggiore fruizione del nostro Castello e proponendo anche l’ingresso gratuito per i residenti.

    A quella richiesta è seguito un riscontro ufficiale del Ministero, acquisito al protocollo comunale il 12 febbraio. Nella risposta viene chiarito che l’attuale articolazione degli orari dipende dall’effettiva dotazione di personale ministeriale, dagli accordi di contrattazione e dalla necessità di garantire i numeri minimi per l’apertura in sicurezza. La stessa Direzione ci comunicava, inoltre, che si stava già lavorando per individuare soluzioni finalizzate ad ampliare gli orari, soprattutto in relazione ai maggiori flussi estivi.

    Il Castello e il Museo Archeologico Nazionale, è bene ricordarlo, sono luoghi della cultura statali: il Comune non può decidere autonomamente di aprirne i cancelli, stabilirne gli orari o disporre del personale ministeriale.

    Questo non significa disinteressarsene. Significa, al contrario, interloquire con chi ne ha la competenza, avanzare proposte e cercare soluzioni. Ed è quello che ho fatto, per iscritto, già molti mesi fa.

    Purtroppo, in occasione della Notte Bianca non è stato possibile organizzarsi per un’apertura del Castello, ma il lavoro dell’Assessorato alla Cultura va esattamente in questa direzione: rendere il nostro patrimonio sempre più accessibile, vissuto e integrato nella vita culturale della città. E continuerò a lavorare con questo obiettivo.

    Cordiali saluti.

    Maria Teresa Valente
    Assessora al Welfare e Cultura

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