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LORENA ISCERI Omicidio Isceri, la madre: «Federico Vella mi scriveva “Sei perfida” mentre la uccideva»

La relazione tra Lorena Isceri e Federico Vella era iniziata nell'ottobre 2024, dopo che i due si erano conosciuti in una palestra di Firenze

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
8 Settembre 2026
Prima pagina //

La relazione tra Lorena Isceri e Federico Vella era iniziata nell’ottobre 2024, dopo che i due si erano conosciuti in una palestra di Firenze. Nonostante i nove anni di differenza, il rapporto era rapidamente diventato importante, fino alla convivenza nell’abitazione dell’uomo, nella zona del Galluzzo.

La crisi della relazione

I primi segnali di una rottura arrivano nell’aprile successivo. Lorena, controllando una conversazione sul telefono del compagno, scopre che Vella aveva confidato a un amico di essersi innamorato di un’altra donna. La giovane decide quindi di interrompere la relazione.

Secondo quanto raccontato dalla madre della vittima, però, la decisione scatena una reazione violenta: «Mia figlia gli dice che vuole mettere un punto, lui reagisce prendendo i regali che lei gli ha fatto e scagliandoli a terra».

I vetri dei regali infranti finiscono sul pavimento e Lorena si ferisce ai piedi. L’atteggiamento di Vella cambia successivamente, tornando premuroso, e la giovane decide inizialmente di provare a superare l’episodio.

Il viaggio in Grecia e le tensioni

Ad agosto la coppia parte per una vacanza in Grecia, ma la situazione tra i due rimane estremamente tesa. Lorena, preoccupata per gli atteggiamenti impulsivi del compagno, decide di confidarsi con la propria dottoressa. Vella intercetta il messaggio e la accusa di aver violato la privacy della coppia.

Dopo il rientro dalla vacanza, inoltre, l’uomo si rifiuta di restituire a Lorena i suoi effetti personali.

Tra il 7 e il 15 agosto la giovane decide di rivolgersi a uno psicoterapeuta. Anche questo tentativo di affrontare i problemi della coppia si interrompe rapidamente: durante una seduta Vella si scaglia contro il professionista, accusandolo: «Sei pagato per farci lasciare». L’uomo viene quindi allontanato dallo studio.

La fuga in Puglia

La situazione precipita a Ferragosto. Nell’appartamento del trentaseienne, Vella brandisce un coltello contro Lorena, che riesce a uscire dall’abitazione e a fuggire con la propria automobile.

La madre della giovane ha raccontato agli investigatori: «Non sono in grado di riferire come sia riuscita a sfuggirgli». E ha aggiunto: «Lui si è gettato per terra, per impedirle di andare via. Dopo questo episodio non ha più voluto vederlo».

Lorena decide così di allontanarsi e raggiunge la Puglia, dove rimane nascosta fino al 28 agosto. Durante quei giorni, secondo la ricostruzione, continua a ricevere numerose telefonate e messaggi da parte di Vella.

Il 28 agosto torna a Firenze. Il primo settembre l’uomo le invia un messaggio di scuse, affermando di aver intrapreso un percorso analitico con un medico. Il professionista indicato, tuttavia, non risulterebbe negli elenchi dell’ordine professionale.

I messaggi alla madre e la tragedia

Tre giorni più tardi, Vella prova ripetutamente a contattare la madre di Lorena. Non ricevendo risposta, le invia un primo messaggio dal contenuto accusatorio: «Sei perfida».

Alle 14:58 arriva invece un secondo messaggio, drammatico: «Tua figlia è morta».

Gli accertamenti medico-legali hanno stabilito che Lorena era ancora viva al momento della caduta dal cavalcavia. Sui polsi sono state inoltre individuate lesioni compatibili con l’utilizzo di fascette di plastica, circostanza che ha portato gli inquirenti ad approfondire l’ipotesi che la giovane fosse stata immobilizzata.

La Procura sta indagando per sequestro di persona aggravato e femminicidio premeditato. Gli esami tossicologici dovranno inoltre stabilire se Vella avesse assunto sostanze prima dei fatti.

Il padre della vittima, Franco Isceri, ha spiegato che Lorena aveva sempre scelto di non denunciare Vella, anche per evitare conseguenze sulla sua situazione lavorativa. L’uomo, infatti, aveva già ricevuto due richiami disciplinari dall’azienda presso cui lavorava.

Lo riporta leggo.it.

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“Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.” – Valerio Albisetti

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