Oltre 63 milioni di euro indicati per opere pubbliche, interventi urgenti e manutenzioni, una rete acquedottistica in espansione e un vasto portafoglio di progetti per il futuro. Ma anche costi del personale molto elevati rispetto alle entrate contributive e un contenzioso finanziario ancora aperto con la Regione Puglia. È un bilancio articolato quello tracciato dal Consorzio di Bonifica Montana del Gargano nella relazione sull’attività svolta durante il mandato amministrativo 2021-2026.
Il documento, allegato al verbale del Consiglio di amministrazione del 3 settembre, accompagna il Consorzio verso l’assemblea elettorale del 4 ottobre 2026. La decima amministrazione ordinaria, eletta il 3 ottobre 2021 e guidata dal presidente Michele Palmieri, presenta così ai consorziati i risultati dichiarati del quinquennio e le questioni che passeranno alla futura governance.
Tra le principali azioni organizzative figurano la revisione dello Statuto e del Piano di organizzazione variabile, la digitalizzazione dei procedimenti attraverso il sistema Urbi e la riorganizzazione dei servizi manutentivi. Il nuovo Statuto, approvato dal Consiglio di amministrazione con due deliberazioni del 2026, è stato trasmesso alla Regione per il necessario esame. L’obiettivo dichiarato è adeguare regole risalenti al 1982 alla normativa vigente e rendere più snelle le procedure interne.
Un altro asse riguarda il trasferimento delle attività operative da Foggia al territorio garganico. La relazione prevede l’utilizzo della sede legale di San Marco in Lamis e di locali messi a disposizione dal Comune di Cagnano Varano. Secondo l’amministrazione uscente, la delocalizzazione dovrebbe avvicinare i servizi ai consorziati, ridurre i costi legati agli spostamenti e permettere una migliore valorizzazione dell’immobile di Foggia.
Sul fronte del personale emerge tuttavia un dato critico. La struttura indicata nel documento comprende un direttore a tempo determinato, 19 impiegati a tempo indeterminato, tre impiegati part-time a termine, quattro operai stabili, un operaio a termine e quattro operai stagionali. Il costo complessivo viene stimato in circa 2,1 milioni di euro, pari all’85 per cento delle entrate derivanti dai ruoli di contribuenza. Da qui la necessità dichiarata di razionalizzare la spesa e potenziare le professionalità disponibili.
Il resoconto attribuisce un peso rilevante agli investimenti territoriali. Le somme riportate per gli interventi realizzati o condotti nel periodo ammontano a circa 3,92 milioni per sistemazioni idrauliche, 799.400 euro per somme urgenze, 430mila euro per opere idraulico-forestali e rimboschimenti, 6,8 milioni per lavori in convenzione con altri enti e 41,07 milioni per impianti irrigui e destinati all’acqua potabile. A questi si aggiungono circa 10,56 milioni per manutenzioni ordinarie e straordinarie e 75.437 euro per ulteriori attività.
Il comprensorio abbraccia per intero nove comuni del Gargano e interessa parzialmente Manfredonia, Rignano Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis e San Nicandro Garganico. Le attività si sono estese, attraverso convenzioni, anche a Rodi Garganico, Apricena e Isole Tremiti.
Tra le opere strategiche viene citata l’estensione della rete degli acquedotti rurali. Il sistema già realizzato serve oltre 350 utenze civili, agricole, zootecniche, industriali e turistiche. È in fase di ultimazione un ulteriore ampliamento di circa 60 chilometri, con due serbatoi per una capacità complessiva indicata in circa 1.750 metri cubi e un nuovo impianto di sollevamento.
La relazione segnala anche le difficoltà nei rapporti finanziari con la Regione. Tra il 2008 e il 2010 furono concesse anticipazioni per 1,5 milioni di euro. Il debito residuo è quantificato in 671.910,99 euro e il piano di rientro approvato nel 2025 prevede rate annuali da 26.876,44 euro per 25 anni. Il Consorzio contesta però la trattenuta regionale dei contributi, superiori a 200mila euro l’anno, che porterebbe al recupero in circa tre anni. Su questo punto l’ente afferma di avere presentato un quesito, rimasto senza risposta alla data della relazione.
Per il 2025 viene riportato un attivo patrimoniale netto di 1,22 milioni, risultante da attività per 1,54 milioni e passività per circa 313mila euro. Il bilancio di previsione 2026 pareggia a 29,47 milioni, mentre il programma delle opere pubbliche supera 18,53 milioni. Resta un mutuo acceso nel 2008: sono state pagate 214 delle 240 rate previste, con oneri annui quantificati in circa 124mila euro.
Accanto alle opere, il Consorzio rivendica l’introduzione di istruttorie corredate dai pareri di regolarità tecnica e contabile, il potenziamento della trasparenza e l’aggiornamento delle misure anticorruzione. Nel quinquennio risultano adottate 151 deliberazioni presidenziali e 768 del Consiglio.
A cura di Giovanna Tambo.



