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REGIONE PUGLIA Bilancio regionale pugliese, avanzo di 4,3 miliardi ma investimenti fermi a zero

Il Rendiconto generale della Regione Puglia relativo al 2025 supera l'esame della Commissione Bilancio e si prepara ad arrivare in Aula

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
8 Settembre 2026
Politica // Politica Nazionale //

Il Rendiconto generale della Regione Puglia relativo al 2025 supera l’esame della Commissione Bilancio e si prepara ad arrivare in Aula. I numeri restituiscono un quadro apparentemente positivo, con un risultato di amministrazione pari a 4,3 miliardi di euro e un risultato economico d’esercizio positivo per 185 milioni, ma dietro queste cifre emerge una situazione finanziaria molto più complessa.

Il punto centrale riguarda la reale disponibilità delle risorse. Dei 4,3 miliardi che compongono il risultato di amministrazione, infatti, 1,67 miliardi risultano accantonati, mentre altri 2,7 miliardi sono vincolati. In questo scenario, la quota formalmente destinata agli investimenti resta pari a zero.

La Commissione ha riunito in un unico provvedimento i tre disegni di legge sottoposti al suo esame, approvando il testo modificato del Ddl 59 e dichiarando assorbiti gli altri due. Ora il documento passerà al Consiglio regionale, dove il confronto politico sarà inevitabilmente concentrato sulla capacità della Regione di trasformare le risorse contabilizzate in servizi, opere pubbliche e nuovi investimenti.

Entrate e spese, il saldo è positivo

Nel corso del 2025 la Regione Puglia ha accertato entrate per circa 16 miliardi di euro, ma ne ha effettivamente riscosse 11. Sul fronte della spesa, invece, sono stati assunti impegni per 15,8 miliardi, con pagamenti pari a 11,2 miliardi.

La gestione di competenza si è quindi chiusa con un saldo positivo superiore a 715 milioni di euro, un dato che consente alla maggioranza di sottolineare la solidità complessiva dei conti regionali.

Il quadro diventa però più articolato quando si guarda alla liquidità effettivamente disponibile.

Il fondo di cassa scende a 95 milioni

Uno degli elementi più significativi del Rendiconto riguarda infatti il fondo di cassa, passato dai 952 milioni di euro presenti all’inizio del 2025 ai 95 milioni registrati alla fine dell’esercizio.

La riduzione supera quindi gli 850 milioni di euro. Un dato che, da solo, non configura una situazione di dissesto, ma evidenzia comunque una forte pressione sui flussi finanziari della Regione e rappresenta uno degli elementi sui quali si concentrerà il confronto politico in Consiglio.

Residui per miliardi di euro

A pesare sul quadro complessivo sono anche i residui. La Regione presenta infatti 15,7 miliardi di euro di crediti ancora da riscuotere e 11,2 miliardi di debiti o obbligazioni ancora da pagare.

È proprio su questo terreno che si misura la distanza tra i numeri iscritti nei documenti contabili e le risorse concretamente disponibili. Accertare un’entrata non significa infatti averla già incassata, così come impegnare una somma non equivale automaticamente ad averla trasformata in cantieri, servizi o opere realizzate.

Dei 4,3 miliardi del risultato di amministrazione, quasi 1,3 miliardi sono accantonati nel Fondo crediti di dubbia esigibilità, mentre ulteriori risorse sono sottoposte a vincoli che ne limitano l’utilizzo.

Il nodo politico: investimenti a quota zero

È proprio la voce relativa agli investimenti a rappresentare uno degli aspetti più delicati del Rendiconto. Nonostante il risultato di amministrazione positivo e le ingenti somme riportate nei conti regionali, la quota formalmente destinata a nuovi investimenti risulta pari a zero.

Un dato destinato ad alimentare il dibattito politico, soprattutto considerando le numerose esigenze della Puglia nei settori della sanità, dei trasporti e delle infrastrutture.

Sul versante economico-patrimoniale, il Rendiconto presenta comunque un risultato d’esercizio positivo di 185 milioni di euro. Attivo e passivo ammontano complessivamente a 18,7 miliardi, mentre il patrimonio netto raggiunge 3,6 miliardi di euro.

I conti regionali, dunque, mostrano un risultato complessivamente positivo, ma la discussione che si sposterà in Aula riguarderà soprattutto la qualità della spesa e la possibilità concreta di utilizzare le risorse disponibili.

Il tema centrale sarà quindi capire quanto dell’avanzo contabilizzato possa effettivamente essere trasformato in interventi, servizi e investimenti a beneficio del territorio, considerando accantonamenti e vincoli che rendono una parte consistente di quelle risorse non immediatamente spendibile.

Lo riporta retegargano.it, fonte l’edicola.

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