Le sale slot e videopoker non raccontano soltanto partite e vincite. A metà luglio la Guardia di Finanza di Bari ha chiuso una maxi operazione contro il riciclaggio nel settore dei giochi, con 116 persone indagate e misure cautelari reali per un valore superiore ai 60 milioni di euro. Sequestrate 13 sale Videolottery e due sale giochi, ritenute il cuore di un sistema che avrebbe ripulito denaro sporco attraverso gli apparecchi VLT e la compravendita di ticket vincenti.
Il meccanismo contestato dagli inquirenti è quello tipico del circuito fisico: intestazioni fittizie delle vincite, ticket ceduti a chi non aveva mai giocato, mancato versamento del Prelievo Erariale Unico dovuto sugli incassi delle macchine. In una regione dove il gioco incide da anni sull’economia dei territori, l’inchiesta riporta l’attenzione su un punto preciso: sulle apparecchiature fisiche il flusso di denaro resta molto difficile da ricostruire.
Non è un problema circoscritto alla Puglia. Diversi rapporti sull’azzardo registrano da tempo una crescita del gioco nel Mezzogiorno, dove la spesa cresce più della media nazionale e dove il confine tra offerta legale e circuito illecito è più poroso. Proprio per questo i numeri complessivi del settore aiutano a inquadrare cosa sta cambiando.
Nel 2024 la raccolta del gioco legale in Italia ha superato i 157 miliardi di euro, con una spesa effettiva dei giocatori, cioè la differenza tra quanto giocato e quanto restituito in vincite, pari a circa 21,5 miliardi. Per la prima volta il canale online ha sorpassato quello fisico: circa 92 miliardi di raccolta contro i 65 delle sale e dei punti vendita, oltre il 55% del totale.
La spinta verso il digitale è netta. La spesa nel gioco online ha toccato i 5 miliardi di euro, in aumento del 16% in un anno, e il suo peso sul totale è salito dal 4% del 2012 a quasi un quarto della spesa complessiva. Più della metà di questa crescita arriva dai giochi da casinò online, la categoria in cui rientrano le slot.
La differenza tra i due mondi sta tutta nella tracciabilità: mentre il circuito fisico illegale nasconde i flussi di denaro, il gioco online autorizzato registra ogni operazione. È in questo perimetro che si collocano i siti di slot con licenza ADM, dove ogni operatore è identificabile e le somme giocate transitano su canali dichiarati.
Sulle piattaforme regolamentate l’offerta è anche più ampia. Un singolo operatore autorizzato può mettere a catalogo oltre tremila titoli, tutti collegati ai sistemi di controllo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. È una distanza che non riguarda solo la quantità di giochi, ma la possibilità stessa di sapere chi gestisce l’attività e dove finiscono i soldi.
A confermare lo spostamento ci sono anche i giocatori: i conti di gioco online attivi in Italia hanno superato i 20 milioni. Un bacino che rende l’ambiente digitale, quando è dentro le regole, più semplice da monitorare rispetto alla rete diffusa di sale e apparecchi sul territorio.
L’inchiesta barese, va ricordato, è ancora nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Ma il quadro che ne esce conferma una tendenza già scritta nei dati nazionali: il baricentro del gioco si è spostato, e con esso la partita sulla legalità. (nota stampa).



