Il tessuto imprenditoriale della provincia di Foggia deve fare i conti con un progressivo invecchiamento dei titolari e con una difficoltà sempre più evidente nel garantire il ricambio generazionale. È quanto emerge dal nuovo dossier della CNA nazionale, intitolato “Imprese senza ricambio”, che fotografa una situazione particolarmente delicata per la Capitanata.
Sono 7.578 i titolari di imprese individuali con almeno 70 anni, pari al 16,9% del totale. Una percentuale che colloca Foggia tra le province italiane con la maggiore incidenza di imprenditori appartenenti alle fasce d’età più avanzate.
Il dato assume un peso ancora maggiore se inserito nel quadro complessivo dell’economia provinciale. Nel 2025, infatti, Foggia contava 62.252 imprese attive, a fronte di uno stock complessivo di 69.587 imprese. La questione, dunque, non riguarda soltanto l’età degli imprenditori, ma soprattutto la capacità del territorio di assicurare continuità alle attività economiche già esistenti.
A livello nazionale, i titolari di imprese individuali con almeno 70 anni sono 314.824, pari al 10,7% del totale. Dieci anni prima erano 290.328, con un’incidenza dell’8,9%.
Per il presidente di CNA Foggia, Antonio Nunziante, i numeri impongono di affrontare il problema senza ulteriori rinvii.
«A Foggia il passaggio generazionale è ormai una questione economica e sociale che non possiamo più rinviare – sottolinea Nunziante –. I numeri ci dicono che migliaia di imprese del nostro territorio nei prossimi anni dovranno affrontare il problema della continuità. E non possiamo dare per scontato che dietro ogni imprenditore che esce dall’attività ci sia un figlio, un familiare o un giovane pronto a raccoglierne il testimone».
Il rischio, secondo CNA Foggia, è che insieme alle imprese venga disperso anche un patrimonio di conoscenze, professionalità e relazioni costruito nel corso di decenni.
«Quando un’impresa chiude perché non trova qualcuno disposto a continuarla – prosegue – non perdiamo soltanto un’attività economica. Perdiamo professionalità, competenze, rapporti con clienti e fornitori e un patrimonio costruito spesso in decenni di lavoro. È esattamente l’allarme lanciato dalla CNA nazionale e che, alla luce dei dati, dobbiamo raccogliere con ancora maggiore forza a Foggia».
La criticità interessa soprattutto alcuni comparti tradizionali. Nel dossier nazionale, CNA individua manifattura, costruzioni e commercio tra i settori nei quali l’aumento dell’età degli imprenditori procede parallelamente alla riduzione della presenza di imprese guidate da giovani. Un andamento differente riguarda invece i servizi alle imprese, dove le attività condotte da giovani sono aumentate del 3,5%.
«Non possiamo permetterci che imprese sane e competitive chiudano semplicemente perché manca il ricambio – aggiunge Nunziante –. Servono strumenti per accompagnare chi vuole cedere la propria attività e, contemporaneamente, mettere i giovani nelle condizioni di rilevare e far crescere imprese già esistenti. Il passaggio generazionale deve diventare una vera politica di sviluppo».
Da CNA Foggia arriva quindi la richiesta di rafforzare gli incentivi fiscali e finanziari, facilitare l’accesso al credito per i giovani interessati a rilevare un’attività e favorire l’incontro tra gli imprenditori prossimi alla pensione e i potenziali subentranti.
Tra le soluzioni indicate rientrano anche formule come il workers buyout, che consentono ai dipendenti di rilevare direttamente l’impresa nella quale lavorano, garantendone così la prosecuzione.
«A Foggia dobbiamo trasformare il rischio del mancato ricambio in un’opportunità – conclude Nunziante –. L’obiettivo deve essere conservare sul territorio imprese, lavoro e competenze, accompagnando il passaggio di testimone prima che sia troppo tardi. Difendere la continuità delle nostre piccole imprese significa difendere il futuro economico della provincia».



