Svolta nelle indagini sull’omicidio di Marco Pusceddu, il soccorritore del 118 ucciso a Buddusò nella notte del 7 agosto 2025. All’alba dell’8 settembre 2026, i Carabinieri hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone ritenute coinvolte nel delitto.
L’operazione ha interessato i comuni di Iglesias, Nuxis e Carbonia ed è stata condotta dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Sassari, con il supporto delle Compagnie di Ozieri e Iglesias.
Il provvedimento, richiesto dalla Procura di Sassari e disposto dal GIP, ha visto impegnati anche l’11° Nucleo Elicotteri di Elmas, lo Squadrone Eliportato “Cacciatori Sardegna” e il Nucleo Cinofili di Abbasanta.
Le persone arrestate sono accusate, a vario titolo, di omicidio volontario premeditato in concorso e di porto e detenzione illegale di armi.
Il delitto sarebbe stato commissionato per 15mila euro
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’omicidio sarebbe maturato nell’ambito di contrasti personali, sia di natura sentimentale sia professionale.
Il piano, secondo gli elementi raccolti durante le indagini, sarebbe stato ideato da due mandanti, che avrebbero successivamente incaricato due persone di eseguire materialmente l’assassinio.
Per portare a termine il delitto sarebbe stato concordato un compenso di circa 15mila euro.
L’agguato è avvenuto nella notte del 7 agosto 2025 a Buddusò, dove Pusceddu è stato ucciso.
Intercettazioni, telecamere e l’arma del delitto
L’inchiesta è stata condotta anche con il contributo del RIS e del Reparto Anticrimine di Cagliari. Gli investigatori hanno utilizzato intercettazioni telefoniche e analizzato le immagini provenienti dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona.
Gli accertamenti hanno permesso di individuare l’automobile utilizzata dai presunti esecutori per raggiungere Buddusò e allontanarsi dopo l’omicidio.
Nel corso delle attività investigative sono stati inoltre sequestrati gli indumenti che sarebbero stati indossati durante la notte dell’aggressione e quella che viene indicata come l’arma del delitto: una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa, completa di caricatore e munizioni.
Un precedente agguato a Carbonia
Le indagini hanno consentito di fare luce anche su un precedente episodio di violenza ai danni di Pusceddu, avvenuto nella notte del 28 aprile 2025 in una piazzola di sosta a Carbonia.
In quella circostanza il soccorritore era stato colpito violentemente alla testa e gravemente ferito. I militari sono riusciti successivamente a recuperare la presunta arma utilizzata per l’aggressione, una piccozza da muratore.
Gli accertamenti condotti insieme alla Compagnia di Iglesias hanno permesso di collegare anche questo episodio al quadro investigativo ricostruito dagli inquirenti.
Al termine dell’operazione, i quattro arrestati sono stati condotti nella Casa Circondariale di Cagliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Per tutti gli indagati, come previsto dalla legge, resta ferma la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.
Lo riporta leggo.it.



