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LATITANZA CLAN Presi dopo tre anni di latitanza: due affiliati al clan Capriati arrestati in un casolare a Bisceglie

Paolo De Gennaro e Vito Di Cataldo sono stati individuati dai carabinieri nelle campagne del nord Barese

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
8 Agosto 2026
Bari // Bisceglie //

BISCEGLIE (BAT) – Dopo circa tre anni di latitanza, sono stati individuati e arrestati in un casolare nelle campagne di Bisceglie Paolo De Gennaro e Vito Di Cataldo, entrambi ritenuti affiliati al clan Capriati di Bari.

I due si erano nascosti all’interno di un’abitazione rurale, trasformata secondo gli investigatori in un vero e proprio covo. A localizzarli sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani, al termine di una complessa attività investigativa avviata nel maggio scorso.

All’operazione hanno preso parte anche i militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia, impegnati nelle fasi dell’intervento che ha portato alla cattura dei due ricercati.

Paolo De Gennaro era ricercato da circa tre anni e tre mesi e deve scontare 30 anni di reclusione per l’omicidio, aggravato dal metodo mafioso, di Girolamo Valente, ucciso a Bisceglie nel 2017. Secondo quanto emerso dalle indagini e dal procedimento giudiziario, l’omicidio sarebbe maturato nell’ambito dello scontro tra gruppi criminali per il controllo del traffico di sostanze stupefacenti.

Di Cataldo deve scontare oltre 18 anni

Vito Di Cataldo, anch’egli ricercato da circa tre anni, era destinatario di due distinti ordini di carcerazione.

Il primo riguarda il procedimento denominato “Pandora”, nel quale è stato condannato a 11 anni, 8 mesi e 27 giorni di reclusione per associazione mafiosa.

Il secondo provvedimento riguarda invece condanne per estorsioni aggravate, reati in materia di armi e altri delitti aggravati dal metodo mafioso, per i quali deve scontare ulteriori 6 anni, 11 mesi e 12 giorni.

Complessivamente, Di Cataldo dovrà quindi espiare una pena di 18 anni, 8 mesi e 9 giorni di reclusione.

L’arresto dei due latitanti conclude una lunga attività investigativa condotta dai carabinieri, che ha consentito di individuare il nascondiglio nelle campagne di Bisceglie e porre fine alla loro fuga. Lo riporta l’ANSA.

“Questa operazione è, prima di tutto, un risultato dell’Arma sul terreno. Un’attività di ricerca pura, condotta con pazienza, disciplina e continuità dai Carabinieri del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani, che per mesi hanno seguito tracce, verificato movimenti, stretto progressivamente il cerchio attorno a due latitanti affiliati al clan Capriati e destinatari di condanne definitive di particolare rilievo.

Determinante è stato il contributo dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Puglia”, uomini addestrati a cercare dove altri difficilmente arrivano, capaci di muoversi nel territorio con silenzio, resistenza e straordinaria capacità operativa. La loro presenza, integrata con quella del nostro Nucleo Investigativo, ha rappresentato un moltiplicatore di efficacia.

La cattura di Paolo De Gennaro e Vito Di Cataldo dimostra una cosa semplice: la latitanza non è libertà, è soltanto tempo sottratto alla giustizia. E quel tempo, per noi, diventa tempo di ricerca. De Gennaro deve espiare trent’anni di reclusione per l’omicidio di Girolamo Valente, aggravato dal metodo mafioso; Di Cataldo, condannato definitivamente anche per associazione mafiosa nell’ambito del processo “Pandora”, deve espiare complessivamente oltre diciotto anni di reclusione.

Sono particolarmente orgoglioso dei miei Carabinieri. Hanno lavorato senza clamore, con quella disciplina che trasforma la volontà in risultato. Un militare sa che il compito non termina quando il bersaglio scompare: termina quando viene raggiunto. È questo il senso più autentico del nostro servizio: esserci, resistere, cercare e, alla fine, riportare davanti allo Stato chi ha scelto di sottrarsi alla sua legge”.

Lo dichiara il colonnello Massimiliano Galasso, comandante provinciale dei carabinieri BAT.

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